"Se si capisce che la bocciatura può essere utile alla crescita, alla maturazione, all'autoconsapevolezza, si boccia. Se con la bocciatura si fanno solo altri danni, non si boccia...". La fine dell'anno scolastico si avvicina. Su ilLibraio.it il punto di vista di Enrico Galiano (insegnante amato dagli studenti e molto seguito sui social, in libreria con "Eppure cadiamo felici") su un tema molto discusso

Forse nell’universo in cui vivete voi bocciare è SEMPRE la cosa da fare, se un ragazzino ha un 5 o due.

Forse nell’universo in cui vivete voi non esistono ragazzini che provengono da realtà familiari difficili, non esistono disturbi dell’apprendimento, non esistono genitori che menano e non esistono mamme che se ne fregano di cosa fa il figlio al pomeriggio.

Forse nell’universo in cui vivete voi, minacciando una ragazza di 13 anni di bocciarla, si ottiene SEMPRE l’effetto di farla studiare. 

Forse nel vostro universo non esistono ragazze con problemi di anoressia, ragazze che si drogano, ragazze che aspettano solo di essere bocciate per buttarsi via definitivamente.

Nel mio universo no.

Nel mio universo si cerca di capire, si sta lì ore e ore a chiedersi cosa è giusto fare, si va al di là della media voti, perché a quell’età ci sono casi in cui non è soltanto miope guardare solo la media dei voti: è sbagliato, è stupido, in certi casi criminale.

Se si capisce che la bocciatura può essere utile alla crescita, alla maturazione, all’autoconsapevolezza, si boccia. Se con la bocciatura si fanno solo altri danni, non si boccia.

Altrimenti dovreste saperlo come va a finire, ma se non lo sapete ve lo dico io: che i figli dei ricchi o di chi ha i genitori presenti vanno avanti, e i figli dei poveri o dei genitori che se ne fregano, no.

Ci sono ragazzi di dodici anni che si ammazzano per una bocciatura, nell’universo dove vivo io.

E se il vostro pensiero a questo punto è “così imparano”, lasciatevelo dire: il mio cane Mario è molto più umano di voi.

Ci siamo già passati di qui, la storia è già passata di qui. E abbiamo già capito che è una strada sbagliata.

L’AUTORE E IL LIBROEnrico Galiano è insegnante e autore della webserie Cose da prof, che ha superato i dieci milioni di visualizzazioni su Facebook; il suo motto del buon insegnate è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti».  Eppure cadiamo felici (Garzanti) è il suo romanzo d’esordio, la storia di una ragazza di nome Gioia che colleziona parole intraducibili e si innamora di Lo che, nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. Quando i due giovani si innamorano, Lo sparisce nel nulla e starà a Gioia scoprire cosa è successo.

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