Occhiali tondi, sorriso dolce, aria bonaria: da Milano la storia di Salvino Sagone, che ascolta i racconti d'amore degli altri

Occhiali rotondi, capelli bianchi, viso paffuto, Salvino Sagone emana una particolare dolcezza solo a guardarlo. E accanto a lui un cartello scritto a mano: “Ascolto storie d’amore gratis”.

Come racconta l’edizione milanese di Repubblica, Sagone si è appostato con due sedie davanti al Mudec, in via Tortona, e aspetta che qualcuno si avvicini e cominci a raccontare la sua personalissima storia d’amore: “L’idea d’origine è di un ragazzo uruguaiano che, un giorno, ha raccattato due sedie e si è messo a raccogliere le storie d’amore dei passanti, in una piazza di Montevideo. Un enorme successo. […] Così ho iniziato anch’io”.

Ad avvicinarsi sono soprattutto i giovani, e tra relazioni a distanza e donne che inventano storie d’amore perché non ne hanno mai avuta una, le sedie accanto a Salvino sono sempre piene, così come le orecchie e il cuore degli interlocutori. Di racconti di questo tipo Sagone se ne intende: lui stesso ha conosciuto Emma, la donna della sua vita, in un appuntamento di lavoro: “Quando ci siamo incontrati abbiamo deciso di fare una follia: andare a pranzo a Venezia. Da allora non ci siamo più lasciati”. E tra le vie dei Navigli, in cui ha vissuto per quarant’anni, ha incontrato Alda Merini, con la quale ha imparato a “leggere poesie e fumare sigarette”.

Dopo il successo al Mudec, Salvino ha deciso di portare quest’attività in giro per festival letterari: “Continuo ad andare in giro con quel cartello e quelle due sedie. Prima o poi passerò il testimone a qualcun altro. Fino ad allora, le mie orecchie e il mio cuore non ne avranno mai abbastanza”. Un bel modo per riprendere il contatto con l’ascolto reciproco, faccia a faccia, in un mondo caratterizzato da rapporti sempre più virtuali e meno reali.

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