di Alessia Gazzola
Alice Allevi è tornata, e per fortuna non sembra essere molto cambiata, da quando l'abbiamo conosciuta in L'allieva, fortunata opera prima di Alessia Gazzola. Intervistata da alfemminile qualche tempo fa, la scrittrice messinese ci aveva anticipato un sequel del suo forensic thriller, ed eccola qui con Un segreto non è per sempre, edito sempre da Longanesi, nelle librerie dal 19 aprile. Una seconda puntata che promette lo stesso mix di cadaveri e ironia, con Alice, medico legale che riesce, stranamente, ad essere anche romantica e maldestra. Abbiamo incontrato Alessia Gazzola, per capire soprattutto se per essere ironici parlando di cadaveri bisogna essere molto infantili, o molto maturi.
Alice nel paese degli orrori. "L'allieva" è cresciuta?
In una mia cronologia mentale della vita di Alice, la storia di "Un segreto non è per sempre" inizia circa sei-sette mesi dopo la conclusione di "L'allieva." Quindi ho previsto una crescita, sì, ma contenuta e coerente. Di certo Alice ne ha viste delle belle nella prima storia, e per questo ha immagazzinato esperienze che l'hanno condotta a una maturità maggiore. Certamente però non ha perso gli aspetti peculiari del suo modo di essere: resta una ragazza emotiva, piena di intuito e molto maldestra.
Che cos'hai in più, rispetto a ieri? A parte il successo, intendo.
Impegni, sicuramente, nonché il piacere/privilegio di scrivere per un pubblico tutto mio, di farlo a livello professionale e di confrontarmi con professionisti dell'editoria.
"Fa morire dal ridere", e se te lo dice Luciana Littizzetto... Critiche negative alle quali hai dato ragione?
Le parole di Luciana Littizzetto mi hanno riempita di orgoglio ed entusiasmo. Piacerle è stato assolutamente imprevisto e ne vado molto fiera. Quanto alle critiche negative, per fortuna non sono state numerose e per lo più obiettive e costruttive, e per questo graditissime. In particolare ho dato ragione a chi ha scritto che i miei personaggi sono troppo patinati e che ho esagerato con la citazione di griffe.
Ironia, sentimenti, tacchi e cadaveri. Alice è come te o è come vorresti essere? Anzi: riesci a essere ironica, anche quando si tratta di cadaveri?
Nessuna delle due: Alice è una totale invenzione e sono ben contenta di non somigliarle perché combina troppi guai. Però l'ironia ci accomuna: come lei, non mi prendo mai troppo sul serio.
Intervista tratta da alfemminile.com
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