Dalla Russia di Trockij al Cile di Pinochet, dalla Germania di Hitler alla Patagonia di oggi, "La fine della storia", il nuovo romanzo di Luis Sepúlveda, attraversa la storia del '900. Lo scrittore ne ha parlato con ilLibraio.it

Juan Belmonte, dopo aver combattuto tante battaglie – prima fra tutte quella al fianco di Salvador Allende – da anni ha deposto le armi e vive tranquillo in una casa sul mare nell’estremo sud del Cile, insieme alla sua compagna Verónica, che non si è mai completamente ripresa dopo le torture subite all’epoca della dittatura. Belmonte è un uomo stanco, disilluso, restio a scendere in campo. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. I servizi segreti russi, che conoscono bene il suo curriculum di esperto di guerra sotterranea e infallibile cecchino, hanno bisogno di lui. Sul fronte opposto, c’è il piano ordito da un gruppo di nostalgici di stirpe cosacca, decisi a liberare dal carcere Miguel Krassnoff, discendente diretto dell’ultimo atamano, la cui famiglia riuscì a riparare in Cile dopo la Seconda guerra mondiale. Krassnoff, ufficiale dell’esercito cileno durante la dittatura militare, al momento sta scontando numerose condanne per crimini contro l’umanità. E Belmonte ha un ottimo motivo per odiare “il cosacco”, un motivo strettamente personale…

Dalla Russia di Trockij al Cile di Pinochet, dalla Germania di Hitler alla Patagonia di oggi, La fine della storia, il nuovo romanzo di Luis Sepúlveda attraversa la storia del Novecento.

Sepúlveda, se guarda a quanto avviene oggi nel mondo, non solo nel suo Paese, pensa che gli uomini abbiano imparato la lezione della storia del ‘900?
“Purtroppo non credo. Altrimenti non si spiegherebbero razzismo, xenofobia, ascesa dell’estrema destra, l’intolleranza crescente… la distruzione dei paesi che possiedono il petrolio. Per non parlare di un soggetto come Donald Trump”.

Perché è importante lo studio della storia?
“Solo la conoscenza della storia ci permette di evitare di commettere nuovamente gli errori del passato”.

E quale ruolo può svolgere un romanzo in cui la storia del secolo scorso è protagonista?
“Un romanzo è lo spazio ufficiale, talvolta clandestino, che consente di raccontare la parte oscura della storia, quella ignorata dalla storia ufficiale”.

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