Mentre sui giornali e in rete si continua a dibattere sulla "difesa" del Liceo Classico, stando a una ricerca, chi lo ha frequentato si laurea con voti più alti (non solo in materie umanistiche). Quanto alle prospettive di lavoro, l'indagine sfata molti tabù". I dati, dunque, confermano l'importanza del greco e del latino: "Tradurre un testo classico significa mettere in atto un ragionamento complesso che stimola i processi analitici, sintetici, intuitivi, gnoseologici..."

In questi mesi in rete e sui giornali si parla molto del liceo Classico e della sua salvaguardia (per “difenderlo”, come abbiamo raccontato, circolano sui social anche petizioni). E mentre in libreria prosegue il successo di saggi che raccontano la bellezza del latino e del greco antico, arriva una ricerca che conferma, dati alla mano, le potenzialità del Classico, che qualcuno vorrebbe abolire o stravolgere.

Come racconta nei dettagli il Corriere della Sera, infatti, stando a un’indagine di Almalaurea, chi si diploma al Classico ha mediamente un voto maggiore alla laurea: qualunque facoltà scelgano, gli ex studenti del Classico “hanno punteggi più alti dei colleghi: 105, di media, contro 103 di chi esce dallo Scientifico e 99,7 di chi ha studiato a un Tecnico”.

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Quanto alle prospettive di lavoro, stando a questa ricerca (che ha coinvolto 270 mila laureati nell’anno solare 2015) vengono sfatati vecchi tabù. Chi frequenta il classico non sceglie solo lauree umanistiche, anzi. Basti pensare a Fabiola Gianotti, direttrice del Cern di Ginevra.

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Racconta al Corriere Massimo Cazzulo, grecista e docente al Tito Livio di Milano: “Tradurre un testo classico significa mettere in atto un ragionamento complesso che stimola i processi analitici, sintetici, intuitivi, gnoseologici, che induce a impostare un’ipotesi di lavoro e sottoporla, poi, a critica per vedere se funziona. Questo spiega perché gli studenti del Classico ottengono risultati eccellenti anche in materie lontane dalla classicità”.


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C’è un altro dato interessante: chi ha scelto il classico, in 74 casi su cento lo rifarebbe.

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