La biblioteca Dergano-Bovisa si trova in un quartiere di Milano in cui la comunità cinese è particolarmente numerosa: è gemellata con la biblioteca di Shanghai, ha un’importante sezione di libri in lingua cinese, ed è ogni giorno la meta di tanti lettori cinesi, in particolare bambini... - La storia

In via Baldinucci, in una delle zone con la più ampia comunità cinese di Milano dopo la Chinatown di via Sarpi, sorge la biblioteca Dergano-Bovisa. È una realtà italiana ma, come il quartiere dove si trova, è anche un po’ cinese: è gemellata con la biblioteca di Shanghai, ha un’importante sezione di libri in lingua cinese, ed è ogni giorno la meta di molti utenti cinesi, in particolare bambini. Come mai?

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La biblioteca Dergano-Bovisa: una biblioteca cinese a Milano

Tutto è cominciato nel 1979, quando la città di Milano si gemellò con quella di Shangai. Da quel momento si iniziò a lavorare per consolidare l’amicizia e la reciproca conoscenza fra le due città. Ed ecco l’alleanza tra le biblioteche di Milano e di Shanghai, con la creazione di un’area dedicata ai libri cinesi in una biblioteca di Milano, e di un’area dedicata ai libri italiani a Shanghai.

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La biblioteca di Shanghai

Nel 2002 la biblioteca di Shanghai, una delle più grandi del mondo, con un patrimonio di oltre 48 milioni di documenti, diede vita al progetto di scambio con biblioteche straniere “The window of Shangai”, di cui la biblioteca Sormani, nel 2003, è stata il primo partner. La scelta non è casuale: a Milano esiste la più numerosa comunità cinese d’Italia, Shanghai è una delle mete preferite dagli italiani in Cina, e in Italia l’interesse per la cultura orientale e per la lingua cinese è in crescita costante. Inoltre il governo cinese, che esercita un forte controllo sull’informazione, i media e l’editoria (spesso si parla di censure e, persino, di editori e librai scomodi spariti) è attento a promuovere la cultura della Cina all’estero.

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La targa che ricorda il progetto “Window of Shangai”

La biblioteca Dergano-Bovisa è stata poi individuata come la più adatta per ospitare lo “scaffale multiculturale” cinese, anche perché vicina al Politecnico, la seconda scuola per numero di studenti cinesi del capoluogo lombardo.

Ormai da qualche anno, nel sistema bibliotecario milanese il cognome Hu ha superato i tradizionali Brambilla, Rossi, e Russo, e la maggior parte dei cinesi iscritti al sistema bibliotecario viene dalla biblioteca Dergano-Bovisa, il punto di riferimento milanese per chi cerca opere in lingua cinese.

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Alcuni degli scaffali della con i libri in cinese

La messa a punto del catalogo ha richiesto qualche tempo. All’inizio i libri mandati da Shanghai non erano sempre i più adatti, ad esempio, mancavano i libri per bambini, ma in seguito si è sviluppato un migliore coordinamento. Anche la catalogazione dei libri nel catalogo informatizzato delle biblioteche ha creato qualche difficoltà: dopo tutto i libri erano scritti in cinese. Ma il problema è stato superato grazie a un impiegato capace di tradurne i dati necessari.

L’iniziativa è stata accompagnata da una capillare opera di diffusione nella comunità cinese. I primi a servirsi della biblioteca, sia per consultare o prendere in prestito libri (tanto cinesi quanto italiani), sia come spazio di lettura e di studio, dotato di un servizio internet disponibile a tutti gli utenti, sono stati i più piccoli.

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La sezione di libri cinesi per ragazzi

In definitiva il catalogo dei libri cinesi si è stabilizzato in circa 1200 volumi, che occupano ben 21 ripiani, e di anno in anno viene aggiornato con uno sfoltimento selettivo in occasione dei nuovi arrivi. Esclusa la sezione ragazzi, che non ha limiti prestabiliti, e in cui l’elevato uso da parte dei giovani utenti usura fortemente i libri, costringendo a uno scarto continuo.

Incontrate da ilLibraio.it le bibliotecarie raccontano che i bambini cinesi sono frequentatori assidui, vengono a studiare, a usare internet, a leggere i libri della biblioteca (sia quelli italiani sia quelli cinesi) o a prenderli in prestito. Sono in generale più autonomi dei bambini italiani, vengono da soli, senza genitori, e sono precisi nel restituire i libri. Inoltre, sono stati loro a portare gli adulti cinesi in biblioteca, anche se questi ultimi continuano a passare piuttosto raramente. È significativo che fra i cinque libri più letti della sezione per ragazzi, accanto alla serie Diario di una schiappa di Jeff Kinney, si trovi anche un libro in in ideogrammi cinesi.

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