Come far conoscere una libreria, promuovere la lettura e, allo stesso tempo, avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro? Unendo libri e social media. Questo è ciò che fa la libreria Bonanzinga di Messina, con un interessante progetto che vede protagonisti gli studenti del liceo scientifico Archimede - La storia e le interviste de ilLibraio.it

Come far conoscere una libreria, promuovere la lettura e, allo stesso tempo, avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro? Unendo libri e social media. Questo è ciò che in Sicilia fa la libreria Bonanzinga di Messina, vincitrice nel 2010 del premio della Scuola Librai Umberto e Elisabetta Mauri per la miglior libreria d’Italia, che ha elaborato un interessante progetto di promozione della lettura con l’aiuto degli studenti del liceo scientifico Archimede. Per capire meglio il progetto e le motivazioni che lo hanno fatto nascere, abbiamo parlato con la libraia, Daniela Bonanzinga (nella foto, ndr), e con la professoressa Teresa Nostro, referente del progetto a scuola.

“Nell’ambito della continuità scuola-lavoro, che rende obbligatorio per gli studenti dal terzo anno in poi partecipare a dei contratti con aziende che sottoscrivono partnership di collaborazione, mi è sembrato originale creare un progetto che potesse prolungare la fitta attività di promozione alla lettura portata avanti con gli studenti delle scuole attraverso il mondo dei social collegati ai miei account aziendali”, ci ha spiegato la libraia. E così è nata un’iniziativa forse unica nel suo genere in Italia.

Sono venti gli studenti che quest’estate aiutano la libraia: “Lo scopo è quello di promuovere la lettura utilizzando il mondo dei social, produrre booktrailer, ma anche ricostruire la storia del proprio Istituto attraverso i venti anni di collaborazione con la libreria”.

Per prima cosa Daniela Bonanzinga e gli studenti hanno creato il gruppo Facebook La libreria incontra la scuola “attraverso il quale testare le capacità relazionali, di analisi, e di proposta sulla rete quando si tratta di sviluppare protagonismo attivo scegliendo un tema di base: libri e lettura“.

Alla base di questa riflessione anche un attento lavoro di osservazione in libreria: “Quale atteggiamento ha il lettore social rispetto al lettore tradizionale? Per rispondere a questa domanda, gli studenti a turno stanno facendo ore di osservazione in libreria per comprendere gli atteggiamenti nei luoghi fisici dove si parla di libri in relazione ai luoghi virtuali. Come impattano questi due mondi? Quale possibile relazione? Quale il rapporto tra luogo fisico e luogo virtuale?”.

Inoltre, ogni giorno i ragazzi postano e condividono contenuti prendendo parte attivamente al progetto, alla conclusione del quale verranno valutati. “La professoressa Teresa Nostro, tutor, sta operando step di valutazione basati sul numero degli interventi proposti da ogni singolo alunno. Alla fine dell’estate verrà certificata la presenza e la valutazione. Ci riserviamo di escludere chi, secondo noi, non dimostra motivazione e impegno per proseguire il nostro percorso“. La lista di attesa per partecipare, infatti, è lunga.

Importante per il progetto è la bibliografia virtuale che la libraia ha realizzato con l’aiuto di uno studente: “La lista permette a tutti i ragazzi degli istituti superiori di Messina di interagire tra loro lasciando dei pareri di lettura che non tengono conto della scuola di provenienza. L’idea, infatti, è quella di creare una piattaforma virtuale che corrisponda a una comunità fisica di lettori giovani di uno stesso territorio scolastico”.

L’attenzione al digitale è grandissima: “Mi interrogo su come il virtuale impatti sul fisico, su come trasformi abitudini mentali, gusti, modi di leggere”, si chiede la libraia con gli insegnanti coinvolti nel progetto: “Quello che vogliamo dimostrare è che la rete, quando diventa impegno di contenuti, di tempi da dedicare, di competenze, è come la lettura“.

Un cambiamento, quello che si sta attuando sui social, che ha notato anche la professoressa Nostro, che afferma: “Il linguaggio dei giovani e i loro strumenti abituali di comunicazione cambiano direzione e orientamento: da strumento di banali osservazioni e disimpegnate comunicazioni Facebook, anche attraverso la pagina creata dai ragazzi dell’Archimede, diventa luogo di riflessione sui meccanismi legati al libro e alla lettura, ma soprattutto strumento per avvicinare i giovani a un uso consapevole e ‘sensato’ del social network. I 20 studenti, alcuni più e meglio di altri, postano, condividono, commentano notizie tratte dalla rete e arricchiscono la pagina con le proprie esperienze di lettura e le riflessioni suscitate dai libri. Un piccolo microcosmo, un caleidoscopio di emozioni, un diverso punto di osservazione di quella meravigliosa avventura chiamata ‘lettura’”.

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