Torna sul grande schermo Hercule Poirot, interpretato da Kenneth Branagh nel suo nuovo "Assassinio sull'Orient Express", tratto da uno dei romanzi più famosi di Agatha Christie. Ma sono tanti gli attori che hanno vestito i panni del celebre detective belga dagli anni Trenta a oggi. Ripercorriamo le interpretazioni più famose...

Testa a uovo, folti baffi arricciati e accento francofono: bastano questi pochi dettagli per pensare subito a Hercule Poirot, l’investigatore belga protagonista di oltre trenta romanzi e diversi racconti di Agatha Christie (1890 – 1976), una delle scrittrici di gialli più letta al mondo. A dirla tutta, è stato proprio il riflessivo, sempre impeccabile detective a decretare l’immediato successo della scrittrice già con la sua opera prima, Poirot a Styles Court (Oscar Mondadori, traduzione di D. Fonticoli), dove per la prima volta fanno la loro comparsa Poirot e le sue “celluline grigie”.

L’ispirazione per il personaggio colpì Agatha Christie durante la Prima guerra mondiale, quando lavorava come infermiera in un ospedale del Devon: qui incontrò molti rifugiati belgi e così, dopo che la sorella l’aveva sfidata a scrivere un romanzo giallo da proporre a potenziali editori, iniziò a prendere forma nella sua mente l’immagine di un eccellente poliziotto belga ormai in pensione rifugiato in Inghilterra.

Poirot

Il resto è storia. Storia della letteratura contemporanea, indubbiamente, ma anche del cinema e della televisione: un personaggio così popolare e carismatico non poteva essere destinato a restare su carta per sempre, e infatti già negli anni ‘30 arrivano i primi adattamenti per il grande schermo. Il primo, “vero” Hercule Poirot della storia è il britannico (e senza baffi) Austin Trevor, che veste i panni dell’investigatore belga in ben tre film, due nel 1931 e uno del 1934.

Austin Trevor è stato il primo, ma non di certo l’ultimo. Basti pensare che il personaggio di Poirot è comparso in quindici film, quattro episodi di altrettante serie antologiche per la televisione, un’intera serie a lui dedicata durata quasi venticinque anni e persino un anime giapponese, che lascia ben intuire come la fama del detective di Agatha Christie non sia limitata all’Europa e agli Stati Uniti.

Kenneth Branagh e Albert Finney: i Poirot dell’Orient Express

Il Poirot più recente? Quello intepretato dal britannico Kenneth Branagh in Assassinio sull’Orient Express, in uscita nelle sale italiane il 30 novembre. Il film, tratto da uno dei romanzi più famosi di Agatha Christie, è diretto dallo stesso Branagh, che afferma di aver letto tutti i romanzi con il detective belga protagonista per poter costruire al meglio il personaggio. Questo nuovo Hercule Poirot ha baffi a dir poco maestosi e ingrigiti, diversi da quelli a cui altre interpretazioni ci hanno abituati. Già dal trailer poi si nota subito un Poirot portato all’azione (lo vediamo persino salire sul tetto del treno), quasi militaresco.

Branagh ha dichiarato di aver evitato di guardare altri film di Poirot per non farsi influenzare nella creazione del personaggio, ma sarà comunque inevitabile il confronto del pubblico – e della critica – con il film Assassinio sull’Orient Express del 1974, diretto da Sidney Lumet e candidato a sei premi Oscar, tra cui una nomination come miglior attore protagonista ad Albert Finney, finora l’unico Poirot mai candidato agli Oscar. Finney non vinse l’ambita statuetta, ma la vinse invece Ingrid Bergman come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Greta Ohlsson.

Poirot

Finney aveva solo trentotto anni durante le riprese: era decisamente troppo giovane per vestire i panni di un detective avanti con l’età, e troppo magro per essere il grassoccio Poirot, quindi ogni giorno doveva essere “imbottito” e truccato a dovere. L’operazione era così lunga e complessa che ogni mattina Finney veniva prelevato da casa sua ancora addormentato e in pigiama, messo su un’ambulanza e truccato durante il tragitto verso il set. Il suo Poirot lamentoso e scorbutico alla fine piacque alla Christie, che inizialmente non voleva concedere i diritti del romanzo per il film. Solo un dettaglio non la convinse del tutto: avrebbe infatti voluto vedere dei baffi più belli. Chissà se quelli di Branagh la conquisterebbero?

Randall, Ustinov e Molina: dal comico al moderno Poirot

Agatha Christie era diventata reticente all’idea di vedere suoi romanzi trasposti sul grande schermo dopo alcuni adattamenti per lei poco soddisfacenti. Un esempio? Poirot e il caso Amanda, del 1965, con Tony Randall nei panni di un Hercule Poirot comico e quasi parodistico.

Poirot

Quattro anni dopo Albert Finney, tocca a Peter Ustinov portare Poirot sul grande schermo con il film Assassinio sul Nilo. Il suo è un Poirot forse un po’ appiattito rispetto alla versione originale cartacea, ma sfoggia dei baffi davvero invidiabili. Ustinov vestirà i panni del detective in altri cinque film: Delitto sotto il sole (1982), Agatha Christie: 13 a tavola (1985), Agatha Christie: caccia al delitto (1986), Agatha Christie: delitto in tre atti (1986) e Appuntamento con la morte (1988).

Dal 1988 facciamo un salto fino al 2001, quando viene trasmesso il film per la tv Assassinio sull’Orient Express, una versione ambientata ai giorni nostri della storia già ben nota al grande pubblico. A interpretare questo Poirot moderno è il britannico Alfred Molina, che sul famoso treno porta un computer portatile (necessario, anche se a suo dire solo un “debole sostituto delle celluline grigie” del cervello umano).

David Suchet, il Poirot perfetto

Poirot

Il Poirot più famoso è però quello portato sul piccolo schermo da David Suchet, che dal 1989 al 2013 ha interpretato il detective baffuto nella serie tv inglese Poirot (“Agatha Christie’s Poirot”), trasmessa in Italia su Rete 4 (e più recentemente su Fox Crime). Nei settanta episodi della serie, Suchet veste i panni di un Poirot estremamente fedele a quello descritto nei romanzi e nei racconti della Christie: dall’aspetto fisico allo stile dandy, dalla mania per l’ordine e la pulizia a quell’inconsapevole e sottile eccentricità che riesce a renderlo vagamente comico, Suchet è il Poirot perfetto.

E, dopo quasi venticinque anni di messa in onda, abbandonare il ruolo non è stato facile. “Poirot è stato il mio migliore amico, parte della mia famiglia, parte della mia vita”, ha dichiarato Suchet dopo aver detto addio al personaggio nell’episodio conclusivo della serie, in cui Poirot muore (“Sipario”, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 1975).

Senza ombra di dubbio, Hercule Poirot è tra i detective di finzione più famosi e amati al mondo, come dimostra il fascino che ancora oggi, a quasi cent’anni dal suo debutto su carta, continua a esercitare sul grande pubblico e sui registi di Hollywood. Più che un semplice personaggio letterario, Poirot è un’icona, una celebrità.

Così famoso e importante per la cultura popolare che nel 1975, dopo la sua morte nel romanzo Sipario appena pubblicato, il New York Times gli dedicò un lungo e articolato necrologio in cui si legge che “la sua carriera, riportata nei romanzi di Agatha Christie, la sua creatrice, è stata una delle più illustri nella narrativa”. A oggi, Hercule Poirot resta l’unico personaggio di finzione a cui il Nyt abbia mai dedicato un necrologio. Anche se qualcuno potrebbe obiettare che i nostri personaggi letterari preferiti non muoiono mai davvero.

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