Il nuovo libro di Simone Innocenti traccia un itinerario nascosto che entra nei caffè dove hanno preso vita riviste simbolo del Novecento (Solaria, Campo di Marte e La Voce) e incontra i protagonisti che hanno narrato la contraddittoria essenza di Firenze: da Pratolini a Palazzeschi, da Luzi a Manganelli, da Dante a Campana...

Doppia e sfuggente, inafferrabile come i venti, mutevole come un’onda e volubile come una marea. Firenze, città mai quieta, ha natura essenzialmente acquatica. Ha ritagliato i suoi confini strappando la terra alla voracità del suo mare senza sale, l’Arno. I ponti, anello di congiunzione fra il di qua e il di là, ancorano fra loro i quartieri che si impongono nella città emergendo come isole.

simone innocenti

Chi ci vive sa che Firenze va attraversata come si naviga il mare; del resto, tutto per le sue strade ha la memoria dell’acqua: dalle targhe commemorative delle alluvioni, ai segni sui muri che indicano le piene del fiume. Croce e delizia di chi ha cercato, forse invano, di domarla e capirla, Firenze mostra a chi sa accoglierlo il proprio aspetto cangiante.

Simone Innocenti (giornalista del Corriere Fiorentino e autore del romanzo Puntazza, Erudita editore) nel suo nuovo libro svela l’anima segreta di una città che è diventata maschera di sé stessa: da Ponte Vecchio alla Biblioteca Marucelliana, dagli Uffizi a piazza Santa Croce, Firenze mare (in libreria dal 16 novembre per Giulio Perrone editore, con una prefazione di Wlodek Goldkorn) traccia un itinerario nascosto che entra nei caffè dove hanno preso vita riviste simbolo del Novecento (Solaria, Campo di Marte e La Voce) e incontra i protagonisti che hanno narrato la contraddittoria essenza della città del giglio, da Pratolini a Palazzeschi, da Luzi a Manganelli, da Dante a Campana.

 

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