Irene Chias, in libreria con "Non cercare l'uomo capra", romanzo attualissimo (in cui c'è anche una coppia italo-gambiana) riflette su ilLibraio: "La cultura di ognuno non è soltanto quella della comunità in cui è nato, è anche quella individuale costituita dalle proprie esperienze nel mondo, i propri viaggi, le proprie letture. Per questo ogni coppia è un incontro di mondi più o meno differenti..."

L’amore è uno straniero con uno strano linguaggio, come un arabo in Persia”, scriveva il poeta sufi Rumi.

Siamo umani e questo, se da una parte ci rende simili, dall’altra ci definisce come animali culturali e quindi fra loro talvolta molto diversi: c’è tutta una gamma di sentimenti ed espressioni emotive che risponde strettamente alla cultura di appartenenza di ciascuno.

L’amore è poi un campo in cui si mettono in gioco identità e intimità, status sociale, successo personale, relazioni con la comunità. Ma, per rubare la battuta a un personaggio di Non cercare l’uomo capra, Assane, “tutte le coppie sono miste”. La cultura di ognuno non è soltanto quella della comunità in cui è nato, è anche quella individuale costituita dalle proprie esperienze nel mondo, i propri viaggi, le proprie letture. Per questo ogni coppia è un incontro di mondi più o meno differenti.

“Ma qualcuna lo è di più”, ammette poi il senegalese del mio libro. Confrontandomi su questo con molte persone, africani ma non solo, ho capito soprattutto una cosa: quello che in questo ambito crediamo di poter dare per scontato, in realtà non lo è. Monogamia, promiscuità, manifestazioni di gelosia, fusione con l’altro e accettazione dell’altrui bisogno di solitudine, rifiuto o bisogno di gerarchie e di separazione dei ruoli. Ma soprattutto associazione fra innamoramento e amore, amore e sesso. E amore e matrimonio.

Ci sono società in cui il matrimonio è combinato e serve prevalentemente a suggellare alleanze fra gruppi più ampi. Ogni tanto si sente dire: funzionano meglio di quelli nati per amore. Solo che non è chiaro cosa definisca il successo di un matrimonio, se la durata o la felicità dei contraenti; se la felicità dilatata nel tempo o la passione intensa che brucia e consuma; se il rispetto dei reciproci spazi di crescita individuale o la totale identificazio­ne, il divenire uno; se la gioia condivisa in due o l’accettazione da parte dell’intera comunità. E poi, soprattutto, non è scontato cosa si intenda per ma­trimoni nati per amore, dato che non si è mai chiarito cosa si intenda per amore. Concetto molto sfuggente i cui codici mobili difficilmente possono essere messi a fuoco una volta per tutte.

Ogni aspetto è sempre soggetto a negoziazione in “amore”, ma in alcuni casi lo è di più. Dobbiamo stare attenti non solo a essere tolleranti nei confronti delle esigenze dell’altro, ma anche conoscerci abbastanza per avere ben chiaro cosa per noi non può essere sottoposto a deroghe. Solo così lo straniero di Rumi potrà, almeno per un periodo della nostra vita e pur senza smettere di guardarlo con occhi nuovi e di coglierne gli aspetti sorprendenti, diventare casa nostra e parlare la nostra lingua.

L’AUTRICE E IL SUO NUOVO ROMANZO – Non cercare l’uomo capra (Laurana), il nuovo romanzo di Irene Chias, è un libro policentrico: sullo sfondo della metropoli tra partite di volley, film di Fellini, innamoramenti e agende, riflessioni sulla vita di coppia, viaggi a Zanzibar, discorsi profondi con un intellettuale fricchettone che vende vinili si riflette su cosa sia davvero l’amore, quello vero, capace di coprire ogni distanza.

irene chias

Il romanzo è ambientato in una Milano onirica e nevrotica, in cui si intrecciano le vite di Luisa, Simona, Seedia, Assane e Rodrigo tra le note di tango fusion e jazz manouche. A suggerirci che forse, alla fine, siamo tutti migranti.

La capra è uno dei segni dello zodiaco cinese. Ce ne parla un violinista romeno appassionato di astrologia. C’è poi una coppia italo-gambiana: lei suona al piano le Variazioni Goldberg imitando Glenn Gould, lui è arrivato in Europa con un barcone sfidando la morte. Hanno problemi di comprensione. Ma quale coppia non ne ha? “Ogni coppia è mista, ma qualcuna lo è di più” ci ricorda con saggezza un senegalese giunto in Italia negli anni Ottanta, quando si arrivava in aereo e stava al capriccio dell’ufficiale di frontiera ammetterti…

L’autrice (nella foto sotto, ndr), siciliana, vive a Milano. Ha pubblicato diversi racconti su quotidiani, riviste, antologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo Sono ateo e ti amo (Elliot). Nel 2013 è stato pubblicato Esercizi di sevizia e seduzione (Mondadori), vincitore nel 2014 del “Premio Mondello Opera Italiana” e del “MondelloGiovani”.
irene chias

 

(Visited 90 times, 82 visits today)

Commenti