"Succede spesso di rivolgersi a qualcuno per chiedere come andrà a finire, se lui tornerà, se risponderà al nostro messaggio, o se ci cercherà ancora...". La riflessione di Sara Gazzini, dal 5 ottobre in libreria con "C'è chi dice di volerti bene"

Succede spesso di rivolgersi a qualcuno per chiedere come andrà a finire, se lui tornerà, se risponderà al nostro messaggio, o se ci cercherà ancora. Succede spesso di rivolgersi a qualcuno lontano da noi, che conosciamo tramite un giornale, tramite un blog, tramite una radio, o tramite qualcosa che sia tale da renderlo distante e forse anche poco reale. E dunque succede che ci troviamo a raccontare la nostra vita a un perfetto sconosciuto, a confessare le nostre paure e le nostre emozioni, le sensazioni e i batticuori, nell’attesa della risposta che ci sveli il da farsi.

Sembra impossibile, eppure è così. E questo capita quando siamo innamorate, ma talmente innamorate da cercare pure negli estranei la risposta a un amore che ci fa tremare così tanto da non poter essere gestito in completa autonomia. E quando si è innamorate, coinvolte e assolutamente in preda agli stati d’animo del Lui di turno, diventa quasi più facile svelarsi a un estraneo che a qualcuno che si conosce da sempre.

Ma perché? Perché le persone a noi vicine conoscono i nostri sbagli, conoscono il nostro passato, e hanno ormai imparato a memoria la storia d’amore che stiamo vivendo. Sanno che lui ci ha deluse e disilluse più di una volta. Sanno che se ne è già andato e tornato a piacimento. Sanno il male che ci ha fatto e le aspettative di cui si è preso gioco. E sanno pure che forse è tempo di voltare pagina, di andare oltre e di ricominciare a vivere.

Ma quando si è innamorate, si sa, il consiglio di lasciar perdere è l’ultimo che ci vorremmo sentir regalare. E allora ci rivolgiamo a chi è lontano, a chi si presenta come l’esperto dell’amore. Come colui o colei che ha in mano tutte le risposte, nella speranza di ottenere non la verità, ma semplicemente quello che vorremmo sentire. Perché l’amore funziona così e non accetta la cosa giusta da fare ma semplicemente quella di cui ha voglia.
Rendersi conto poi che il giudizio dell’esperto è simile a quello della nostra amica di sempre diventa la peggiore tra le scoperte. Ci convinciamo che l’amore unito alla razionalità perda qualcosa. Perda la speranza e la voglia di crederci. Crediamo che essere innamorate significhi non pensare. Che amare voglia dire rifuggire ogni forma di raziocinio. Che sia quella di un parente o di una psicologa.  E invece anche l’amore ha bisogno di basi solide per poter durare. Perché, forse e dico forse, quando non ha niente di reale è nato solo per esistere nei nostri pensieri.

Sara Gazzini

L’AUTRICE E IL SUO PRIMO ROMANZO – Sara Gazzini, nata a Firenze nel 1976, lavora in banca. Un ex marito, due figli, un cane e un gatto. Ama scrivere con ironia ed è seguita online (su Facebook è conosciuta come “La Gazza”).
Il 5 ottobre arriva in libreria per HarperCollins Italia C’è chi dice di volerti bene. romanzo dedicato ai consigli d’amore, la specialità dell’autrice in rete.
Del resto, chi non ha mai desiderato qualcuno che avesse tutte le risposte alle domande su una relazione amorosa? Che sapesse leggere tra le righe di una battuta ammiccante o rispondere a tono a un messaggio ambiguo. Che sapesse quando è giusto crederci. E quando scappare a gambe levate. Caterina, Sveva, Giulia e altre cinque innamorate senza speranze l’hanno trovato. È la massima esperta. Una laurea in psicologia, un master, una sfilza di conferenze. La loro dottoressa è una love coach e per lei l’amore non ha segreti. Per questo ha istituito una terapia di gruppo per Innamorate anonime: per riportare la razionalità nei loro cuori infranti, per insegnare loro l’autoconservazione. Detta anche semplice buon senso. Ma è possibile imparare l’amore dai libri?
QUI gli articoli scritti da Sara Gazzini per ilLibraio.it.

(Visited 1.267 times, 1.267 visits today)

Commenti