Il nuovo imperdibile romanzo di Glenn Cooper
Da secoli camminano in mezzo a noi, ma solo un'anima pura può spegnere il fuoco del male
RECENSIONE DI
Il marchio del diavolo
UN LIBRO DI
PUBBLICATO DA
Roma, 1139. Inquieto, un uomo alza gli occhi alla volta celeste. Seguendo le indicazioni dei suoi predecessori, è arrivato nella Città Eterna per assistere all’eclissi che mostrerà un allineamento astrale unico. All’ora stabilita, la luna a poco a poco si dissolve nell’oscurità, rivelando 112 stelle. È il segno che l’uomo aspettava: ancora 112 papi, poi, sulle rovine della Chiesa, sorgerà un nuovo mondo.
Roma, 2000. Incredula, una giovane archeologa fissa il cielo. Poche ore prima, il Vaticano le ha ordinato d’interrompere gli scavi nelle catacombe di San Callisto, mettendo così fine alla sua carriera accademica. E adesso lei giace sull’asfalto, in una pozza di sangue. Tuttavia, nell’istante in cui l’aggressore le ha conficcato il pugnale nel petto, Elisabetta ha notato un dettaglio agghiacciante. Un dettaglio impossibile da dimenticare.
Roma, oggi. Sconcertata, una suora studia i simboli astrologici tracciati sul muro. Ma quello non è il solo enigma custodito dall’antico colombario di San Callisto. Intorno a lei, infatti, ci sono decine di scheletri caratterizzati da un’anomalia inquietante: la stessa anomalia del sicario che, anni prima, aveva cercato di ucciderla. Decisa a far luce sul mistero, suor Elisabetta entra in possesso di un rarissimo esemplare del Dottor Faust di Marlowe e intuisce che quei versi sono il codice per svelare il cerchio diabolico che lega passato, presente e futuro. Perché il papa è morto, il conclave è alle porte e la profezia sta per compiersi…
“La mezzanotte si stava avvicinando. Non sanno chi sono, pensò con orgoglio. Né sanno cosa sono. Ma soprattutto non sanno perché io, Malachia, vescovo di Down, sono venuto qui a Roma proprio oggi, il 24 settembre dell’anno 1139. Nel corridoio del palazzo, aveva notato una scala che conduceva al tetto. Sperava di arrivare in cima senza incontrare ostacoli. Quando fu sull’ultimo gradino, fece scorrere il chiavistello di una botola e riuscì a sollevarla, quindi uscì. Sopra l’immensa città addormentata, il cielo notturno era limpido, perfetto. Come lui aveva previsto, l’eclissi di luna era già cominciata. Per anni aveva studiato le carte astrali. E adesso, finalmente, era arrivato il momento. Il momento di contare le stelle.”