Il Libraio

“Blade Runner 2049”: un futuro angosciante, ma con donne forti

di Tiziana Ferrario

"Hollywood si sta portando avanti e inizia ad assegnare alle donne ruoli non più subalterni...". La giornalista Tiziana Ferrario, in libreria con "Orgoglio e pregiudizi - Il risveglio delle donne ai tempi di Trump", su ilLibraio.it racconta il film "Blade Runner 2049"


“Te la cavi bene anche senza un’anima”. È una delle frasi a effetto che sentirete nel nuovo Blade Runner 2049, in uscita nelle sale italiane. Diretto da Denis Villeneuve, ha tutte le caratteristiche per replicare il successo del film culto del 1982 di Ridley Scott. È ambientato in California e 35 anni dopo mostra un mondo tragico, arido, popolato da quel che resta degli umani e da replicanti di nuova generazione.

Los Angeles che avevamo lasciato nel 2019, protetta da un muro, è diventata una città cupa, dove il sole non si vede mai, nevica o piove a dirotto. Un cast eccezionale, con Harrison Ford che ricompare dal mistero e l’agente Ryan Gosling che scopre un segreto che non vi racconto per non rovinarvi la sorpresa. Un mondo popolato da donne forti che occupano posti chiave nella società post-Apocalisse. Madame Robin Wright algida funzionaria di polizia, la cattivissima Sylvia Hoeks e la bellissima Ana de Armas ologramma innamorato.

Donne di tutti i tipi, buone, spietate, sentimentali, tutte belle. Come racconto nel mio libro Orgoglio e Pregiudizi*, Hollywood si sta portando avanti e inizia ad assegnare alle donne ruoli non più subalterni. Nel Blade Runner di Scott il replicante diceva “ho visto cose che voi umani…”. Questo sequel, del quale non vi riveliamo la trama, parrebbe indicare che “il futuro è femmina”.

L’AUTRICE – Tiziana Ferrario, giornalista, inviata, conduttrice Rai, negli ultimi anni ha vissuto come corrispondente a New York seguendo il passaggio dalla presidenza Obama a quella Trump. Raccontando le tensioni e le divisioni crescenti nel paese, è rimasta colpita dalla ventata di orgoglio emersa tra le donne americane che hanno rialzato la testa chiedendo parità e difesa dei loro diritti, considerati a rischio. Ha voluto descrivere questo fermento nella speranza di rilanciare un dibattito anche in Italia su come le donne, vittime di omicidi, discriminazioni, stereotipi e pregiudizi, potrebbero contare di più se fossero consapevoli del ruolo subalterno a cui sono spesso costrette.

Così, dopo aver documentato per anni come inviata di politica estera guerre e crisi umanitarie dagli angoli più remoti del pianeta, ha deciso di guardare più da vicino a casa nostra sviscerando un tema che sente di estrema urgenza, indicato anche dalle Nazioni unite tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2030: la parità di genere, sfida incompiuta di questo secolo. Ora è in libreria per Chiarelettere con Orgoglio e pregiudizi – Il risveglio delle donne ai tempi di Trump*.

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