Intervista a tutto campo all'Ad di Rcs Libri, tra i sostenitori di campagna #unlibroèunlibro, che spiega, tra l'altro, come ha riorganizzato l'area digitale: "E' importante, non solo per i libri, che tutte le conquiste fatte per supportare la cultura siano tutelate e non messe in discussione dall’innovazione digitale"

In un contesto non certo facile per il mercato librario, Laura Donnini, dal 2013 Ad di Rcs Libri, può dirsi soddisfatta per i buoni risultati fatti registrare dai marchi del suo gruppo (Rizzoli, Bompiani, Adephi, Fabbri, Marsilio…). Il Libraio l’ha intervistata per parlare del presente e del futuro della Rcs Libri e, più in generale, del mondo del libro…

Già all’ultima Fiera di Francoforte anche lei ha preso posizione in favore della campagna  #unlibroèunlibro. L’obiettivo è equiparare l’Iva degli e-book a quella dei libri cartacei. Crede che il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini riuscirà a portare a casa un risultato significativo durante il semestre italiano di presidenza dell’Ue?
“Sì, sono stata una delle prime a twittare l’immagine della campagna, da Francoforte: per noi più che mai un libro è un libro. Poi l’iniziativa è proseguita, raccogliendo il consenso e la partecipazione di tutti gli editori, moltissimi scrittori e migliaia di lettori. Questo detto, confido che il ministro, vicino al mondo della lettura e alla campagna, come ha ricordato nel corso dell’inaugurazione della nostra Rizzoli Galleria qualche giorno fa, riuscirà a convogliare positivamente questa presa di posizione di tutti gli interlocutori del mondo del libro. E confido che entro dicembre si riuscirà a portare all’agenda dei ministri europei un tema che diventa sempre più importante con l’evoluzione digitale dei consumatori. Ci tengo a condividere un mio pensiero, su questo punto…”.

Quale?
“E’ importante, non solo per i libri, che tutte le conquiste fatte per supportare la cultura fino a oggi siano tutelate e non messe in discussione dall’innovazione digitale”.

Non c’è solo il problema dell’Iva, però. Il tema della promozione della lettura si conferma di estrema attualità…
“Sono convinta che sia essenziale per questo Paese tenere alto con orgoglio il nostro primato di amore per la cultura. Proprio per questo, come editori, stiamo lavorando  insieme a numerosi interlocutori per sviluppare nuove idee e format che avvicinino sempre più persone alla lettura. E’ il caso di Bookcity, a Milano, ad esempio, tre giorni di incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura come evento individuale, ma anche collettivo”.

Sempre a Milano, come gruppo Rcs, avete appena riaperto la nuova libreria Rizzoli Galleria.
“Sì, proprio con l’obiettivo di farla diventare un agente culturale sul territorio, un divulgatore di cultura e amore per la lettura, aprendoci alla città, creando contaminazioni, catturando nuovi target”.

E per il futuro, a cosa state pensando?
“Nei prossimi mesi stiamo preparando una serie di altre iniziative che avranno – sono certa – un grande impatto in termini di rinnovamento culturale e non mancherò di raccontarvele al più presto”.

Visto che non vuole dirci di più… veniamo alla Rcs Libri. All’inizio dell’estate c’è stata una novità nell’area digitale del suo gruppo: il responsabile, Marcello Vena, ha infatti lasciato l’incarico. Come ha riorganizzato l’ambito e-book?
“Mi ricollego a quanto detto prima: un libro è un libro, in qualsiasi formato lo si legga o lo si pubblichi. Marcello ha dato tanto al nostro gruppo, in un momento in cui nasceva un nuovo mercato e una nuova filiera tecnologica: il mondo dell’e-book. Grazie anche al suo grande lavoro noi oggi abbiamo un’organizzazione nuova, che non prevede figure specializzate, ma competenze diffuse nelle diverse unità editoriali e marketing. L’e-book è stato considerato alla stregua di un Canale e la responsabilità quindi affidata al nostro direttore commerciale trade Filippo Guglielmone. Anche dal punto di vista dei processi editoriali, la distinzione tra i supporti su cui viene usufruito il libro tende a diminuire di pari passo, portando nella direzione di un’organizzazione senza unità specializzate nel libro digitale, ma responsabilità di innovazione a livello di publishing e competenze digitali distribuite all’interno delle unità marketing ed editoriali che sviluppano il libro, non il singolo formato”.

In vista del Natale, su quali titoli punterete?
“Abbiamo dei magnifici titoli da mesi in classifica che continuano ad attrarre nuovi lettori: oltre a John Green, ricordo ad esempio ‘Il Cardellino’ di Donna Tartt. A questi si aggiungono ‘L’Ombra del Collezionista’ di Jeffery Deaver, il nuovo libro di Lilli Gruber, ‘Tempesta’, e ‘Il viaggio felice della cicogna Nilou’ di Guido Conti, una favola che i grandi possono raccontare ai bambini e viceversa, sulla scia dei grandi apologhi internazionali, come ‘Il gabbiano Johnatan Livingston’. Buonissime performance anche per ‘Il capitale nel XXI secolo’ di Thomas Piketty, per il nuovo romanzo di Sandro Veronesi ‘Terre rare’ e per Andrea De Carlo con ‘Cuore primitivo’. Uscirà inoltre a breve il nuovo saggio di Vittorio Sgarbi, mentre per inizio 2015 sarà lavolta del nuovo romanzo di Umberto Eco, ‘Numero zero’…”.

Queste le note liete. Ma ha smaltito la delusione per i risultati non certo entusiasmanti della prima (e unica) edizione di “Masterpiece”, il talent tv per aspiranti scrittori organizzato in collaborazione con Bompiani?
Masterpiece è la prima di una serie di sperimentazioni che faremo intorno al mondo della lettura: è stato un progetto innovativo e ha creato un acceso dibattito, cosa che ci fa molto piacere. In più ha portato alla pubblicazione per Bompiani di una voce originale, il bel romanzo ‘Vita Migliore’ di Nikola P. Savic, che i lettori hanno mostrato di apprezzare, quindi non parlerei proprio di delusione”.

Più in generale, quali obiettivi si è posta per il futuro a medio termine della Rcs Libri?
“Siamo davvero pieni di orgoglio per la ristrutturazione record che ci ha permesso di riaprire la libreria Rizzoli Galleria dopo solo quattro mesi di lavori: i lettori e il pubblico hanno reagito con un entusiasmo e un calore che ci ha ripagato degli sforzi fatti. Crediamo molto, a livello strategico, che questa storica libreria, insieme a quella di New York che riaprirà in primavera, siano l’anima di Rcs Libri”.

E per quanto riguarda il business editoriale del suo gruppo?
“Rizzoli continua a rafforza la seconda posizione del mercato, grazie ai risultati in saggistica e narrativa, e Bompiani evidenzia una ragguardevole crescita a valore tra i primi dieci editori. La rinata Fabbri Editori sta dando risultati incredibili. Rcs Education è stata completamente rinnovata, innestando figure strategiche e dall’anno prossimo inizieremo a vedere i risultati di questo grande lavoro di squadra.
In generale RCS Libri consolida la propria posizione di secondo operatore di mercato, crescendo quasi del 10% rispetto all’anno scorso sul mercato a valore (dati Gfk, ndr)”.

Lei  siede nel Consiglio Direttivo di Valore D, la prima associazione di grandi imprese creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda. Pensa che il vostro impegno stia cominciando a portare risultati concreti?
“Sono orgogliosa di far parte di Valore D, e l’impegno mio e di tutte noi sta portando risultati tangibili su più fronti”.

Ad esempio?
“Siamo riuscite, insieme al blog La27esimaora del Corriere.it, a organizzare Il Tempo delle Donne, una tre giorni con oltre 100 eventi gratuiti, inchieste, conversazioni e workshop, dedicati a indagare e raccontare le mille declinazioni del mondo femminile contemporaneo. In primavera abbiamo invece organizzato un ciclo di di seminari, dal titolo ‘Lavori in corso. Formazione a colazione’: due ore al mattino dedicate all’approfondimento di tematiche legate al mondo del lavoro e all’imprenditoria femminile. In entrambi i casi la partecipazione è stata alta, così come il coinvolgimento, cosa che ci spinge a fare sempre di più”.

 

 

 

 

 

 

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