Come sottolinea Ilenia Zodiaco, occorre accantonare l’idea che i lettori vadano protetti e guidati nel giudizio, quando si tratta di decidere tra bene e male. Fortunatamente sono molti i libri che offrono modelli diversi, per niente didascalici. Nella sua selezione per ilLibraio.it trovano spazio, tra le altre, autrici come Naomi Alderman, Jeanette Winterson, Emma Cline e Donna Tartt

La letteratura per ragazzi è impantanata in molti pregiudizi: è un tipo di lettura di serie b, la qualità della scrittura è semplificata quindi peggiore, i suoi contenuti devono essere educativi, o almeno, non esplicitamente immorali. È palese l’importanza di trasmettere valori e ideali giusti alle nuove generazioni, eppure questo non significa creare la versione romanzata degli opuscoli illustrativi contro il disagio giovanile che si trovano dentro i consultori. La potenza di una storia – il suo fascino, la sua complessità – diminuisce sensibilmente quando ci si piega in maniera forzata a intenti didascalici e moraleggianti. E soprattutto: chi l’ha detto che si può imparare solo dai buoni e mai dai “cattivi”?

Ammettiamolo pure: secoli di romanzi di formazione edificanti (da Piccole donne a Anna dai capelli rossi) non hanno estirpato la radice del male su questo pianeta. Tocca quindi continuare a farci i conti senza illuderci che delle eroine zuccherose con modelli di virtù ineccepibili possano convertire le masse ad agire in nome del Sommo Bene. Sia chiaro, il giudizio sui personaggi (a volte fin troppo “positivi” ed edulcorati) non inficia l’indubbia importanza di libri come Il buio oltre la siepe, uno dei romanzi a cui i lettori sono più affezionati, pur rientrando perfettamente nel genere libri “costruttivi”.

Che si possa imparare anche dagli esempi negativi o comunque moralmente ambigui è confermato dal successo che riscuotono i cattivi ben scritti di ogni storia. Occorre quindi accantonare l’idea che i lettori vadano protetti e guidati nel giudizio quando si tratta di decidere tra bene e male. D’altra parte c’è un motivo se il confine che segna il passaggio tra adolescenza e vita adulta è stata definita “linea d’ombra”, c’è bisogno di chiaroscuri, di più sfumature.

Fortunatamente sono molti i libri che offrono modelli diversi, per niente didascalici. E constatiamo con piacere che sono soprattutto i personaggi femminili ad essersi affrancati dalla maledizione “Jane Eyre” che si riferisce più agli epigoni romanzieri che all’opera di Charlotte Bronte, i cui ammiratori hanno prodotto un esercito di ragazze fin troppo prudenti e assennate pronte a servire il grande romanzo morale. In questo breve elenco vi proponiamo esattamente il contrario: delle Jane Eyre scatenate.

Ragazze elettriche di Naomi Alderman

Le donne acquisiscono improvvisamente il potere di controllare l’energia elettrica (il titolo originale dell’opera è appunto The Power). Ben presto questa abilità le porta a sopraffare gli uomini, sempre più marginalizzati e discriminati. Il rovesciamento del femminismo è un’ottica che spiazza il lettore e lo avvince completamente. A questo si aggiunge una prosa molto pop che si destreggia con punti di vista plurimi, in ambientazioni sparse in tutto il mondo, uno dei tratti più apprezzabili è infatti la portata globale e il respiro storico del libro della Alderman, in questo si sente il debito forte che la scrittrice ha – per altro senza farne mistero – con la mentore Margaret Atwood. Preparatevi a un ritratto molto fosco della femminilità, una rappresentazione piena di vitalità e violenza su quanto pesa la disparità di genere sulla nostra società (sì, anche se andasse esattamente al contrario).

Perché essere felice quando puoi essere normale di Jeanette Winterson

Non è un romanzo, è un’autobiografia che si legge come un romanzo. Jeanette Winterson è stata una bambina adottata da una famiglia povera di devoti fedeli cristiani, a lungo ignara di essersi messa in casa quella che diventerà una talentuosissima scrittrice lesbica (nessuna delle due cose le verrà mai perdonata). I presupposti per un eccesso di patetismo c’erano tutti ma la Winterson possiede una sincerità brutale e un’ironia irresistibile. Una storia di riscatto (a metà) che ci insegna come essere nati (ed essersi sentiti per tutta la vita) “sbagliati” può farti diventare in qualche modo la persona “giusta”.

L’albero delle bugie di Frances Hardinge

Essere una ragazza svelta nel ragionamento, con velleità da detective e un amore sconfinato per la scienza non dev’essere stato facile nell’era vittoriana. Lo sa bene Faith, una protagonista coraggiosa ma non un’eroina senza macchia né incapace di ricorrere a sotterfugi poco ortodossi, che si ritroverà a mentire per proteggere la sua famiglia finita in una rete di complotti e ricatti. Un vantaggio però ce l’ha, oltre alla sua astuzia e alla sua mente scientifica: l’invisibilità. Il fatto di appartenere al cosiddetto gentil sesso specialmente nell’ambito accademico poteva garantirti una certa dose di indifferenza da parte degli uomini. Faith, in cui possiamo rivedere una novella Calpurnia, tanto amata dai lettori, li farà ricredere tutti.

Le ragazze di Emma Cline

Una formazione particolare quella di Evie Boyd che da ragazza nella Los Angeles degli anni 60’ si lascerà coinvolgere nelle attività della setta di Charles Manson, The family. “Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza”. Romanticizzare il maligno è l’ultima delle cose che la Cline vuole trasmetterci. Questo romanzo d’esordio, che è già un cult, è un viaggio notturno che riflette su un’epoca storica, sulla libertà e sulla percezione e il controllo dei corpi femminili. Una narrazione magnetica che gioca in maniera smaliziata sul connubio eros e thanatos.

Dio di illusioni di Donna Tartt

L’antidoto ai romanzi didascalici è sicuramente il primo, formidabile romanzo di Donna Tartt che non si fa scrupoli nel distruggere il falso mito del ragazzo kalòs kai agathòs (bello e buono). La vicenda è ambientata in un elitario college nel Vermont in cui si reca Richard Papen, squattrinato e inquieto giovane, narratore degli eventi. Si lascerà affascinare da un gruppo di cinque brillanti ed eccentrici studenti di greco antico e dal loro professore, Julian, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. Julian contagerà i giovani discepoli con la sua passione per quel mondo antico e misterioso in cui l’irrazionale, il dionisiaco non erano tabù. “È un’idea tipica dei greci, e molto profonda. Bellezza è terrore. Ciò che chiamiamo bello ci fa tremare. E cosa potrebbe essere più terrificante e più bello che perdere ogni controllo?”. Ma instillare queste idee di superamento del reale in giovani ricchi e annoiati che si sentono onnipotenti non si limita ad essere una dissertazione filosofica. Nelle vite dei ragazzi, tra gli stordimenti di alcol e droga, si affaccerà il fantasma della violenza e della depravazione.

Max di Sarah Cohen Scali

A proposito di cattivi esempi, il protagonista di questo libro è un bambino nazista. C’è bisogno di aggiungere altro? Se pensate che sul terzo reich sia già stato detto tutto, chiaramente non avete letto questo bizzarro romanzo per ragazzi.

 

 

 

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