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Rileggere “Tre uomini in barca”? Una cura per l’ipocondria…

A nove anni ero sicura di avere la lebbra. Fu con niente di meno che questa immagine grandiosa e raccapricciante, che inaugurai la mia lunga e amichevole relazione con l'ipocondria. La ferrea convinzione di essere affetta proprio da lebbra era stata un risultato collaterale di una lezione sulla vita di Francesco…

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La trama crudele del matrimonio: rileggendo Jane Austen

Dovevo avere dieci anni quando, forse per Natale, mi regalarono due romanzi di Jane Austen. Di lì a poco sarebbe scoppiata anche in Italia una bizzarra moda-revival incoraggiata dall'uscita del Diario di Bridget Jones, che sfogliai alla chetichella in una libreria convinta che appartenesse alla categoria dei libri…

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Il potere della letteratura e la vita segreta degli oggetti

Una delle ragioni per cui ho cominciato a scrivere, penso qualche volta, era che dovevo assolutamente trovare una scusa che giustificasse la mia curiosità scalpitante e tormentosa per tutto quello che mi succede intorno, per i segreti, i silenzi, le vite degli altri, le luci alle finestre di case intraviste dietro le…

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Poveri (ridicoli) avari!

Poveri avari! Schiavi di un vizio biforcuto che li spinge ad ammonticchiare salvacondotti per un benessere di cui non potranno godere proprio perché, ahiloro, sono affetti da quel brutto vizio. Come l'accidia, anche l'avarizia è illogica: accumulare per non spendere è tanto insensato quanto sfinirsi nel tentativo di…

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Quando un amore finisce, per fortuna ci resta la catarsi

La scena finale di Sapore di mare, quando sono triste ma non so il perché, mi salva sempre. La rivedo, e ogni volta finisce che scoppio a piangere come una vite tagliata. E dopo, mi sento piena di quella dolcezza che si ha solo dopo che ci si è commossi molto per qualcosa che insieme ci riguarda e non ci riguarda –…