A livello europeo l'accordo sarebbe rischio. Interviene Polillo (Aie): "La campagna #unlibroèunlibro va avanti. Siamo certi e fiduciosi dell’impegno del ministro Franceschini..."

Come abbiamo raccontato stamattina, stando a un retroscena de La Stampa, nonostante la mobilitazione di editori e scrittori italiani con la campagna social #unlibroèunlibro (25mila interazioni sui social finora – qui i dettagli), “una decina di stati dell’Ue resta convinta che un libro di carta e uno elettronico siano due oggetti diversi che richiedono tassazioni differenti“. In vista del Consiglio Cultura del 25 novembre, si starebbe quindi andando verso la bocciatura da parte dell’Ue dell’equiparazione dell’Iva degli e-book (attualmente al 22%) a quella dei libri cartacei (in Italia al 4%).

In attesa di verificare se il retroscena verrà confermato (e in attesa di capire se, al di là della decisione a livello Europeo, l’Italia deciderà di andare in infrazione come la Francia), l’Associazione Italiana Editori ha appena diramato un comunicato, in cui il presidente Marco Polillo dichiara:  “Andiamo avanti. Siamo certi e fiduciosi dell’impegno del ministro Franceschini e dell’Italia in sede europea per la battaglia contro la discriminazione dell’iva degli e-book rispetto a quella dei libri di carta. La campagna #unlibroéunlibro non solo continua ma sarà rafforzata”.

Aggiunge Polillo: “Chiediamo di dire no alla discriminazione dell’e-book e di riconoscere qualcosa che per noi è ovvio, ma non scontato: un libro è un libro, al di là del supporto di lettura. Per questo confidiamo, allo stesso tempo, che il consenso parlamentare sia di aiuto al Governo anche in sede nazionale e che il Parlamento italiano possa trovare una soluzione per la cultura del nostro Paese”.

 

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