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Due donne, un libro. Un racconto di nuove affinità elettive.

"Una scrittura limpida e tagliente come una lama... Un talento quasi feroce nel leggere l'anima degli uomini."
Don DeLillo


RECENSIONE DI
La lettera di Newton

UN LIBRO DI 

John Banville

 
PUBBLICATO DA

GUANDAProsa contemporanea

Uno scrittore, impegnato da anni nella stesura di una biografia di Isaac Newton o, piuttosto, nell’analisi di quella crisi esistenziale che precedette il suo sofferto addio alla scienza, è in cerca della necessaria concentrazione per terminare il suo libro. Con questo intento prende in affitto la foresteria della casa di campagna di un’antica famiglia decaduta. Ma a distrarlo dal lavoro che fino ad allora aveva dato senso alla sua vita è la presenza di due donne destinate a incarnare facce diverse dell’amore. La sensuale Ottilia, disposta a concedersi anima e corpo, e l’aggraziata Carlotta, una bruna dall’eleganza dimessa, sempre assorta in qualche recondito rovello, sono per l’ospite della foresteria un mistero che a poco a poco offusca ogni altro pensiero.
Il suo rapporto con le due donne dà vita a un intreccio di relazioni, complesse quanto quelle delle Affinità elettive di Goethe, ma in questo caso spesso basate su un equivoco. Complici una campagna illuminata da una luce pittorica e un’atmosfera fuori dal tempo, lo scrittore finirà per vedere l’arcano laddove vi è solo la più banale delle realtà: «Non stavo inseguendo qualcosa di esotico, ma l’ordinario, il più strano e il più sfuggente tra gli enigmi».
La foresteria, come la chiamavano, stava sul lato della strada alla fine del viale. Una volta c’erano stati un muro e un alto cancello con pilastri, ma da tempo tutto ciò era sparito, al pari di altre glorie. La porta scricchiolava. Una camera da letto e un salottino, una piccola cucina squallida, un bagno ancora più piccolo. Ottilia mi seguì amabilmente di stanza in stanza, con le mani affondate nelle tasche posteriori dei calzoni. La signora Lawless aspettò sul portone. Aprii la credenza della cucina: tazze incrinate ed escrementi di topo. Il treno per la città partiva un’ora dopo; se mi sbrigavo ce la potevo fare. La signora Lawless si toccava l’orlo del cappello di paglia e studiava i sicomori. Di noi tre solo la bionda Ottiia non era imbarazzata. Passando accanto a Carlotta nel portone sentii il suo odore come di latte, e mi sorpresi a offrirle un mese di affitto anticipato.
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#1 da albertoc
inviato il 7/3/2010
un libro bellissimo! a quando la pubblicazione del Doctor Copernicus?

#2 da camilla
inviato il 12/4/2010
ogni pubblicazione di libri di banville è un grande evento letterario. finalmente ho potuto leggere la lettera di Newton, un romanzo banvilliano e questo dovrebbe bastare!!: ancora una volta scritto come uno spartito di grande musica: si legge e si ascolta. Succede con pochissimi scrittori una simile gioia. succede con alcuni poeti. Ci sarebbe ancora molto di Banville da pibblicare in italiano. Lasciando,forse, da parte i gialli. sono belli i sue gialli-noir ma lontanissimi da athena, eclipse, la spiegazione dei fatti, Isola con fantasmi, gli intoccabili, Keplero.che meravigliosi libri, sempre da rileggere, sempre con grande stupore.


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John Banville

 John Banville è nato a Wexford, in Irlanda, nel 1945.
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