Il Libraio

“Moby Dick è un libro necessario e terrificante”

di Redazione Il Libraio

"La sostanza del male", thriller d'esordio di Luca D'Andrea, sarà pubblicato in trenta paesi. Lo scrittore di Bolzano ci parla del romanzo della sua vita, "Moby Dick", un libro "necessario e terrificante. E’ teologia alla dinamite. Ma soprattutto è un libro sfuggente..." - Torna su ilLibraio.it la rubrica #LettureIndimenticabili


di Luca D’Andrea*

 

E’ strano, perché da dove vengo io, nel posto in cui vivo, acqua significa fiumi, torrenti, tutt’al più laghi. Eppure il romanzo della mia vita, quello di cui possiedo decine di copie diverse (alcune scelte per la traduzione, altre per il formato, altre per la smania di possesso che colpisce ogni bibliofilo) il libro della mia vita è Moby Dick. L’oceano quindi.

La prima volta mi sono fermato a metà. Niente azione, troppe parole difficili. E tutte quelle divagazioni. Lo riposi sullo scaffale, ma non lo dimenticai. Lo sciabordio della prosa biblica e sardonica di Melville mi era rimasto nelle orecchie. Come il canto delle sirene. O forse come il luccichio dorato di una moneta appesa al pennone di una nave. Poi, quando arrivai all’età in cui si ha la sfrontatezza di credere di poter capire qualsiasi cosa, mi ci rituffai. Potete anche ridere, se vi va:pensavo di poter capire il libro che è uno degli apici della letteratura mondiale.

Certo, come no.

Moby Dick è un libro necessario e terrificante. E’ teologia alla dinamite. Ma soprattutto è un libro sfuggente. Persino la balena bianca la creatura immensa, mastodontica, che distrugge navi e riempie di sgomento balenieri (e lettori) avvezzi ad ogni orrore, ci scivola dalle mani come un girino in uno stagno. La chiamiamo balena, ma è un capodoglio. Moby Dick non ha forna, è ovunque e qualsiasi cosa. E’ un enigma. Achab, Ismaele sono enigmi a cui lo scorrere della vita (della nostra vita di lettori) dà un volto diverso ogni volta. E un sospetto: non sei tu che leggi Moby Dick, è Moby Dick che legge dentro di te. Un libro infernale l’aveva definito il suo creatore. Più lo rileggo più sono d’accordo con lui.

Una cosa l’ho capita però. Un giorno di tanti anni dopo la prima volta che incrociai Moby Dick, girovagando fra le rocce, capii che non c’è differenza fra oceano e montagna. E’ tutto Melville. E’ tutto bellezza e terrore.

*IL LIBRO E L’AUTORE – Un triplice, crudele omicidio rimasto irrisolto. Una scia di violenza e di morte che perseguita gli abitanti di Siebenhoch, una tranquilla, isolata comunità tra le montagne dell’Alto Adige. Un forestiero con la sua famiglia, sempre piú invischiato nella vicenda. Al centro di tutto il Bletterbach, una gigantesca gola nei cui fossili si può leggere l’intera storia del mondo. È come se in quel luogo si fosse risvegliato qualcosa di spaventoso che si credeva scomparso, antico come la Terra stessa…

La sostanza del male (Einaudi Stile Libero) di Luca D’Andrea è diventato un caso editoriale prima ancora dell’arrivo in libreria (è uscito in Italia da poche settimane). Il thriller d’esordio dello scrittore, nato a Bolzano nel 1979, sarà infatti pubblicato in trenta paesi, tra cui Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti.

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