Jeff Kinney, uno degli autori per ragazzi tra i più famosi al mondo con il suo "Diario di una Schiappa", confida in un'intervista a ilLibraio.it le sue preoccupazioni riguardo agli Usa, "divisi proprio dal Presidente", e spiega perché ha deciso di non scrivere, finora, libri al di fuori dalla serie che gode di tale successo. Parla anche del futuro di Greg, l'amatissimo protagonista dei suoi libri, e della libreria che ha aperto con la moglie...

Jeff Kinney, uno degli autori per ragazzi più famosi al mondo, è in Italia con il suo Diario di una Schiappa (Il Castoro), la fortunata serie di libri tradotta perfino in latino.

L’autore, che voleva fare il fumettista, è stato a Milano per incontrare i suoi giovani lettori e nei prossimi giorni sarà ad Amatrice e Norcia in visita ai bambini delle aree colpite dal terremoto. Infine, sarà a Bologna il 2 aprile in occasione della Fiera dell’editoria per ragazzi.

Jeff Kinney

Kinney, che possiede anche una libreria che gestisce con la moglie in Massachussets, An Unlikely Story, ha incontrato ilLibraio.it per parlare della “Schiappa” più famosa del mondo, ma anche di “cose da grandi”, come la situazione politica degli Stati Uniti.

Da scrittore e cittadino, è preoccupato per il futuro degli Usa?
“Sì, sono molto preoccupato, credo che l’America sia in una situazione disastrosa. In generale, nel mondo, in questo momento, c’è una confusione che mi preoccupa”.

Dunque teme Trump…
“Gli Usa in questo momento sono in difficoltà e divisi proprio a causa del Presidente”.

Oltre a essere uno scrittore di grande successo, lei gestisce anche una libreria, come sta andando?
“Io e mia moglie abbiamo aperto una libreria in una città molto piccola, di soli ottomila abitanti, Plainville. Nonostante ciò, ogni settimana ospitiamo autori sia americani sia internazionali. Con la libreria stiamo contribuendo ad animare la zona”.

Ha mai pensato di scrivere un libro slegato dalle vicende del Diario di una Schiappa?
“Per un po’ ci ho pensato, ma poi ho capito che l’avrei fatto solo per dimostrare di essere capace di fare altro oltre alla serie. Mi occupo di libri per l’infanzia e non so se davvero ho bisogno di scrivere di altro”.

Come mai, secondo lei, la sua serie è amata dai bambini di tutto il mondo?
“I bambini si immedesimano in Greg, il protagonista. Per me è curioso perché, se penso ad altre saghe di successo, mi accorgo che la differenza con i miei libri è l’elemento magico e fantasy. Nel caso del Diario di una Schiappa, invece, il successo sta proprio nel parlare della normalità”.

Ci tolga una curiosità: quando Greg sarà cresciuto, cosa succederà?
“Greg non crescerà mai, rimarrà un ragazzino per sempre”.

Tra pochi giorni visiterà le zone colpite dal terremoto, che cosa l’ha spinta a fare questa scelta?
“Per anni ho provato a tornare in Italia e per quest’occasione abbiamo pensato, con il mio editore, che fosse una grande idea visitare anche i bambini colpiti dal sisma. In più, come scrittore, mi piace andare in luoghi non abitualmente visitati dagli autori in tour”.

 

 

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