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Notizie da Francoforte: a dispetto di tanti guru delle nuove tecnologie che lo hanno dato più volte per moribondo, il libro, proprio quello di carta che si tocca, si sfoglia e silenziosamente ci accompagna nella vita, è in buona salute in Europa e negli USA, dove è in crescita.

Per fare un buon libro ci vuole un autore geniale e una casa editrice che se ne prende cura con amore e convinzione. Un libro non è un post o una notizia dell’ultimo minuto che bisogna pubblicare più in fretta possibile. E non basta un algoritmo a produrlo o a sceglierlo. Quello che è stampato in un libro deve resistere nei decenni. Perciò il testo prima di essere stampato viene verificato il più possibile, anche da un legale se necessario, e l’autore ci mette la propria firma. Un autore in carne e ossa che deve rendere conto ai suoi lettori della serietà del suo lavoro.

Sarà anche per questo che il libro è resiliente nonostante le tante nuove tecnologie e i tanti nuovi canali di comunicazione che hanno proliferato in questi anni. Chi legge un libro sa di non perdere tempo in quisquilie, sa che l’autore e l’editore hanno avuto tutto il tempo necessario per approfondire l’argomento.

I libri sono anche ribelli. Con Peccato originale Gianluigi Nuzzi è alla sua quarta inchiesta sul Vaticano. Alla pubblicazione dei libri precedenti è stato attaccato in tanti modi, nel tentativo di screditare con un po’ di fanghiglia il suo lavoro, ma nessuno ha mai contestato la veridicità di quanto da lui affermato. Il processo in Vaticano, nonostante la particolare liturgia, si è concluso con il proscioglimento come si sarebbe concluso in una corte italiana o alla corte europea dei diritti dell’uomo. L’autore ha solo fatto il suo mestiere di giornalista esercitando il diritto alla libertà di stampa. Che non significa, come credono alcuni, che si può dire incoscientemente ciò che si vuole, ma che si può dire responsabilmente ciò che fondatamente si ritiene vero. E il suo scoop è stato ripreso in tutto il mondo. Se fosse stato cittadino USA un paio di premi Pulitzer li avrebbe già in tasca.

Tanti altri i libri interessanti in questo ricco numero del Libraio, nati in quel clima di libertà, indipendenza, immaginazione, serietà, rigore e creatività che caratterizza le case editrici. Vito Mancuso, in un mondo nel quale si delega l’informazione e la memoria ai computer, ci ricorda il bisogno di pensare. Per dare un senso al nostro progetto di vita, al nostro passaggio terreno. E poi c’è da imparare con il bel dialogo tra Gherardo Colombo e Gustavo Zagrebelsky proprio sul tema della corruzione e della democrazia, il nuovo attesissimo romanzo di Clara Sánchez, sempre più legata ai suoi lettori italiani, la nuova inchiesta di Alice Allevi, lo straordinario personaggio dei romanzi e della serie TV L’allieva creato da Alessia Gazzola, il romanzo di Glenn Cooper ispirato ai misteri millenari del Vaticano, #everychildismychild, lo sforzo collettivo di molti artisti in favore dei bambini siriani al quale la visionaria Salani ha aderito con entusiasmo, il bellissimo libro di Gabriella Greison da regalare a ragazze ribelli che vogliano considerare la scienza come progetto di vita, l’ultimo appassionante romanzo storico di Wilbur Smith, ambientato nel più terribile e affascinante degli oceani, l’Oceano indiano, la lucida analisi su Donald Trump che attendevamo da Sergio Romano, scevra dai soliti cliché, e poi il grande romanzo di uno dei più formidabili narratori del nostro tempo: 20 anni dopo La bussola d’oro Philip Pullman ci riporta nel suo straordinario mondo parallelo con Il libro della polvere.

Ps un consiglio per averne già provate alcune di persona: ottime le ricette della longevità di Valter Longo.

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