"Il libro del mare" di Morten A. Strøksnes è la storia vera di due uomini che vanno a caccia di uno squalo gigante nel vasto mare della Groenlandia, ma è anche una riflessione su come l'uomo conservi un’ossessione per il mito del mostro, e su come il mare risvegli ancora la sua paura dell'ignoto

Il libro del mare (Iperborea, traduzione di Francesco Felici) di Morten A. Strøksnes, scrittore, storico, giornalista e fotografo norvegese, è la storia vera di due uomini che decidono di andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone nel vasto mare della Groenlandia. Un’avventura fra scienza e poesia, letteratura e storia, alla ricerca di uno squalo gigante, che può arrivare a sette metri di lunghezza e vivere fino a 400 anni, nelle gelide profondità del Mar Glaciale Artico.

il libro del mare Morten A. Strøksnes

Nelle profondità del mare intorno alle isole Lofoten vive il grande squalo della Groenlandia, un predatore ancestrale nonché il vertebrato più longevo del pianeta, tanto che oggi potremmo imbatterci in un esemplare nato prima che Copernico scoprisse che era la terra a girare intorno al sole.

Il libro del mare è la storia vera di due amici, Morten Strøksnes e un eccentrico artista-pescatore che, con un piccolo gommone e quattrocento metri di lenza, partono alla caccia di questo temuto abitante dei fiordi.

Un’avventura sulla scia di Melville e Jules Verne che diventa un caleidoscopico compendio di scienze, storia e poesia dell’universo marino: dalle antiche leggende dei marinai alla vita naturale degli abissi, dalla biologia alla geologia e alle grandi esplorazioni oceaniche, dal Leviatano e i mostri acquatici ritratti da Olao Magno nel ’500 alle specie incredibilmente reali di meduse a trecento stomaci, draghi di mare e calamari “lampeggianti”.

Un viaggio attraverso il Paleocene e gli odierni allarmi ecologici, che spazia dal Libro di Giona al “Maelström” di Edgar Allan Poe, raccontando un mondo che rimane in gran parte oscuro e che con i suoi misteri custodisce l’origine della vita. Ma Il libro del mare è anche una riflessione sulla storia naturale dell’uomo, che è arrivato a mappare l’intero globo e a navigare tra le stelle, eppure sembra conservare un’ossessione per il mito del mostro, forse per un atavico istinto predatorio, o per la paura dell’ignoto che ancora oggi il mare risveglia.

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