In libreria "L'estate più bella della nostra vita", il nuovo romanzo di Francesca Barra che parla di radici, famiglia e nostalgia: su ilLibraio.it l'autrice racconta il suo libro e il legame con la sua terra d'origine, la Basilicata...

So che non è più una notizia dove io sia nata e cresciuta. Perché chi mi segue o mi legge sa che per me la Basilicata è la pelle che ricopre le mie svariate declinazioni. Ed è anche un mantra, una promessa rivolta al cielo che lasciai da ragazza: io non ti dimentico.

Quando ero bambina arrivavo sempre in ritardo a casa. Sentivo la voce di mia madre mescolarsi a quella delle vicine, urlare il mio nome: Franceeeeeee. Era l’ora di “ritirarsi a casa”. Ci richiamavano all’appello per cena mentre noi ci perdevamo nelle trattative al mercatino organizzato da noi bimbi, rigorosamente anni ’80. A seguirci con lo sguardo c’erano sempre le signore sedute sulle seggiolone di vimini, intente a sferruzzare, lavorare con l’uncinetto o a guardare l’orizzonte annuendo alle chiacchiere delle amiche. In realtà erano delle utilissime sentinelle.

Dopo tanti anni quelle signore sono ancora lì. Invecchiate, avvolte nello scialle anche in estate. Sono la memoria storica del mio paese, delle nostre tradizioni. E quando mio figlio, questa estate, correndo per non arrivare tardi a cena della nonna, mi ha chiesto: “ma cos’avranno da dirsi, sempre sedute lì, nello stesso punto?”, ho capito che avrei dovuto raccontarvelo.

E così è nato il mio romanzo L’estate più bella della nostra vita.

francesca Barra L'estate più bella della nostra vita (2)

Le tre ragazze che vedete in copertina, con lo sguardo spensierato, sono tre sorelle. Io le ho immaginate sedute adulte su quelle sedie, ripercorrere la loro vita come una declinazione di Piccole donne contemporanea.

Nate e cresciute nella provincia aspra e apparentemente desolata, lucana. In un luogo immaginario a cui ho donato il nome di”Borgo Felice”. Perché tale per me è ogni luogo della mia regione. Un borgo sorprendente che rende felici.

Ida, Beatrice e Rossella nascondono un segreto. E sarà grazie ai nipoti venuti dal nord, obbligati a trascorrere le ferie in Basilicata dai nonni, che riusciremo a dipanare la matassa avvolta delle complesse sorelle Timpone. Lollo e Giulia non capiscono come si possa vivere nel 2017 in quel luogo.

Apparentemente dimenticato dalla modernità, dall’emancipazione. Senza Wi-Fi, senza svaghi. E si scontreranno con l’orgoglio dei cugini, che qui invece hanno riposto sogni, dolori, e anche ostacoli insormontabili. Ma sono uniti. Molto più di altri posti nel mondo.

Eppure sarà la stagione della leggerezza, l’estate appunto, saranno i primi veri amori, la forza del sangue, sarà il linguaggio universale dei giovani, ma riusciranno a trovarsi, a comprendersi, a limare le differenze.

E scopriranno che le zie sono state molto unite e poi divise, quasi irrimediabilmente ,da uno dei più grandi dilemmi che attanaglia da sempre l’essere umano: l’ideale di un impossibile.

Questa storia appartiene a tutti noi. Parla di migrazione, di nostalgia, di rancori e di rapporti familiari irrisolti. Ma è anche la storia del riscatto. Dell’amore e dell’amicizia vissuti come strumenti per accorciare le distanze. Racconta anche il dolore per un incidente che ha causato la paralisi di una giovane atleta, delle barriere architettoniche che oggi si possono superare. Della forza della gioventù, della passione di un’età che ci copre ancora, attraverso i ricordi, con la più calda e rassicurante delle coperte.

L’AUTRICE E IL LIBRO – Originaria di Policoro, in Basilicata, Francesca Barra è laureata in Scienze della comunicazione, a Roma. È conduttrice, inviata, autrice televisiva e radiofonica. Nel 2012 ha pubblicato Giovanni Falcone un eroe solo, edito da Rizzoli. Con Garzanti ha pubblicato Il mare nasconde e stelleVerrà il vento e ti parlerà di me, e ora torna in libreria (sempre con Garzanti) con L’estate più bella della nostra vita: un romanzo ambientato nella sua terra d’origine, la Basilicata, dove si intreccia la storia di Giulia e Lorenzo, due fratelli che in Basilicata non ci vogliono proprio andare, men che mai a passare l’estate, anche se la loro famiglia è originaria della regione.

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