Matteo Rampin, medico e psicoterapetua, in libreria con "Come imparare a studiare", svela alcune tattiche per migliorare la resa delle ore passate sui libri: dall'evitare distrazioni al porsi un obiettivo ben preciso, fino al riconoscere cosa sappiamo e cosa no, ecco i alcuni suggerimenti (validi per tutte le età...)

L’inizio dell’anno è sempre difficile per chi studia: gli studenti della scuola obbligatoria sono alle prese con le ultime prove e interrogazioni in vista delle pagelle del primo quadrimestre, gli universitari invece devono affrontare la lunga sessione d’esame di Gennaio-Febbraio. Ecco dunque i consigli, rivolti a tutti, per migliorare la resa delle ore di studio, di Matteo Rampin, medico, psichiatra e psicoterapeuta:

1) Crea una tua strategia di studio, fai come il viandante accorto che sceglie con cura la sua meta e organizza con precisione il suo viaggio;

2) Cerca di aver chiaro qual è il tuo obiettivo, fissa un traguardo: senza questo è come avere una faretra piena di trecce, un arco ben teso, ma nessun bersaglio a cui mirare;

3) Senti dentro di te la giusta motivazione;

4) Familiarizza con il concetto di organizzazione, cioè dai forma a ciò che non ne ha, stabilendo che cosa, quando e come studiare;

5) Evita le occasioni di distrazione;

6) Focalizza l’attenzione su una cosa per volta e staccati fisicamente dagli oggetti che ti possono distrarre;

7) Usa la strategia dei giocatori di scacchi: meglio perdere oggi per vincere domani. Se investi bene nello studio ora potrai farne a meno più tardi;

8) Guardati allo specchio e sii sincero con te stesso: riconosci quello che sai e quello che sai di non sapere, come diceva Socrate;

9) Stendi un piano delle diverse fasi dello studio in funzione del grado di preparazione che vuoi raggiungere al termine di ciascuna fase o sessione di studio;

10) Individua i momenti della giornata in cui il tuo rendimento è migliore;

11) Impara qual è la tua resistenza, ossia dopo quanto tempo hai bisogno di una pausa e alterna i momenti di studio e quelli di riposo;

12) Taglia con il ‘bisturi’ il superfluo: stabilisci che cosa, della materia da affrontare, è più importante e cosa meno;

13) Lavora come se fossi un detective: cerca gli indizi più nascosti e gli elementi comuni ad altre materie;

14) Inverti i ruoli: immagina di essere il tuo professore, il miglior modo per imparare qualcosa e insegnarlo;

15) Usa la strategia del falco: più focalizzi la mente e più la resa sarà elevata;

16) Ripeti le nozioni che hai appreso prima di andare a dormire e appena sveglio;

17) Applica la mossa del gambero: parti da un obiettivo e calcola quanto tempo ti serve per raggiungere il traguardo che ti sei prefissato. Se pianifichi tempi più brevi del normale avrai la possibilità di recuperare.

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Matteo Rampin è autore di una ventina di libri pubblicati in Italia e all’estero. È consulente personale di atleti, allenatori, manager e artisti di livello internazionale. Il suo approccio al miglioramento e al cambiamento si basa sull’applicazione delle neuroscienze a procedure non convenzionali di Problem solving. Tra i suoi libri: Come non farsi bocciare a scuola (Salani, 2012); Al sapor di cioccola­to (Ponte alle Grazie, 2005), Andare avanti guardando indietro (con Mau­ro e Mirco Bergamasco, Ponte alle Grazie, 2011).

È in libreria per Salani con Come imparare a studiare (che torna in una nuova edizione aggiornata), un libro che raccoglie strategie, tattiche e tecniche utili per imparare a studiare e a vivere meglio. Perché conoscere (e applicare) un metodo di studio vuol dire acquisire le basi fondamentali per agire con efficacia, scegliere con razionalità, essere «centrati» e presenti a se stessi, e prendere in mano la propria esistenza. In altre parole, il metodo di studio è la metafora perfetta dell’arte di vivere.

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