gwcached,34 Se niente importa - Recensioni - Il Libraio


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Dopo Ogni cosa è illuminata e Molto forte, incredibilmente vicino, il racconto di una scelta di vita

Non guarderete mai più con gli stessi occhi la carne che avete nel piatto.

RECENSIONE DI
Se niente importa

UN LIBRO DI 

Jonathan Safran Foer

 
PUBBLICATO DA

GUANDANarratori della Fenice

Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma che è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita perché non era cibo kosher, perché “se niente importa, non c’è niente da salvare”. Il cibo per lei non è solo cibo, è “terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore”. Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano. In un libro che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza, Foer invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è “inerme” e “senza voce” – il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza discutere le condizioni imposte dall’allevamento industriale e chi le mette in discussione.


“Gli orrori quotidiani dell’allevamento intensivo sono raccontati in modo così vivido… che chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare i prodotti industriali dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio.”  J.M. Coetzee  


“L’appello di Foer per un vegetarianismo di tipo etico è molto coinvolgente... Una solida e sconfortante indagine, con una forza di persuasione che scuoterà tutti coloro che mangiano carne.” Kirkus Reviews


"E' antropomorfismo provare a immaginarsi dentro la gabbia di un animale d’allevamento? E antropodiniego non farlo?
Una gabbia per galline ovaiole concede in genere a ogni animale una superficie all’incirca di quattro decimetri quadrati: uno spazio grande poco meno di un foglio A4. Le gabbie sono accatastate in pile da tre a nove — il Giappone detiene il record d’altezza per le gabbie di batteria, con pile di diciotto gabbie — in capannoni privi di finestre.
Entra mentalmente in un ascensore affollato, un ascensore così affollato che non riesci a girarti senza sbattere (esasperandolo) contro il tuo vicino. Un ascensore così affollato che spesso rimani sollevato a mezz’aria. Il che è una specie di benedizione, perché il pavimento inclinato è fatto di fil di ferro che ti sega i piedi. Dopo un po’ quelli che stanno nell’ascensore perderanno la capacità di lavorare nell’interesse del gruppo. Alcuni diventeranno violenti, altri impazziranno. Qualcuno, privato di cibo e speranza, si volgerà al cannibalismo.
Non c’è tregua, non c’è sollievo. Non arriverà nessun addetto a riparare l’ascensore. Le porte si apriranno una sola volta, al termine della tua vita, per portarti nell’unico posto peggiore..."
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#1 da emanuele
inviato il 25/2/2010
libro bellissimo!

#2 da
inviato il 10/3/2010
Non diventerò certo vegetariana dopo questo libro, ma Foer è riuscito a farmi riflettere su cose che avevo dimenticato, o che non avevo mai saputo, e in generale: gli animali non vanno trattati come uomini. Vanno trattati come animali!

#3 da lorena
inviato il 15/4/2010
Fra una manche e l'altra del torneo non posso non leggere anche qualcosa per mia scelta. E debbo dire che, dove non arriva Il Libraio coi suoi consigli, è arrivata prima la tv. Infatti J.S.Foer un paio di domeniche fa era in un programma dedicato alla cultura ebraica (ebreo lui stesso), e ha accennato all'episodio della nonna che in guerra non si piegò a un cibo qualunque che non fosse kascer nonostante stesse per morire di fame: "Se nulla importa allora non c'è nulla da salvare..." la frase della nonna che spiega al nipote incredulo del perché di questo rifiuto, in nome di un'integrità morale fuori dal comune. Insomma mi ha colpito profondamente e l'ho acquistato il giorno stesso. Non so se avrà il potere di trasformarmi in vegetariana (lo sto ancora leggendo!), di certo ha il potere di squotere (sapientemente e decisamente) le coscienze. GRANDE FOER!


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Jonathan Safran Foer  

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Jonathan Safran Foer

 Jonathan Safran Foer è nato a Washington nel 1977 e vive a Brooklyn, New York, con la moglie. Ha frequentato la Princeton University dove gli sono stati assegnati vari premi di scrittura creativa. Ha pubblicato su "Paris Review", "Conjunctions", e "The New Yorker".
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