"The Bookseller", una delle note riviste internazionali sul mondo dell'editoria libraria, ha indagato sulle molestie sessuali nel settore: su 388 intervistati, più della metà tra autori, agenti, editori ha dichiarato di esserne state vittime (anche tra gli uomini)... - I dati

388 intervistati di sesso, orientamento sessuale, etnia, età differenti: ecco il campionario di autori, agenti, editori, librai e figure professionali legate al mondo dell’editoria libraria coinvolte da un’indagine di The Bookseller, a proposito di un tema tristemente attuale: quello delle molestie.

Più della metà del campione (a cui è stato garantito l’anonimato) ha espressamente dichiarato di aver subito, in passato, un qualche grado di molestia sessuale; per la precisione, il 54% delle donne e il 34% degli uomini.

Ma cosa si intende per molestia? Come è stato ricordato in queste settimane segnate dalle polemiche sui casi Weinstein e Spacey, per citarne solo due, vale la pena sottolineare che molestia sessuale non è solo lo stupro, ma anche, ad esempio, l’utilizzo di un linguaggio grezzo e di espressioni degradanti, riferimenti espliciti totalmente inopportuni, approcci predatori e denigrazione davanti al rifiuto. Non solo stupri o contatti fisici indesiderati, dunque, anche se due degli intervistati hanno parlato di vera e propria violenza sessuale in termini espliciti.

Le molestie non risparmiano nessuno: librai, autori, grandi e piccoli editori, agenti, freelance, e colpiscono non solo le donne, ma anche gli uomini, come dimostrano le percentuali sopra indicate.

Chi molesta? La maggior parte degli intervistati ha spiegato come le molestie derivassero, più che dai colleghi, dai diretti superiori: specialmente gli stagisti e i giovani, nuovi nel posto di lavoro, sembrano essere a rischio maggiore. Il 66% degli intervistati, che spesso lavora a stretto contatto con gli autori durante le visite promozionali – o comunque non in ufficio – ha riferito di aver subito molestie, e il 61% dei librai denuncia comportamenti ambigui da parte di clienti, colleghi e autori.

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C’è un altro dato che allarma: il 70% degli intervistati ammette di aver subito abusi ma non denuncia; i motivi possono variare dalla paura di una ripercussione negativa sulla propria situazione lavorativa, o di una cattiva reputazione.

 

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