di M. L. Stedman
Il tema del romanzo "La luce sugli oceani" è controverso ma appassionante per ogni lettore, che sia uomo o che sia donna. Chi è la vera madre di Lucy? La donna che l'ha partorita o quella che l'ha salvata e allevata? Da una parte c'è Izzy con il suo desiderio di maternità, la sua confusione, la sua disperazione e il suo amore incondizionato per Lucy. Dall'altra c'è Hannah, con il suo dolore e il suo lutto. Cosa è giusto e cosa è sbagliato? È vero che a volte possono sembrare la stessa cosa?
È molto affascinante capire come i lettori, a seconda del paese in cui vivono, pongano l'attenzione su aspetti diversi di questo romanzo, perché per me non c'è un solo tema principale. In Italia, la questione «vera madre» sembra essere l'elemento chiave. Ma il punto decisivo è il modo in cui, da individui e da membri della società, decidiamo cosa sia «giusto» e cosa sia «sbagliato», anche se a volte la vita non è bianca o nera. Forse questo è ciò che dobbiamo chiederci quando c'è una discrepanza tra quello che dicono le regole e quello che dice il cuore.
Tom è un bellissimo personaggio: un uomo leale dall'anima spezzata, ma il suo amore per Isabel lo riporta in vita. E tutto quello che fa, lo fa per lei. Crede nell'amore oltre la colpa?
Questa è davvero una domanda interessante! E vorrei che i lettori ci pensassero a loro volta... È giusto ferire un'altra persona per proteggere qualcuno che ami? Può essere che a volte chiamiamo amore quella che in realtà è una forma di egoismo? C'è il detto: «In amore e in guerra tutto è lecito». Credo che in verità questo detto significhi che c'è più di un modo per vedere ogni situazione.
Janus Rock è un'ambientazione meravigliosa: un universo separato, con i suoi tempi e il suo ritmo. Lontano dalla società e dalle sue regole. E qui, circondati dalla vastità degli oceani, le emozioni, l'amore, la famiglia assumono aspetti diversi. Cosa ne pensa?
Janus è un chiaro richiamo a Giano bifronte, e infatti è un luogo in cui si concentrano gli opposti: la luce e l'ombra, la salvezza e il pericolo, il vasto e il minuscolo. E da una certa distanza, tutto si vede più chiaramente. Il fatto che l'azione del romanzo si svolga in un luogo così isolato e apparentemente tranquillo permette al lettore di concentrarsi di più sui personaggi. Credo che l'isolamento giochi un ruolo vitale nel romanzo. Isabel e Tom non si trovano in condizione di dover affrontare immediatamente il prezzo delle scelte che compiono, e forse questo rende loro più semplice fare quello che fanno.
Lei ha un dono speciale, quel tocco magico che solo i capolavori dei grandi scrittori possiedono: ha creato una storia in cui tutti si possono identificare. Come ci è riuscita? Qual è stata la sua ispirazione?
Ho iniziato a scrivere e la storia si è sviluppata a mano a mano che procedevo. Di certo non mi ero proposta di scrivere un capolavoro, né sosterrei di averlo fatto! Ma non pianifico i miei romanzi in anticipo e non mi impongo delle regole fisse su dove, come e quanto scrivere ogni giorno. Le mie storie nascono da un'immagine, una frase, una voce narrante che mi viene in mente all'improvviso. In questo caso ho immaginato un faro, e poi una donna, e poi un uomo. E, d'un tratto, in quello scenario è sopraggiunto un uomo morto a bordo di un'imbarcazione. E, guardando bene, ho visto che c'era anche un neonato. Così mi sono ritrovata a scrivere furiosamente, per vedere che cosa succedeva.
L'ambientazione «respira» letteralmente insieme a Isabel, Tom e Lucy. Janus Rock, il faro e Point Partageuse, gli oceani sono personaggi a loro volta. Durante la lettura pare di sentire il rumore delle onde sugli scogli e il ronzio della lanterna del faro. E la ricostruzione storica è perfetta. Ha fatto molte ricerche?
Sono nata in Australia e, come tutti gli australiani, ho un fortissimo legame con l'oceano, con la luce e con lo spazio. Mentre scrivevo mi sono documentata molto sui fari, li trovo bellissimi. E ho fatto anche moltissime ricerche sul ruolo dei volontari dell'Australia Occidentale nella prima guerra mondiale e su quanto un'esperienza così terribile abbia segnato per sempre la vita di gente normale. Spero che il lettore riesca a percepire questo aspetto, per me molto importante.
Tutti i personaggi sono perfetti. Ce n'è qualcuno che preferisce?
Questo è un uso interessante dell'aggettivo «perfetto». Io penso che i lettori siano in grado di immedesimarsi nei personaggi proprio per le imperfezioni di questi ultimi. Se non ricordo male, una volta Jung ha detto qualcosa di questo genere: per essere completi, bisogna abbandonare la speranza di essere perfetti. Così come, per essere perfetti, bisogna rinunciare a essere completi. Tom è sicuramente il mio personaggio preferito: un uomo imperfetto che cerca di vivere una vita dignitosa in un mondo imperfetto. Ma in realtà amo tutti i personaggi, anche quelli le cui azioni mi trovano in disaccordo, perché riesco a comprendere il loro punto di vista, le loro motivazioni. E, aggiungo, non so perché ma anche il sergente Knuckey è uno dei miei personaggi preferiti.
Quanto ci ha messo a scrivere La luce sugli oceani?
Inizialmente era un racconto lungo, che ho scritto in tre mesi. Poi l'ho trasformato in un romanzo: ci ho messo circa due anni a finirlo.
La solitudine di Tom e Isabel ha un'eco universale. Non crede che la loro solitudine sia simile a quella che viviamo tutti al giorno d'oggi?
Per me, «solitudine» ha connotazioni molto positive, mentre forse «isolamento» ha un senso più di oppressione. E forse, perciò, a Janus Tom sperimenta la solitudine, mentre Isabel l'isolamento. Ma è anche vero che, per tornare al cuore della domanda, nei tempi dell'era di Internet potrebbe essere vero che le persone sperimentano un tipo di solitudine simile a quella che si può vivere abitando su un'isola in capo al mondo.
Nella vita ci sono dei momenti in cui amore e colpa si incontrano, ma è sorprendente quando questo accade in relazione alla maternità. Cosa ne pensa?
Qui si torna di nuovo al detto «In amore e in guerra tutto è lecito». A un certo punto nel romanzo il sergente Knuckey pensa: «Quando si tratta dei figli, i genitori diventano puro istinto. Speranza e paura. Regole e leggi volano via dalla finestra». Ogni giorno la vita ci sfida mettendoci davanti a scelte difficili da un punto di vista morale, e la maternità, in quanto parte dell'esperienza umana, non fa eccezione.
Sta scrivendo un nuovo romanzo?
In questo momento Tom e Isabel stanno assorbendo tutto il mio tempo e sarà così ancora per un po', quindi continuate a seguirmi...
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