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Lo scrivano di Bombay 
di Anjali Joseph

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Lo scrivano di Bombay Lo scrivano di Bombay

“La confusione dell’amore e del desiderio.
I colori e le voci della nuova India.”


A Saraswati Park, un tranquillo quartiere di Bombay lontano dagli alberghi di lusso, da Bollywood e dalle zone degradate, abitano Lakshmi e Mohan, genitori di ragazzi emigrati all’estero, e zii di Ashish, irrequieto studente di letteratura, ospite per l’anno che deve ripetere al college.
Mohan scrive lettere e compila moduli per chi non può farlo da sé. La sua passione sono però i libri usati, di ogni genere, che colleziona, e la sua segreta aspirazione è la scrittura, quella vera. Anche Lakshmi ha una vita interiore, una narrazione di sé che tiene rigorosamente segreta.
La presenza del giovanissimo Ashish, alla ricerca di un futuro e di un’identità sessuale, coinvolto in una difficile storia d’amore gay, spinge la coppia a prendere a sua volta coscienza dei propri desideri e ad acquistare una nuova sicurezza.
Sarebbe una tradizionale storia di amori, sentimenti e ansie nascoste se l’autrice non fosse maestra nel raccontare anche quella che è la vera protagonista del romanzo, e il suo vero amore, la città che continua a chiamare Bombay nonostante nella nuova India sia da tempo diventata Mumbai: sintomo di una grande nostalgia per quel brulicare di vita minuta, ricca, affascinante che riempie le strade, i giardini e i caseggiati delle città, anche quelle dell’India contemporanea. Sono le strida degli uccelli, gli strilli e le risate dei bambini, le grida dei venditori ambulanti, i profumi dei fiori e degli incensi votivi, gli aromi della cucina tradizionale, i colori dei tramonti inquinati e le luci accecanti del neon, a impregnare ogni vicenda, ogni emozione affiorante o repressa. Senza clamore, come nella migliore letteratura indiana in lingua inglese. Senza illuminare spietatamente tutto quello che c’è di più stridente, sensazionale e sordido nella Maximum City protagonista di tanta narrativa recente.
Saraswati è la dea della musica, dell’arte e della conoscenza, e il quartiere raccontato in questo romanzo la sua personificazione letteraria.
 
La critica
«Un romanzo sottile, soffuso di desideri e ripensamenti, simile alla vita stessa.» The Guardian
 
«I sogni e le delusioni di una famiglia in quartiere marginale di Bombay sono il tema di questo romanzo… ogni personaggio diventa subito un viso familiare, come se Le correzioni venisse ambientato in India.» Elle
 
«Il primo romanzo di Anjali Joseph trabocca di immagini suggestive di Bombay. Ma la forza del libro sta nel racconto del disperato desiderio di intimità di un giovane uomo, e della resa all’amore coniugale di una coppia nel pieno della vita.» Financial Times
 
«Lo scrivano di Bombay è l’impeccabile, intimo studio di un giovane uomo alla scoperta di se stesso… Anjali Joseph rivela un grande talento per il tragicomico, evidente anche nei brevi ritratti di amici e familiari dei protagonisti, secondari o meno.» The Independent
 
«Un bellissimo romanzo che personifica l’anima della nuova India.» Literary Review
 
«Un ottimo romanzo d'esordio… Joseph scrive delle difficoltà quotidiane dei suoi personaggi con un affetto tollerante e del tutto scevro di sentimentalismi.» The Sunday Times
 
«Anjali Joseph giustappone la vita interiore a quella esteriore dei personaggi, e la cultura della vecchia a quella della nuova India, con grande spirito e delicatezza.» The Times






autore Anjali Joseph
collana Varianti
casa editrice BOLLATI BORINGHIERI - VARIA
dettagli 266 pagine, libro - brossura
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