Il nuovo libro di Massimo Zamboni, "Nessuna voce dentro", racconta come nel 1981, in un locale della vivace scenza underground di Berlino Ovest, dall'incontro casuale di due ragazzi di Reggio Emilia, ebbe inizio l'avventura dei CCCP...

Avevamo lasciato Massimo Zamboni, musicista, scrittore, cantautore, che navigava i canali della pianura padana insieme a Vasco Brondi, un’esperienza raccontata dai due cantautori nel libro, Anime galleggianti, e lo ritroviamo a Berlino nel 1981, dove frequenta la vivace scena underground, sotto l’ombra del Muro. Il suo nuovo libro, Nessuna voce dentro (Einaudi) è il racconto di come nel 1981, in un locale underground di Berlino Ovest, in un incontro casuale fra due ragazzi di Reggio Emilia, scoccò la scintilla che avrebbe portato alla nascita dei CCCP, un gruppo destinato a fare la storia del punk e del rock italiani.

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Da Reggio Emilia in autostop fino a Berlino Ovest. È il 1981 e Massimo Zamboni ha ventiquattro anni: piú che scappare dalla provincia, ha addosso una fame inappagata di vita. Come ogni ragazzo, di ogni epoca. Berlino, in quella lunga estate, sembra essere la città dei giovani, e della musica, della voglia di futuro, delle case occupate, un mix irripetibile di intensità e fragilità. E poi c’è il Muro. Entra in scena sommessamente, quasi soffocato dalla vitalità dell’esperienza cittadina, per poi impadronirsi dello spazio e del senso rivelandosi autentico coprotagonista del racconto. “Per i tedeschi “Muro” è sostantivo femminile. È una signora, die Mauer. Una signora muraglia austera e disadorna, dal seno piatto, vestita di grigio”.

Massimo Zamboni di giorno serve ai tavoli di un tipico ristorante italiano, “avamposto della meridionalità piú spermatica e terrosa”, la notte si trascina solitario tra le macerie della città verso i locali piú underground. Ma non si può sempre camminare nelle scarpe degli altri, frequentando le loro avventure. Forse non resta che ripartire. Ma proprio sulla pista di uno di quei locali berlinesi, avviene un inspiegabile e imprevedibile riconoscimento. Due ragazzi di Reggio Emilia, amici in comune e stesse militanze alle spalle, si incontrano per la prima volta. E da quell’incontro deflagrante nascerà poi uno dei gruppi ancora oggi più amati del panorama musicale italiano, CCCP Fedeli alla linea.

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