Matteo Farinella, autore e illustratore del libro per bambini "Benvenuti a Cervellopoli", su ilLibraio.it analizza l'importanza di fumetti e illustrazioni per divulgare la scienza tra i più piccoli e non solo. E fa una serie di esempi...

Da sempre illustrazioni, diagrammi e mappe hanno avuto un ruolo fondamentale nella ricerca scientifica. Come ogni scienziato può testimoniare non c’è libro di testo o articolo scientifico che non usi rappresentazioni. Spesso è grazie a queste che concetti astratti diventano finalmente chiari ed entrano a far parte del canone scientifico (non avrebbe senso parlare della  ‘scoperta’ del DNA senza il modello della doppia elica). Eppure quando viene il momento di fare divulgazione molti autori si affidano ancora esclusivamente alla parola scritta. Le immagini, quando presenti, hanno un ruolo poco più che decorativo: una foto del ricercatore, un’immagine stock di un cervello, una cellula oppure l’onnipresente doppia-elica.

Certamente ci sono eccezioni, soprattutto nel mondo dei libri e delle animazioni per ragazzi. La pionieristica serie Esplorando Il Corpo Umano negli anni ‘80 e ‘90 ha probabilmente ispirato intere generazioni – me compreso – a studiare materie scientifiche. Editoriale Scienza pubblica libri di divulgazione scientifica illustrati da più di 20 anni.

Ma anche riviste autorevoli, rivolte ad un pubblico adulto, come Nautilus, accompagnano regolarmente i loro articoli con illustrazioni di alta qualità. Più recentemente poi c’è stata una vera e propria esplosione di animazioni e fumetti scientifiche (come Kurzgesagt, Minute Physics, ERCcomics e l’italiana Comics&Science) che riscontrano un notevole successo di pubblico, soprattutto online.

Le migliori tra queste rappresentazioni non solo riassumono e ripetono i concetti contenuti nel testo, ma aggiungono nuovi livelli alla spiegazione. In particolare, l’uso di metafore permette di raffigurare argomenti astratti tramite oggetti ed esperienze più familiari. Ad esempio il cervello può diventare una foresta o un gigantesco computer, un’influenza una vera e propria battaglia tra virus e sistema immunitario. Inoltre, non bisogna sottovalutare la potenzialità di queste metafore visive di raggiungere un pubblico nuovo e più vasto, nonché il contributo che possono dare per scardinare alcuni luoghi comuni. Nonostante il numero di donne che studia materie scientifiche sia aumentato nel corso degli anni, la storia della scienza e della sua divulgazione è ancora purtroppo dominata da uomini, spesso caucasici ed occhialuti. Le cause sono molteplici e complesse (a cominciare dalla scarsa immaginazione di alcuni genitori) ma l’uso di personaggi immaginari, animali e oggetti antropomorfi e/o androgini, come alcune cellule di Esplorando Il Corpo Umano, possono offrire una rinfrescante alternativa agli scienziati e presentatori che incontriamo quotidianamente in altri media.

In conclusione, rappresentare la scienza in maniera creativa non solo è importante per rendere alcuni concetti più chiari ed accessibili, ma anche per raggiungere nuovi lettori che magari non si identificano negli attuali stereotipi di chi produce o consuma scienza. Perché le nuove scoperte scientifiche spesso hanno ripercussioni sulle vite di tutti noi, indipendentemente dal nostro sesso, etnia o nazionalità ed è quindi importante che la divulgazione scientifica (e si spera, un giorno, la ricerca stessa) rifletta questa diversità.

cervellopoli

IL LIBRO E L’AUTORE – Che cos’è il sistema nervoso? A cosa servono i neuroni? Come funzionano i sensi? I bambini dagli 8 anni possono scoprirlo leggendo Benvenuti a Cervellopoli (Editoriale Scienza), scritto e illustrato da Matteo Farinella. L’autore, dopo aver conseguito il dottorato in neuroscienze all’University College di Londra, ha deciso di coniugare le sue conoscenze con la passione per il disegno, per rendere la scienza accessibile a tutti. Benvenuti a Cervellopoli, il suo primo libro per ragazzi, tratta un argomento complesso con immediatezza e vivacità: la struttura narrativa favorisce sia il coinvolgimento sia la comprensione, grazie anche al connubio tra testo e illustrazioni a tutta pagina, e al linguaggio sintetico e preciso.

Oltre a collaborare a diversi progetti di ricerca, Farinella (nato a Bologna nel 1984) ha vinto una borsa di studio alla Columbia University di New York, per approfondire l’analisi del legame tra arti visive e divulgazione scientifica, in particolare come queste possano influenzare la percezione della scienza da parte del pubblico. Nel 2014 ha pubblicato Neurocomic, graphic novel edita da Rizzoli Lizard.

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