gwcached,26 La baracca dei tristi piaceri - Recensioni - Il Libraio
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Il silenzio della vergogna, la vergogna del silenzio

Helga Schneider squarcia il velo dell’ultimo tabù e affronta una delle pagine più terribili e meno note del nazismo

RECENSIONE DI
La baracca dei tristi piaceri

UN LIBRO DI 

Helga Schneider

 
PUBBLICATO DA

SALANIRomanzi Salani

“Stava lì, l’aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l’uniforme impeccabile… Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: ‘Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d’ora in poi farai la puttana per cani e porci’”.
Così racconta l’anziana Frau Kiesel alla giovane e ambiziosa Sveva, dando così voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all’interno stesso dei campi di concentramento, in base un’aberrante strategia per la limitazione dell’omosessualità.
Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi – spesso veri e propri relitti umani – che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso tristissimo. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall’umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciarla fecero di tutto per nascondere quella tragedia, seppellirla dentro di sé. In questo nuovo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più, e a rendere un coraggioso omaggio alle donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia.
“È possibile, anzi nel caso di Helga Schneider necessario, fare scrittura della propria vita senza togliere nulla al mestiere del narratore…”
Elena Loewenthal, TuttoLibri – La Stampa
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#1 da elanor
inviato il 14/10/2009
Quando pensi che tutto sia stato detto e studiato e disprezzato, scopri che in realtà l'uomo può fare ancora di peggio. Un libro ben scritto e commovente.

#2 da vezio
inviato il 30/10/2009
“La baracca dei tristi piaceri” è un gran bel libro, che deve stare in ogni ogni casa.
Molte le considerazioni che ispira, la più triste è l'invito a riflettere sulla sessualità maschile e su quanto questa venga denigrata, disprezzata, svilita, proprio dai maschi. Un'altra è sul rapporto con l'omosessualità, su quanto la violenza contro gli omosessuali e anche quella contro la sessualità femminile, siano frutto dello stesso albero, quello che produce i campi di sterminio e i massacri della guerra.
Helga Schneider, in ogni suo libro, mette qualche cosa che rimane che sai ti accompagnerà durante vita.
Nel “Rogo di Berlino” era il rapporto con i cadaveri, con l’odore della morte che si appiccica alla memoria di una piccola bambina abbandonata.
Nel “L’usignolo dei Linke” è la folla, la gente che si ammassa, che affoga tra altra gente, con la flebile speranza di poter sopravvivere: è l’esodo.
In “Lasciami andare, madre” c’è una madre dalla quale non si può prescindere, ma che bisogna abbandonare, che bisogna “uccidere” e che non morirà. Negli altri romanzi: solitudini, brevi incontri, l’amicizia di un albero…
In ogni libro di Helga Schneider bisognerebbe lasciare un segnalibro che riporti ad un capitolo, ad una pagina, ad una frase, da rileggere ogni tanto, da commentare con i nuovi amici o con i figli via, via che crescono, da adoperare come gancio su cui appendere un po’ della nostra fatica di vivere, per riprendere fiato, meditare, darsi una calmata.
Nel bel libro: “La baracca dei tristi piaceri” ho lasciato il segnalibro a pagina 72. Non voglio scrivere perché. Leggete il romanzo d’un fiato, come ho fatto io, e poi, se ne avete voglia, ritornate a quella pagina e riprendete a leggere da lì.
Dopo di ciò il libro non è quello scritto da Helga Schneider, ma diventerà il vostro, sarà la vostra vita che vi leggerete.
Grazie Helga, scrivi ancora per noi!
Andrea Peggion - Firenze


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Helga Schneider  

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Helga Schneider

 Helga Schneider è nata nel 1937 a Steinberg (ora Polonia), e nel 1941 è stata abbandonata dalla madre che è diventata membro delle SS e poi guardiana nei campi di sterminio
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