Non c'è pace tra gli scaffali della libreria Elzévir
Un brutale omicidio.
Un messaggio enigmatico.
Un libraio che indaga fra scrittori e tipografi.
RECENSIONE DI
Il rilegatore di Batignolles
UN LIBRO DI
PUBBLICATO DA
Parigi, giugno 1893. Victor Legris l’ha solennemente promesso a Taša, la sua fidanzata: basta con le indagini pericolose, basta indossare i panni del detective, basta dare la caccia ai criminali… D’ora in poi, sarà tutto casa e libreria. Ma la pace non si trova sugli scaffali della Libreria Elzévir, al numero 18 di rue de Saints-Pères, anche perché, da qualche giorno, la città intera è irrequieta: mentre l’ombra insanguinata della Comune sembra incancellabile, al Moulin Rouge, durante una festa studentesca, un’affascinante modella improvvisa uno strip-tease, cui fanno seguito una denuncia e una serie di scontri tra gli studenti e la polizia. In più, sui boulevard non si parla che dell’omicidio di uno smaltatore, sul cui cadavere è stato ritrovato un biglietto con un enigmatico riferimento a un leopardo, e della tragica morte del rilegatore Pierre Andresy nell’incendio del suo laboratorio. Victor morde il freno, poi si accorge che, il giorno prima dell’incendio, un certo Leopardus ha pubblicato un annuncio in cui piange la scomparsa del cugino Pierre Andrésy, e si convince che le due morti sono collegate... La tentazione è troppo forte: di nascosto da Taša, il libraio-investigatore entra in azione, ignaro del fatto che, nel frattempo, il misterioso «leopardo» si sta preparando a colpire di nuovo…