Il Libraio

In un libro il nuovo emozionante viaggio di Andrea Caschetto

di Redazione Il Libraio

Il giovane Caschetto ha inaugurato la categoria dei viaggi necessari. Il suo è un turismo dell’anima, dove i luoghi sono le persone e le persone sono i luoghi


“Non smetterò mai di viaggiare il mondo.
E fra la gente, sentirmi a casa.
Tutti dovremmo sentirci a casa sempre.
Spogliarci dell’uniforme che indossiamo nel quotidiano e finalmente essere noi.
Diversi l’uno dall’altro.
È nell’abbraccio alla diversità che si consuma il futuro prossimo del mondo”

Andrea Caschetto ha ventisette anni, è siciliano di Ragusa e abita il mondo. “Ambasciatore del Sorriso”: è stato definito così per il numero incredibile di amici che lo segue sul web. Qualche anno fa ha girato il mondo per orfanotrofi, regalando il sorriso a 8008 bambini. Dove nasce l’arcobaleno (Giunti) è il libro che racconta questa esperienza. ll 22 marzo 2016, per la Giornata della felicità, Caschetto è stato invitato a parlare alle Nazioni Unite ricevendo una standing ovation. Da allora ha girato l’Italia per svegliare le sensibilità addormentate e portare un messaggio di pace.

Andrea è un viaggiatore lento, perché serve tempo per ascoltare davvero le vite degli altri, per entrare in punta di piedi nelle esistenze, laddove la porta viene aperta, e con garbo accarezzarle e accudirle. E non crediate che questo tempo sia perso: prima o poi ritorna, in forme e sembianze mai uguali, ed è linfa per il mondo.

Il suo nuovo libro, Come se io fossi te (Chiarelettere), racconta un viaggio che nasce da varie necessità, che nell’ordine sono: esaudire il desiderio di una ragazza molto amata che ama l’Argentina ma non può andarci; imparare che la disabilità ha bisogno di manutenzione e non di cure, perché non è una malattia; e ancora, raccontare la straordinaria meraviglia della diversità, dando voce agli Invisibili. E allora via, lungo le strade dell’Argentina. Unica compagna, una sedia a rotelle, metafora del vivere disabile. Da usare per sedersi e per far sedere, per confidarsi e far confidare. Per raccontare storie e invitare a raccontarle. A proposito, la sedia ha un nome. Si chiama Azzurra, come la ragazza amata che ama l’Argentina e finalmente, con Andrea, ci è andata. Perché la realtà ha la forma che uno vuole darle. E i sogni contano.

 

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