“«Affronta il tema dell'amore in maniera originale, senza cadere nell'insidia dei cliché. Una narrazione avvincente, toccante, intellettuale e d'evasione.»”
La stanza è invasa dalla polvere e dalla luce. Sono passati anni, ma a casa della nonna Elsa non è cambiato nulla: la bambola, il cavallo a dondolo e poi il vecchio armadio. Ad Anna, sua nipote, basta aprirlo per tornare di colpo bambina, quando insieme alla nonna giocava a vestirsi da grande. Gli abiti ci sono ancora tutti e Anna li riconosce: stoffe che sanno di festa, di ricordi e di risate. Eppure c'è un vestito che la giovane non ricorda: ha la gonna ampia e un nastro alto in vita. Uno stile molto diverso da quello della nonna. Anna lo prova. Basta quel semplice gesto perché il suo mondo cambi per sempre. Quando sua nonna la vede con quell'abito, bella come non mai, capisce che è giunto il momento sfuggito tanto a lungo. Ora che le rimangono pochi giorni di vita, non può più mentire. Lo deve a sé stessa ma anche a sua nipote, deve dirle la verità. Deve confessare a chi appartiene quell'abito, deve pronunciare quel nome taciuto da anni, Eeva. Un nome che Anna non conosce. Il nome di una donna dimenticata nel silenzio, di cui non esistono nemmeno fotografie. Un nome che affonda le radici in un segreto forse incomprensibile. Spetta ad Anna capirlo. Ma per farlo deve tornare indietro a un tempo antico, a una storia di perdono, di tradimento e di bugie. Ma soprattutto alla storia di un amore unico come quello che lega indissolubilmente una madre e una figlia, nel bene e nel male. Un amore in cui tutto, a volte, può essere perdonato. Un romanzo potente, il nuovo fenomeno editoriale dell'anno. Uscito in sordina in Finlandia, ha rapidamente scalato tutte le classifiche, dove è rimasto per molti mesi, consacrando Riikka Pulkkinen come la nuova regina del romanzo nordico e scatenando gli editori di tutto il mondo per l'acquisizione dei diritti. In uscita contemporanea in tutto il globo, sullo sfondo della capricciosa luce del Nord racconta una storia di perdono e amore, di memoria e di colpa, di menzogna e redenzione.
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A chi si appresta a lanciarsi in questa splendida ...
Coraggio di esporsi al giudizio di un pubblico attento, e umiltà nel tenere conto delle parole di tutti, soprattutto di quelle non proprio positive, quelle che in prima battuta faranno un po' male ma che serviranno a migliorare il romanzo.
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L'armadio dei vestiti dimenticati
di
Riikka Pulkkinen
Le vostre recensioni
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di Ilaria Goffredo, 27 Dicembre 2012
Estremamente deludente. Ingannata - ahimé - dalla quarta e dalla copertina....
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di Ilaria Goffredo, 27 Dicembre 2012
Estremamente deludente. Ingannata - ahimé - dalla quarta e dalla copertina. La mia recensione: http://itodei.blogspot.it/2012/12/i-libri-di-ilaria-lar?...
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di Maria, 19 Dicembre 2012
Solamente una gran confusione, alla fine non si capisce proprio nulla......
Le vostre recensioni per "L'armadio dei vestiti dimenticati"
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di Ilaria Goffredo, 27 Dicembre 2012
Estremamente deludente. Ingannata - ahimé - dalla quarta e dalla copertina.
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di Ilaria Goffredo, 27 Dicembre 2012
Estremamente deludente. Ingannata - ahimé - dalla quarta e dalla copertina. La mia recensione: http://itodei.blogspot.it/2012/12/i-libri-di-ilaria-lar?
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di Maria, 19 Dicembre 2012
Solamente una gran confusione, alla fine non si capisce proprio nulla...
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di Carla Casazza (Boskoop), 19 Dicembre 2012
" Le relazioni umane sono come boschi fitti. O forse le persone stesse sono boschi, nei quali si aprono nuovi sentieri, a ritmo serrato; sentieri destinati a restare ignoti a molti, che si manifestano per caso a coloro che si trovano a passare in quel momento." Come spesso accade il titolo italiano di questo romanzo nulla ha a che fare con quello originale che è "Totta" cioè "verità". E nemmeno la quarta di copertina da un'idea sincera di ciò che si leggerà: ci si immagina una sorta di giallo familiare e invece si scopre una storia introspettiva e intessuta di spunti di riflessione sulla malattia, la vecchiaia, la morte, il tradimento, gli affetti familiari e le dinamiche a volte contorte con cui affrontiamo il dolore e la perdita. Confesso che credevo di intraprendere la classica lettura poco impegnativa da fine settimana durante la quale rilassarmi e spegnere la mente, mentre ho avuto la sorpresa di trovarmi davanti un libro lieve e denso allo stesso tempo, pervaso dalle atmosfere nordiche e dalla poesia malinconica dei finlandesi. Ma anche di una saggezza semplice che sorprende quando si scopre che Riikka Pulkkinen, autrice de L'armadio dei vestiti dimenticati, non ha nemmeno 30 anni. Sono uno di quei lettori che amano la storia in sè per sè, se coinvolge e suscita emozioni, ma mi faccio anche intrappolare dalle parole, e trascrivo le frasi in cui i miei occhi restano impigliati durante la lettura. Frasi che mi smuovono qualcosa dentro o che esprimono pensieri latenti ancora in cerca di parole, oppure ancora che fanno vibrare qualche corda nascosta. Ecco, di questo libro sono diverse le frasi che ho trascritto. La recensione completa qui http://www.carlacasazza.com/2012/12/larmadio-dei-vestit?
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Il coraggio delle donne
di Ipazia, 26 Novembre 2012
Ci sono amori ai quali, nonostante tutto, si sopravvive e ve ne sono altri, grazie ai quali, si può tornare a vivere. Ma è sempre l’amore, mai l’amato a compiere il miracolo, in quelle rare occasioni in cui ciò accade. La forza delle donne è il fil rouge che lega le vicende di Anna, Elsa, Eleonoora, Eeva e delle tante altre splendide figure femminili che abitano le pagine de “L’armadio dei vestiti dimenticati”. La vicenda di un abito casualmente ritrovato fornisce l’occasione per un viaggio a ritroso nel tempo e per dar vita a una vera e propria elegia delle donne. Forti, fiere, coraggiose, capaci di vivere nonostante i continui tradimenti degli uomini che la vita ha messo loro vicini: così sono le donne che Riikka Pulkkinen descrive con sapiente maestria. E se tutti gli uomini sembrano, inesorabilmente, destinati a tradire, pure le donne, tutte, indiscriminatamente, sanno perdonare. Non c’è mai giudizio. Non c’è mai condanna né da parte delle protagoniste né da parte dell’autrice. Grandi figure femminili si stagliano all’orizzonte in un romanzo caratterizzato da una scrittura che unisce in sé l’eleganza delle cattedrali gotiche, la dolcezza dell’acquarello e la raffinatezza dell’arabesco. Uno stile letterario impeccabile. Perfetto. Pulito come la luce, tipica dei paesi del nord, che sovrasta, in maniera delicata e soffusa le vicende narrate. Un romanzo corale nel quale le voci di tante donne sembrano unirsi per divenire la voce di ogni creatura femminile. Opera riuscita sia per l’introspezione dell’animo umano che la scrittrice sa realizzare, sia per la perfezione e la raffinatezza dello scrivere. Assolutamente imperdibile
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Tante parole per nulla
di Mother Superior, 25 Novembre 2012
Non so perché ogni tanto mi imbatto in questi libri senza arte né parte, tra l'altro senza che nessuno me li consigli, quindi me la posso prendere solo prendere con me stessa :) Mi dispiace parlarne male, dato che l'autrice è una mia coetanea e pare che in Finlandia abbia un notevole successo. A me è pesato leggero questo romanzo: la scrittura è pretenziosa e inutilmente ridondante, mille giri di parole per esprimere un concetto, uno stato d'animo, così che la lettura risulta a dir poco pesante. Alcune frasi e certe situazioni sono francamente stucchevoli. La trama è piuttosto banale, oltretutto svelata nella sua interezza fin da subito, così che non ci sia nemmeno uno stimolo che invogli alla lettura. Per non parlare dei personaggi, tutti irritanti (Martti, il protagonista maschile, su tutti), con i loro nomi dalle vocali raddoppiate, le saune e le brioches alla cannella.
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di Pupilla, 21 Novembre 2012
La storia mi ha affascinato tanto, sin dall'inizio, ma la scrittura proprio mi rendeva pesante la lettura, non mi appassionava: mi sono ritrovata a saltare intere pagine, per cui ho lasciato perdere.
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Totta ovvero La moglie di Totti
di Heizer, 12 Ottobre 2012
Facciamo finta che il lettore non abbia in casa un qualunque dizionario italiano/finladese finlandese/italiano (mi viene da sorridere: chi, ai giorni nostri, non ne possiede uno). Basta andare sulla pagina di Google traduttore e digitare la parola TOTTA, vale a dire il titolo originale di tale libro. Vediamo: in inglese la parola viene tradotta con TRUE. Vado a vedere su Amazon ed in effetti il libro nei paesi anglofoni e' uscito con questo titolo, non mi stupisco. Ora faccio tradurre il titolo da Google in tedesco: WAHR. Arivado su Amazon e, potete crederci? Il titolo del libro tradotto in tedesco e': WAHR. Bene. In spagnolo TOTTA viene tradotto con : LA VERDAD e manco a dirlo in quel paese il libro esce con il titolo LA VERDAD. (Tralascio di sottolinare il fatto che in tutti i paesi sopracitati, il libro e' uscito anche conservando la copertina originale dell'edizione finlandese, che goduria...). Tocca ora all'italiano: digito TOTTA e... Google traduttore si deve essere sbagliato... se in Italia il romanzo della Pulkkinen e' uscito col titolo "L'armadio dei vestiti dimenticati" e' perche' TOTTA evidentemente in finlandese significa proprio "L'armadio dei vestiti dimenticati" e non VERO cosi' come il traduttore vorrebbe farmi intendere. Non posso credere che l'editore italiano abbia dato un titolo alla pene di segugio. Adesso, conoscendomi, so che mi mettero' a scrivere una e-mail a Google rimarcandogli l'errore del loro traduttore, con tutti gli annessi e connessi del caso, vale a dire gli immancabili scambi di offese che dopo un po' voleranno via e-mail, fra me ed i signori di Google. Che palle... P.S. Per correttezza di informazione devo dire che in Francia il libro e' uscito col titolo "L'Armoire des robes oubliees". A questo punto non so piu' che dire, mi arrendo...
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di Stelladineve, 05 Ottobre 2012
http://stelladineve.blogspot.it/2012/10/larmadio-dei-ve…
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di Stornela, 24 Settembre 2012
mia recensione completa qui http://sognandoleggendo.net/blog/?p=27151
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di Nata per leggere, 19 Settembre 2012
Concordo con molti commenti, bella copertina...e basta!!! Lento da morire, pesante, con uno stile anonimo, prolisso in molti tratti. Abbandonato dopo le prime 50 pagine...e ho letto anche troppo!
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di fairytale, 14 Settembre 2012
Un altro caso di libro inconsistente pompatissimo pero' dai media...ma scherziamo??credo che d'ora in poi mi rifiutero' proprio di comprare questo genere di libri iperpubblicizzati.Una storia melancoica,narrata con uno stile molto pacato e dimesso che di dipana su due froti temporali.Abbiamo Anna,figlia di Else alla ricerca di un segreto nella vita dei geitori,nascosto fra le piege di u vestito trovato nell'armadio della madre,malata da anni di cancro.E poi c'è Eeva,questa ragazza che negli anni 60' è entrata nella vita della famiglia...Pero' non c'è una vera storia..è tutto molto volatile,molto iconsistente ed etereo.Non mi piacciono questo genere di romanzi..no!!
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bah.
di Sweetaria, 04 Settembre 2012
Chi l'ha fatto diventare un caso letterario forse aveva letto solo il risvolto di copertina. Doloroso, ma eccessivamente struggente, nonché di una lentezza esasperante, tanto che già prima della metà uno si chiede "ma arriveremo mai al dunque?". No, perché in effetti il dunque non c'è. Salvo giusto un paio di righe, e su 300 pagine non è granché: "C'è chi dice che lo amo, ma è esagerato, perché lui conserva il mio cuore in una scatola di latta tra la polvere e monetine" "A una donna servono due cose nella vita: il senso dell'umorismo e un paio di scarpe rosse col tacco", sentenziò, "un dottorato è una buona cosa, ma non è indispensabile.”
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Ma che delusione..... =(
di .oO°Lady Lilla°Oo. [NO EBOOK], 28 Agosto 2012
Titolo e copertina mi attiravano tantissimo... Ma è uno di quei libri che "non prende"! Non l'ho abbandonato, ma non vedevo l'ora di finirlo; e pur essendo arrivata alla fine, non mi ha trasmesso proprio nulla! Le belle copertine a volte giocano brutti scherzi!
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di Veia, 07 Agosto 2012
I rapporti umani e le loro implicazioni vengono resi benissimo dalle sfumature e dai frammenti di pensieri che l'autrice sparge qua e la nel libro, tanto che alla fine confondi chi è il personaggio e chi è il lettore. Aeva è tutte noi. Anna è tutte noi. Ti entra dentro e non se ne va per giorni,questa storia.
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di Hilary, 30 Luglio 2012
L’armadio dei vestiti dimenticati e’ il secondo romanzo della scrittrice finlandese Riikka Pulkkinen. Una storia che vuole essere vera, narra intrecci familiari, amori potenti e distruttivi sepolti sotto strati di vernice e colore. Una famiglia che affronta il lento consumarsi di una persona cara guardandosi allo specchio e scorgendo cio’ che si trova sotto la superficie. Il romanzo della Pulkkinen puo’ essere definito un romanzo di donne; gli uomini sono presenti e condizionano le azioni e i sentimenti delle protagoniste. Anna e‘ forse la vera protagonista, colei che parte alla ricerca di un volto, quello di Eeva. Un nome sconosciuto abbandonato come il vestito dentro l’armadio. Quello che Anna non conosce ancora, le informazioni che avra’ modo di collezionare lungo il cammino, si intrecciano in modo inestricabile con il suo vissuto. Anna cerca Eeva, la costruisce, la immagina e non si accorge che il volto di Eeva diventa il suo, al pari delle sue gioie e dei suoi dolori. Anna diventa Eeva, si carica sulle spalle la sua storia e attraverso di lei riesce a raccontare la morsa che le attanaglia il cuore. Il romanzo alterna due piani temporali, il presente raccontato in terza persona e il passato in cui Eeva e’ protagonista e che e’ lei stessa a raccontare. La storia procede frammentata, accavallando continuamente nomi, luoghi, sentimenti. Quando il tempo della vita e’ incalzato dalla morte, anche il segreto piu’ doloroso esce allo scoperto e permea la realta’ con il suo profumo intenso, fastidioso e indimenticabile.
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di Orma, 24 Luglio 2012
Ci gira intorno per un numero di pagine francamente eccessivo, "chiude" (si fa per dire) il filone principale... e lascia aperte così tante cose che mi vien da pensare abbia scordato una ventina di pagine :(
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nulla di che
di elysa, 28 Giugno 2012
pensavo meglio. in realtà anticipa parecchi particolari non lasciando al lettore il gusto di scoprirli
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di MadCoquelicot, 04 Giugno 2012
Quando un romanzo diventa un caso letterario è matematicamente sicuro che non mi piacerà(vedi "la solitudine dei numeri primi" e "acciaio"),ma a questo ho voluto dare una chance. Non mi sono smentita,ridondante fino allo sfinimento e storia inconcludente.
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triste.....cmq nn soddifacente,inizio prommeteva bene,il finale deludende nel descrivere sentmenti e situazione...
di fenice, 18 Maggio 2012
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di marzia, 15 Maggio 2012
Un uomo che sguazza e si atteggia a vittima nell'harem che ha creato all'interno della propria famiglia, e quattro donne che soffrono...
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“Amare è l’unico modo di rendere il mondo reale.”
di Jack, 12 Maggio 2012
Oggi vi parlo del libro “L’armadio dei vestiti dimenticati” di Riikka Pulkkinen. E’ il secondo libro dell’autrice, il primo aveva già riscosso molto successo, ma ancora non è stato pubblicato in Italia dal titolo “Raja”. Nel suo secondo appuntamento l’autrice, fonda mistero, legami famigliari, rivelazioni, tradimenti, incertezze nel dire o nel tacere. Tutto inizia quando Anna torna a casa della nonna, e tra gli armadi, con i vestiti che gli ricordano il profumo e le sensazioni dell’infanzia, trova un altro vestito sconosciuto, quasi messo lì per caso dal destino. Da qui parte la ricerca di scavare a fondo nel passato della sua vita. Ed è qui che compare Eeva la baby-sitter che era stata tanto amata da Eleonora. La nonna Elsa rivela tutto il passato in punto di morte, tra tradimenti da parte del nonno Martii, tra sentimenti, voglia di rivalsa, sembra che le due storie scorrano parallele per poi incontrarsi romanticamente. Una cosa che ho apprezzato molto è stato la divisione dei capitoli, numeri quelli al presente e con la data quelli al passato. Una favola moderna, tra fredde acque e una splendida Finlandia, dove l’intrecciarsi dei rapporti famigliare solo la chiave cardine per una riscoperta e un ri-inizio della propria vita. Un appunto il linguaggio è abbastanza complesso e alle volte mi sono dovuto fermare nella lettura per comprendere il nesso di alcune parole con la situazioni, ma il bello è anche questo scoprire e imparare insieme all’autrice nuove e nuove cose. Una bella prova per una scrittrice giovane, davvero ancora complimenti! Tampere (Finlandia), 1980 Riikka Pulkkinen con L'armadio dei vestiti dimenticati (Garzanti 2012) ha raggiunto il grande successo, scalando le classifiche dei bestseller in patria e diventando un'autrice nota e pubblicata in tutto il mondo. "Le relazioni umane sono come boschi fitti. O forse le persone stesse sono boschi, nei quali si aprono molti sentieri, a ritmo serrato; sentieri destinati a restare ignoti a molti, che si manifestano per caso a coloro che si trovano a passare in quel momento." “Si può uscire dalla propria vita senza dire addio, senza spiegare ragioni. Si può varcare la soglia, lasciare gli altri a piangere, a gridare, ad abbandonarsi sul pavimento per giorni e giorni. Si può dire: “Ci vediamo domani”, pur sapendo che non ci si vedrà mai più.” “Gli artisti sono cosi: hanno il potere di vedere, posseggono i punti di vista plasmati nella forma più pregnante di tutte, rendono vero ciò che altrimenti resterebbe in attesa su una soglia, a una fermata, a un angolo di strada, in una frase secondaria.” "Penso al diario, al disegno. Dove saranno? Sono in un bidone dei rifiuti in una città di cui nessuno conosce il nome. Marc ha portato con sé il diario finché poi si è annoiato di quelle pagine scritte in un idioma incomprensibile e l’ha gettato via. Ecco dove sono le mie parole, in un cassonetto dei rifiuti." “Una volta ho pensato che Eeva amasse in maniera smisurata. Gliel’ho anche detto. Non sempre capivo i suoi sentimenti. Lei mi chiese: “Come si può amare moderatamente? E perché poi? Una cosa simile non esiste”. Io ritenevo che ognuno di noi dovesse fare in modo da non annullarsi in un’altra persona, da non vivere completamente la vita degli altri. Sono cose che si devono imparare per sopravvivere. Nessun altro deve rappresentare la condizione essenziale per la propria esistenza.”
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‘Vorrei un amore che sia tutto per me. È chiedere troppo? È un genere di amore ormai superato?’
di Tata, 17 Aprile 2012
Una mano creativa e sensibile ha saputo tessere le trame di una storia d’amore che supera i confini del banale e dello scontato, per arrivare ad esplorare le vaste dimensioni, ignote e continuamente in divenire, dell’animo e della psiche umana, arrivando diritta al cuore di un’instancabile lettrice. ‘L’armadio dei vestiti dimenticati’ racconta la fine di un mistero e l’emergere di una taciuta verità. Non è un caso che il titolo originale finlandese sia ‘Totta’, verità. Tutto inizia quando Anna apre l’armadio della nonna Elsa, malata terminale di tumore, e ne estrae un vestito in stile anni ’50. Lo indossa. La nonna, vedendola con addosso proprio quell’abito, decide di svelare un segreto tenuto nascosto per più di quarant’anni. E così, dunque, l’armadio, da semplice arredo si trasforma in un enorme scatola che custodisce i segreti di una famiglia e gli abiti appesi diventano l’emblema degli stessi segreti. Se ne stanno lì, appesi, immobili, chiusi a chiave dentro un’enorme scatola di legno tarlato, tra l’odore di vecchio e di muffa, fino a quando Anna gli dona la libertà, concedendo loro il diritto di esistere. Da quel momento inizia una serie di salti temporali, di flashback, momenti in cui passato e presente si accavallano… fino alla fine, quando le vite delle due protagoniste principali si sovrappongono, secondo una sequenza temporale che non conosce passato, presente o futuro. Sfogliare le pagine di questo romanzo è stato per me come osservare attentamente delle fotografie in primo piano, dove il volto del soggetto è visibile chiaramente, se ne intravedono i difetti e se ne apprezzano le bellezze, le complessità. Sullo sfondo, un paesaggio sfocato, indistinto, una cornice che esiste, silenziosa, non marginale, ma fondamentale per conferire all’epilogo un vago e sottile senso di paura e di smarrimento. 5 stelle piene.
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...........
di Infinitopiu1, 16 Aprile 2012
Il romanzo gira intorno ad una "non storia", più vite di una stessa famiglia mescolate fra di loro senza che in realtà si arrivi ad un punto vero d'intesa fra tutti. La scrittrice è sicuramente molto capace nel descrivere le sensazioni umane servendosi di un realismo poetico e molto attuale, elegante. La struttura del lavoro è facilmente identificabile e in realtà si gusta parecchio il personaggio che vive nel passato, negli anni della rivoluzione culturale, di cui si gusta in pieno il profumo. Brava, poetica, ma alla fine dei conti lievemente arido di contenuti importanti.
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di Frencina (quasi sposina con poco tempo per leggere), 10 Aprile 2012
Questo è un libro che parla di amore e del tradimento di questo amore. C'è l'amore tra Martti ed Elsa che Martti tradisce innamorandosi di Eeva. C'è l'amore che Martti prova per sua figlia Eeleonora che viene tradito quando il padre si innamora di quell'altra donna. E la stessa Eeleonora viene tradita anche da sua madre, poiché decide che nulla deve sapere sua figlia, una bimba di appena sei anni, di questo tradimento inferto dal marito. E poi c'è la storia, parallela, di Anna, figlia di Eeleonora e nipote di Martti ed Elsa: anche lei, giovane donna, si innamora di uomo sposato facendo da baby sitter alla figlia, Linda. E quando il padre decide di troncare la loro relazione, il mondo di Anna crolla, lei resta distesa per una settimana sul pavimento e poi decide di ricominciare a vivere una vita a metà: una vita in cui l'amore entra ma nel quale lei non ha fiducia. E così, quando consce Matias e decide di vivere con lui, la loro relazione non arriverà ad un punto di svolta fino a che, appresa la storia di Martti ed Eeva, Anna non decide di tornare a credere nell'amore. Un romanzo molto intenso che parla di temi quotidiani (amore, tradimenti, morte) ma lo fa scavando a fondo questi sentimenti e avvenimenti parlando attraverso i personaggi ed esternando i loro io più profondo. Devo ammettere che pensavo fosse un libro più leggero da leggere ed invece mi sono ritrovata tra le mani un piccolo capolavoro di delicatezza e profondità come era un po' di tempo che non mi capitava di leggere.
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di Lea, 04 Aprile 2012
Poteva essere una bella storia. Poteva essere appassionante e commovente, se non altro originale. Invece è una storia banale che procede a rilento. Dove tutte è esattamente come sembra. Se la trama di per sé non è intrigante credo che si possano approfondire i caratteri dei personaggi, i loro pensieri, i loro sentimenti. Ci sono libri bellissimi che raccontano pochissimo, ma lo fanno bene. Non si può certo dire sia il caso di questo.
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di Rossana, 04 Aprile 2012
Un po' melenso, un po' noioso, un po' trascinato, si salva solo per la figura di Eeva, della quale mi ha colpito - alla fin fine - l'estrema solitudine... Non lo consiglio.
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di kat, 03 Aprile 2012
Con tutto quello che era magnificato in terza di copertina mi aspettavo di mettergli, non so, sei stelle. Invece l'ho trovato abbastanza palloso e la terza stella gliel'ho data sulla fiducia. E vi dirò un'altra cosa: i finlandesi mettono troppe vocali doppie a sproposito, specialmente nei nomi.
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di Benedetta Colella, 30 Marzo 2012
La lettura procede faticosamente nell'esasperante lentezza di ogni azione. Se non ci fosse stato l'insolito panorama finlandese sullo sfondo, avrei abbandonato il libro già a pag.30
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Un destino per sole donne
di Nina Pennacchi, 26 Marzo 2012
"Penso al diario, al disegno. Dove saranno? Sono in un bidone dei rifiuti in una città di cui nessuno conosce il nome. Marc ha portato con sé il diario finché poi si è annoiato di quelle pagine scritte in un idioma incomprensibile e l’ha gettato via. Ecco dove sono le mie parole, in un cassonetto dei rifiuti." Questo libro mi ha amareggiato. Odio gli uomini come Martti - e lo speculare e sconosciuto amante di Anna - che possono uscire dalla porta di casa scavalcando una donna a terra, e lasciarla annichilita. Odio quando c'è un uomo e ci sono due donne. Odio quando l'uomo in questione non paga nessun prezzo per la sofferenza che provoca, mentre le donne sì. Odio tutto questo, ed è il motivo per cui sono stata parca di stelline, perché in verità è un buon libro, un po' lento forse, ma realistico nonostante l'oniricità, e commovente. Tuttavia mi ha ricordato che amare fino a consumarsi è un destino per sole donne - e per questo l'ho odiato.
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di Arianne, 24 Marzo 2012
Donde venne il maleficio dov’avvenne il sortilegio? Fu da sasso, forse ceppo? O rametto tra rovine? Ape nostra, vola, vola porta il miele, porta il miele, in sei coppe, per lenire, e ancor sette, d’oltremare! ... fa ancora male?
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Ingannata dal risvolto di copertina
di Lu, 18 Marzo 2012
Ebbene sì, questo libro mi aveva ispirato perché il riassunto nell'aletta di copertina lasciava intuire che il lettore, insieme alla protagonista del libro, avrebbe cercato di scoprire quali misteri si celavano dietro ad alcuni vestiti apparentemente dimenticati nell'armadio della nonna morente. Ma la verità è che non c'è nessun mistero, la storia si dipana su due linee temporali e quella ambientata nel passato ci racconta la presunta vicenda segreta sin dall'inizio. Accantonata la speranza del mistero e della suspance purtroppo non rimane molto se non una malinconia permanente che accompagna la maggior parte dei personaggi. A peggiorare ulteriormente il mio giudizio sul libro è lo stile dell'autrice: ridondante e forzatamente sentimentale in un modo che a mio parere risulta stucchevole. Nella realtà chi è innamorato (perfino in Fase A) non parla sempre per metafore, analogie o riferimenti letterari. E aggiungo: per fortuna!!
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di Malitia, 16 Marzo 2012
Tutto comincia da lì, da quel vestito estratto dall’armadio. Ma è un principio apparente: in realtà la storia risale a molti anni prima, ed è una storia torbida, confusa e persa tra le piaghe del tempo. Una storia che torna, nonostante si pensasse sepolta. Funziona sempre così. Si crede che certi episodi –certe persone- siano stati solo un sogno. Sfiorano di tanto in tanto la memoria, lasciando un’ombra fastidiosa, accennata. Ma basta poco per riesumarle. In questo caso, basta solo un vestito. L’armadio dei vestiti dimenticati è un racconto corale, un intrecciato, affascinante gioco di voci, vite e piani temporali. Le sue protagoniste sono diverse e profonde, il riflesso l’una dell’altra. Portano con sé le sfaccettature e le movenze camaleontiche di donne forti e fragili allo stesso tempo, universi opposti che si scontrano in un punto in comune. Un uomo, ovviamente. Il romanzo inizia in prossimità della fine: la settantenne Elsa, psicologa stimata, moglie e madre amata, si è ammalata di tumore e sta per morire. Sua figlia, Eleonoora, è un medico pragmatico e freddo. Sua nipote, Anna, è confusa e instabile quanto la sorella, Maria, è tranquilla e con i piedi per terra. Il marito, Martti, è un uomo tenero e a lei complementare. Il loro matrimonio sembra felice, soprattutto in questi ultimi giorni in cui la vita di Elsa è appesa ad un filo che sta per essere spezzato. In realtà, ad un quadro che comprende pochi determinati attori, si aggiunge dopo pochi capitoli un elemento disturbante: Elsa non è stata l’unica donna di Martti. Eeva, una ragazza proveniente dalla campagna assunta come bambinaia quando Eleonoora aveva due anni e mezzo, è stata per la bambina la madre che mancava quando Elsa inseguiva la carriera con i viaggi all’estero, e per Martti un amore passionale sbocciato in tutte le sue sfumature, dall’atroce gelosia al possesso fisico. Eeva non è più da molto tempo nella vita dei coniugi. Ma adesso che Elsa sta per morire, la sua storia viene raccontata ad Anna. Ed Eeva rivive, in tutta la sua distruttiva e indimenticabile presenza. Attraverso Anna, che indossa il suo vestito, Eeva prende infatti corpo, prende voce e azione. Ci ritroviamo nel 1964 ed Eeva ci parla in prima persona. Le sue emozioni e i suoi pensieri sono cristallini. I piani temporali si frappongono continuamente, febbrilmente, alternando il passato (raccontato al tempo indicativo presente) e il presente (raccontato al passato remoto). Non è un caso che sia Anna a riportare in vita il ricordo di Eeva. Le storie delle due ragazze si intrecciano, combaciano, ed Eeva ed Anna si confondono. Magistrale il capitolo in cui i nomi dei personaggi si confondono, prendono prima i nomi del passato e poi quelli del presente. Anna ripercorre la storia di Eeva sulla propria pelle, dipanando poco a poco il mistero sul proprio assordante dolore che, negli ultimi anni, ha gettato un’ombra sulla sua vita. Un ombra che, quando si è infranta, l’ha vista distesa inerme sul pavimento per undici giorni. E’ in queste condizioni che la madre Eleonoora l’ha ritrovata, inconsapevole del dramma che stava vivendo la figlia. E i rapporti filiali sono infatti un tema forte del romanzo, che abbraccia varie sfumature dell’amore e ripercorre abilmente i climi sovvertivi europei del ’68, in evidente contrasto con il paesino rurale natale di Eeva, Kumho. In Kerttu, con cui Eeva divide l’appartamento, ritroviamo l’ansia di rivoluzione, di libertà, di eccesso e ricerca di se stessi tipici della giovane età e in particolare di quel periodo. Eeva li condivide, ma nella sua vita c’è soprattutto l’amore. Quello con Martti, quello per Elsa che sa di ingannare e per cui ogni tanto si sente in colpa. Quello per la piccola Eleoonora, il cui distacco sarà doloroso e indispensabile. Eleonoora è d’altronde un altro punto cardine della storia. Il contrasto tra l’adulta e la bambina stride e preme sugli egoismi “abusati” su di lei e che si ripercuoteranno nel futuro. Anche in questo caso la Pulkkinen ci riserva grandi spunti di approfondimento psicologico, gesti significativi che dicono più di mille parole. La storia insegue quindi la dolorosa fine di Elsa raccontando la vita di Eeva, catartica per Anna e per il suo percorso di uscita dal dolore. La sua vita speculare si reinventa nel finale, positivo e carico di speranze. Lo stile di Riika Pulkkinen è ricco, descrittivo, prezioso. Le sue parole, così come i gesti e le abitudini dei personaggi, si ripetono imprimendosi nella memoria del lettore. E’ in questo modo che diventano parte di noi, un mosaico che luccica in alcuni punti e resta oscuro in altri.
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Eeva contro Eeva
di Giulia, 09 Marzo 2012
L’armadio dei vestiti dimenticati è il secondo romanzo della scrittrice finlandese Riikka Pulkkinen, caso letterario in patria che ha saputo conquistare tutto il mondo. Uno stile particolare, personale e riconoscibile fa di questo romanzo una prova compiuta in grado di mostrare una scrittrice sicura dei suoi mezzi. Una storia che vuole essere vera, come dimostra anche il titolo originale (Totta), narra intrecci familiari, amori potenti e distruttivi sepolti sotto strati di vernice e colore. Una famiglia che affronta il lento consumarsi di una persona cara guardandosi allo specchio e scorgendo ciò che si trova sotto la superficie. Il romanzo di Riikka Pulkkinen può essere definito un romanzo di donne; gli uomini sono presenti e condizionano le azioni e i sentimenti delle protagoniste, ma restano inesorabilmente attaccati a queste figure complesse che si stagliano definite nella narrazione. Anna è, forse, la vera protagonista, colei che parte alla ricerca di un volto, quello di Eeva. Un nome sconosciuto abbandonato come il vestito dentro l’armadio. Quello che Anna non conosce ancora, le informazioni che avrà modo di collezionare lungo il cammino, si intrecciano in modo inestricabile con il suo vissuto. Anna cerca Eeva, la costruisce, la immagina e non si accorge che il volto di Eeva diventa il suo, al pari delle sue gioie e dei suoi dolori. Anna diventa Eeva, si carica sulle spalle la sua storia e attraverso di lei riesce a raccontare la morsa che le attanaglia il cuore. Eeva ama, ama tanto, troppo, ama anche quello che non è suo. Una volta che si lascia spazio all’amore poi non si riesce a chiudere quella soglia, a sbattere la porta e lasciare che tutto resti fuori. Allora uno si consuma, prima nell’anima e poi nel corpo, fino a scomparire. Il romanzo alterna due piani temporali, il presente raccontato in terza persona e il passato in cui Eeva è protagonista e che è lei stessa a raccontare. La storia procede frammentata, accavallando continuamente nomi, luoghi, sentimenti. Quando il tempo della vita è incalzato dalla morte, anche il segreto più doloroso esce allo scoperto e permea la realtà con il suo profumo intenso, fastidioso e indimenticabile. Rikka Pulkkinen ha creato una storia triste che ha in sé punte luminose di gioia. Una famiglia che si stringe per affrontare l’ostacolo della scomparsa di Elsa, moglie, madre, nonna. L’amore viene osservato in tutte le sue sfumature, eppure ce n’è uno che campeggia con più forza, quello materno. Un legame difficile da esprimere, multiforme. Un legame che può nascere dall’attesa nel ventre o crescere spontaneo come i fiori di campo. Impossibile dire quale dei due è più grande o più completo. L’autrice non ha la presunzione di dare risposte, perché, forse, risposte non ci sono. Un romanzo lento come la vita agricola della Finlandia rurale, dove anche la capitale Helsinki è inesorabilmente relegata al ruolo di città provinciale e periferica. Una storia che si scioglie piano quasi fosse una delle brioche alla cannella che ama Eeva. L’armadio dei vestiti dimenticati racconta una famiglia e lo fa con spigliata pacatezza.
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di GARZANTI LIBRI, 09 Marzo 2012
«La letteratura brilla di un nuovo capolavoro.» «Helsingin Sanomat» «Il romanzo della Pulkkinen si muove con grande sensibilità su un terreno delicato e impervio, quello della famiglia e dei suoi legami.» «Turun Sanomat» «Affronta il tema dell'amore in maniera originale, senza cadere nell'insidia dei cliché. Una narrazione avvincente, toccante, intellettuale e d'evasione.» «Valeva» «Riikka Pulkkinen scrive divinamente.» La giuria del Finlandia Prize UN CASO EDITORIALE STRAORDINARIO Settembre 2010 L'armadio dei vestiti dimenticati esce in Finlandia, pubblicato da Otava, la casa editrice più prestigiosa del paese. Il romanzo entra subito in classifica. Ottobre 2010 Fiera di Francoforte. In tutti gli stand si parla di Riikka Pulkkinen, la giovanissima promessa letteraria finlandese. Gli editori si affrettano a procurarsi il manoscritto. Garzanti si aggiudica il romanzo. Novembre 2010 Riikka Pulkkinen è l'autrice più giovane a essere ammessa fra i sei finalisti del maggior premio letterario nazionale, il Finlandia Prize. Dicembre 2010 In poche settimane il libro viene venduto in tutto il mondo. Gennaio-Febbraio 2011 L'armadio dei vestiti dimenticati è stabile ai primissimi posti della classifica dei bestseller da più di cinque mesi. Ormai è ufficiale: si tratta del nuovo fenomeno della letteratura nordica. Marzo 2011 Il passaparola continua. Il pubblico e la critica premiano il romanzo con recensioni entusiastiche. Estate 2011 Vengono venduti i diritti cinematografici. Autunno 2011 Mentre il libro continua a essere tra i più venduti, al teatro KOM di Helsinki viene messo in scena uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo. Febbraio 2012 L'armadio dei vestiti dimenticati esce finalmente in Italia.
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L'armadio dei vestiti dimenticati, di Riikka Pulkkinen
di Booksblog.it, 08 Marzo 2012
http://www.booksblog.it/post/9551/larmadio-dei-vestiti-… Le relazioni umane sono come boschi fitti. O forse le persone stesse sono boschi, nei quali si aprono molti sentieri, a ritmo serrato; sentieri destinati a restare ignoti a molti che si manifestano per caso a coloro che si trovano a passare in quel momento.
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di altomantenimento, 17 Febbraio 2012
Mi ha lasciato senza fiato e con le lacrime agli occhi, come quando dopo una lunga corsa in una strada di campagna invernale rientri in casa e trovi tepore e qualcosa di dolce e caldo da bere. Fra le righe emozioni che conosci bene ti saltano nell'anima vestite di parole nuove ma allo stesso tempo piene di calore. E'un romanzo raffinato e sensibile che non si lascia scavalcare con leggerezza e ha scavato un nido dentro di me.














