gwcached,38 Senza vergogna - Recensioni - Il Libraio


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Per una storia naturale della vergogna

Un viaggio antropologico e culturale sulle tracce di un sentimento in via di scomparsa

RECENSIONE DI
Senza vergogna

UN LIBRO DI 

Marco Belpoliti

 
PUBBLICATO DA

GUANDABiblioteca della Fenice

Nell’aprile del 2009 un uomo politico di settantadue anni, l’uomo più ricco del Paese, nonché Presidente del consiglio in carica, si presenta in un ristorante della periferia di Napoli per partecipare ai festeggiamenti dei diciotto anni di una ragazza. La notizia, corredata di foto, sarà riportata su tutti i giornali. Dovrebbe essere «scandalo», e invece nessuno, o quasi, parla di vergogna. Perché? Che si tratti di un sentimento in via di scomparsa? Ma cos’è esattamente la vergogna, che tipo d’affetto costituisce? Perché differisce dalla colpa e dal pudore?
Il libro di Marco Belpoliti parte da questo fatto di cronaca per poi allargarsi e diventare subito un’indagine a tutto campo sulla vergogna stessa nell’attuale società, segnata dalla cultura del narcisismo e dal dominio delle immagini. Scritto come un racconto, questo saggio ci conduce nel carcere iracheno di Abu Ghraib, a Tokyo, nelle camerette degli hikikomori, a Città del Capo in compagnia di J.M. Coetzee, a New York con Andy Warhol, e nella Londra multietnica di Salman Rushdie; ritorna a Nagasaki, ritratta da un fotografo giapponese subito dopo l’esplosione atomica e visitata da Günther Anders, e poi va nella Las Vegas del porno di David Foster Wallace. Due scrittori attraversano le pagine con le loro riflessioni: Primo Levi e Franz Kafka.
"La vergogna non c’è più. Quel sentimento che ci suggerisce di provare un turbamento, oppure un senso d’indegnità di fronte alle conseguenze di una nostra frase o azione, che c’induce a chinare il capo, abbassare gli occhi, evitare lo sguardo dell’altro, a farci piccoli e timorosi, sembra scomparso. Oggi la vergogna, ma anche il pudore, suo fratello gemello, non costituisce più un freno al trionfo dell’esibizionismo, al voyeurismo, sia tra la gente comune come tra le classi dirigenti. La perdita di valore della vergogna è contestuale a un altro singolare fenomeno: l’idealizzazione del banale e dell’insignificante. Lo sguardo ammirato di molti non si rivolge più a persone di notevole rilievo morale o intellettuale, bensì a uomini e donne modesti, anonimi, assolutamente identici all’uomo della strada o alla donna della porta accanto."
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#1 da alias
inviato il 4/5/2010
ma è possibile che ci siano persone che campano offendendo e infamando un capo di governo? E poi vanno in piazza a protestare perchè non c'e' libertaà di stampa!

#2 da capitan nemo
inviato il 4/5/2010
Il fatto stesso che lei possa inserire commenti esprimendo la sua opinione significa che esiste ancora qualche "isola" di libertà. Sarà un frase abusata, ma mi appello a Voltaire: "Non sono d'accordo con la tua opinione, ma darei la vita affinché tu possa esprimerla".
Inoltre rifletta sul paradosso che esprime: secondo il suo punto di vista nemmeno l'autore avrebbe potuto pubblicare...


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Marco Belpoliti  

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Marco Belpoliti

 Marco Belpoliti, scrittore e saggista, dirige con Elio Grazioli la collana Riga (Marcos y Marcos).
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