Dopo il via libera del Senato la Legge di Stabilità ha ottenuto anche quello della Camera. Gli editori esultano per il successo della campagna #unlibroèunlibro. Mauri (GeMS): "Sulle questioni fondamentali il mondo editoriale sa essere unito e convincente"

Dopo mesi di battaglia (anche in rete, con la campagna social #unlibroèunlibro che ha visto protagonisti numerosi scrittori), gli editori italiani e l’Aie festeggiano l’ottenimento dell’equiparazione dell’Iva per i libri digitali a quella per i testi cartacei (4%). La Legge di Stabilità, contenente l’emendamento del Governo (che, in questo caso, ha visto convergere Pd e Forza Italia), dopo il via libera del Senato ha ottenuto anche quello della Camera, e l’Iva per gli e-book passa al 4%.

Una vittoria per il ministro dei Beni e le attività culturali Dario Franceschini, che nel corso del semestre europeo ha lottato per far sì che la battaglia italiana diventasse anche europea. E a proposito di Europa, non è detto che a questo punto l’Italia vada automaticamente in procedura di infrazione. Anche se, nel corso di un recente Question Time alla Camera, Franceschini ha dimostrato di essere consapevole del rischio: “L’equiparazione della tassazione sul libro elettronico in pari misura rispetto al libro cartaceo con grande probabilità ci porterà a una procedura d’infrazione davanti all’Unione Europea”.

Nella stessa occasione Franceschini ha ammesso che “è davvero difficile spiegare le ragioni per cui ci si ostina a livello di Unione europea a non capire che un libro e un libro. Il parlamento italiano ha fatto questa scelta”. In attesa che la Commissione e l’Ecofin si confrontino sul tema, dunque, come la Francia e il Lussemburgo l’Italia va per la sua strada. Ma il nostro Paese è pronto a tornare a lottare a livello europeo.

“Una scelta di rinnovamento, al passo con i tempi in una direzione coerente verso la diffusione della cultura e del digitale”. E’ il commento del presidente e Ad GeMS Stefano Mauri, che sottolinea: “Quella che abbiamo sostenuto è stata una battaglia tesa a dimostrare che ‘un libro è un libro’, e l’abbiamo sostenuta congiuntamente, sapendo dimostrare che sulle questioni fondamentali il mondo editoriale sa essere unito e convincente. Abbiamo però trovato sostenitori convinti anche in Parlamento, primo fra tutti il ministro Franceschini. Ora c’è da contagiare l’Europa”.

Un passo indietro, infine, per capire perché, finora, l’Iva per gli e-book è stata pari al 22%: l’Unione Europea, quando ancora il mercato e-book non esisteva, ha stabilito che ogni bene digitale dovesse essere considerato un servizio ai fini dell’Iva, e che per i servizi non è applicabile altro che l’aliquota massima. Allo stesso tempo, molti Paesi dell’Ue applicano un’Iva agevolata sui libri, considerandoli veicoli di crescita culturale e democratica. Ad esempio, l’Iva sui libri è zero in Inghilterra e Irlanda, è pari al 5,5% in Francia e al 4% in Italia e Spagna, al 5% in Polonia e al 6% in Belgio. 26 paesi su 28 dell’Unione hanno quindi un’Iva agevolata sui libri. 

 

ALCUNE IMMAGINI DELLA CAMPAGNA SOCIAL:

#unlibroèunlibro

Filippo Timi
Filippo Timi

Stefano Mauri (GeMS)%

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