E-book o non e-book?
Stefano Mauri
Recentemente i giornali italiani hanno riportato la notizia del sorpasso.
A Natale Amazon ha venduto più e-book che libri di carta. A ben guardare non c’era nessuna notizia. Il 25 dicembre Amazon ha venduto più e-book che libri di carta. Questa era la notizia. Quasi ovvia. Tutti coloro che avevano ricevuto in regalo un reader Kindle per provarlo hanno acquistato un e-book del loro autore preferito. In pratica hanno ricevuto in regalo la scarpa sinistra, acquistata dai loro cari nelle settimane precedenti e quando hanno aperto il pacco hanno comprato la scarpa destra. Mentre a pochi in quel giorno di Natale è venuto in mente di ordinare libri di carta che sarebbero forse arrivati mentre erano via.
I lettori dei giornali italiani potrebbero pensare che qui siamo in grave ritardo: dove sono questi e-book italiani?
Eppure i dati sono questi: negli USA dei libri venduti il 98,5% sono libri di carta e l’1,5% sono e-book.
Perciò anche se l’e-book rappresenterà un modo in più di fruire dei nostri autori preferiti, quando sarà il momento gli editori italiani, non dubito, faranno la loro parte, non c’è da scalmanarsi tanto.
Per ora è in corso una guerra ad accaparrarsi questo futuro mercato per la lingua inglese, la più redditizia.
La nostra speranza è che la vendita al pubblico avvenga, come per il libro di carta, attraverso diversi operatori in concorrenza tra loro e che nessuno diventi l’unico rivenditore di contenuti del mondo.
Dopodiché sarebbe bello poter cominciare un libro sulla carta, leggerlo nei ritagli di tempo sul cellulare, proseguirlo su un tablet o su un reader quando dobbiamo fare lunghi viaggi per poi ritrovarlo sul comodino di casa.
Ma per ora chi governa il gioco è il libro di carta, che nella sua fisicità riassume l’identità dell’opera e remunera la fatica e il talento dell’autore e il rischio che l’editore si è assunto. Le tecnologie poi miglioreranno e l’esperienza di lettura elettronica diventerà via via più gradevole e facile. Già oggi la rete è per noi editori una fonte inesauribile di informazioni, di idee e a volte di libri. Giocheremo anche noi le nostre partite nel mondo virtuale. Innanzitutto riproporremo nei prossimi mesi, migliorandolo, un felice esperimento già fatto dieci anni fa. A tutti sarà permesso diventare scrittori, ma anche provare dal vivo a interpretare il ruolo di editor. Lanceremo un grande torneo letterario su internet.
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