Una bambina guarda l’orrore
"Fra le voci di noi scrittori sopravvissuti, quella di Appelfeld ha un tono unico, inconfondibile, espressivo anche nei silenzi." Primo Levi
RECENSIONE DI
Un'intera vita
UN LIBRO DI
PUBBLICATO DA
Un giorno, al ritorno da scuola, Helga, dodici anni e mezzo, trova la madre intenta a preparare una valigia. Quel viaggio improvviso le appare sospetto fin da subito: dove va? Perché parte da sola? La sua straordinaria avventura comincia così, dal dolore per una separazione e dal coraggio con cui rifiuta di accettarla. La madre è ebrea, se pure convertita, e la consapevolezza che sia questo il problema si fa a poco a poco più chiara: per via degli insulti dei compagni, dei silenzi imbarazzati del padre e dell’isolamento in cui li confina il piccolo paese. Gli ebrei e i non ebrei, impara Helga, sono diversi: nell’aspetto, nelle abitudini, diversi come la gente di città e la gente di campagna, come la madre – dolce, ironica, a proprio agio con le parole e capace qualche volta di dimenticarsi allegramente dei doveri – e il padre e zia Brunilda, per i quali l’ordine e il dovere vengono prima di tutto. Per Helga abbandonare il rifugio-prigione della zia, mettersi in viaggio verso i campi di prigionia alla ricerca della madre, vuol dire anche esplorare questa diversità.