Come diventare “donatori di voce”, per aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura

di Redazione Il Libraio | 22.02.2016

Il Centro Internazionale del Libro Parlato è nato per aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura e allo studio, e può contare su decine di volontari in tutta Italia - Scopri i particolari e come diventare un "donatore", che dedica alcune ore della settimana per la registrazione di opere filosofiche, scientifiche, letterarie...


Come si spiega nel sito del progetto, Libroparlato.org, “i donatori di voce sono circa 300 volontari, sparsi su tutto il territorio nazionale, suddivisi secondo le loro competenze professionali, che dedicano costantemente alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall’elettronica alla letteratura)”.

L’idea è promossa dal Centro Internazionale del Libro Parlato, che nasce a Feltre nel 1983, “con lo scopo di aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura e allo studio. Rendere meno pesanti le giornate buie con l’ascolto di un buon libro e realizzare il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della vista, è lo scopo principale del nostro operato. Le numerose richieste pervengono da tutto il territorio nazionale ma il servizio è esteso anche all’estero”.

Al Centro si rivolgono “non vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile; così pure vari enti, come scuole di ogni ordine e grado, biblioteche, case di riposo, A.S.L., amministrazioni comunali, istituti specializzati all’assistenza dei disabili”.

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Siete interessati a diventare volontari del progetto? “Tutti coloro che possono dedicare gratuitamente e costantemente alcune ore libere alla settimana per questa attività, nel rispetto dei tempi assegnati dal Centro”, possono diventare “donatori”. Ci sono dei prerequisiti, ovviamente: “È necessario possedere una lettura chiara, espressiva, non monotona, non declamatoria; possedere la capacità di modulare la voce cambiando il tono quando necessita: il rispetto della punteggiatura assume un ruolo importantissimo nella gradevolezza di ascolto…”. E sul sito sono specificati anche altri prerequisiti “tecnici” e si spiega, concretamente, cosa fare.