"Quello che però mi sembra interessante è indagare, o fare delle supposizioni, su come il leggere favorisca il desiderio e il piacere di scrivere...". Su ilLibraio.it le riflessioni di Nicoletta Gramantieri, responsabile della Biblioteca Salaborsa Ragazzi di Bologna, in libreria con "La scrittrice più famosa del mondo"

Incontro molte classi nella biblioteca in cui lavoro e so, ormai, che in ogni classe troverò qualche bambina o bambino che ama scrivere. Chiacchierando con loro scopro, immancabilmente, che sono lettori entusiasti; sembra confermarsi, ogni volta, il luogo comune secondo cui per scrivere bene è necessario leggere tanto.

Quello che però mi sembra interessante è indagare, o fare delle supposizioni, su come il leggere favorisca il desiderio e il piacere di scrivere.

Ida B. è un romanzo di Katherine Hannigan che fu pubblicato da Fabbri una decina di anni fa. Contiene una delle descrizioni più suggestive del come ci si possa avvicinare alla lettura. Ida, la protagonista, racconta ciò che prova ascoltando la sua insegnante leggere ad alta voce: “Quando leggeva, la sua voce si avvolgeva intorno alla mia testo e al mio cuore, e ammorbidiva ogni cosa. Quando raccontava le storie, mi faceva venir voglia di raccontarle anche a me. Desideravo leggere come sapeva fare lei, così avrei potuto avere quella sensazione tutte le volte che volevo.”

Credo che anche la scrittura, come la lettura, abbia a che fare con le storie. Leggere può essere un modo per averne a disposizione sempre di nuove che possano rinnovare il piacere descritto da Ida, scrivere può essere la maniera per averne a disposizione sempre di più. Se siamo lettori finiamo per essere accompagnati dalle atmosfere, dai personaggi, dalle azioni, dagli stupori che nelle storie abbiamo trovato e succede, inevitabilmente, che queste concorrano ai nostri processi di conoscenza, al nostro sondare il mondo. Anche la narrazione che facciamo della nostra vita risente delle storie che ci accompagnano. Sono certa che, ogni volta che racconto del rapporto con mia sorella, mi siano accanto le March, le Bennet, le Melkerson e, perché no, le Palmer.

Penso sia inutile pretendere dai piccoli che scrivano quando non abbiano a disposizione una pratica fitta di storie, di racconti, una enciclopedia personale di vicende, suggestioni, personaggi, trame.

Gli adulti, riferendosi ai bambini che amano scrivere, tendono a descriverli come fantasiosi e lo fanno in modo da sottolineare come la fantasia sia un dono, un talento, che si riceve alla nascita. In realtà, questi ragazzini che amano le storie e la parola scritta, hanno molti strumentini o attrezzi, accantonati in pagine e pagine, in ore e ore di lettura, utili a costruire storie o a narrare la realtà con occhio originale. Lo diceva benissimo Munari in un libretto intitolato, appunto, Fantasia: “Il prodotto della fantasia, come quello della creatività e della invenzione, nasce da relazioni che il pensiero fa con ciò che conosce. (…) La fantasia sarà quindi più o meno fervida, se l’individuo avrà più o meno possibilità di fare relazioni”.

Munari ci dice anche come sia piacevole pensare e realizzare cose nuove. Quando si scrive, di continuo si pensano, si realizzano, cose nuove. È un piacere che, quando si prova, si desidera rinnovare. Per provarlo bisogna, però, partire da lì, da quella sensazione avvolgente e morbida che ci rende la lettura.

L’AUTRICE – Nicoletta Gramantieri è responsabile della Biblioteca Salaborsa Ragazzi di Bologna. Si occupa di laboratori di promozione della lettura rivolti alle scuole e tiene corsi di formazione per insegnanti e bibliotecari su temi relativi alla lettura e alla letteratura per bambini e ragazzi. Arrivano in libreria per Mondadori Ragazzi La scrittrice più famosa del mondo 1 e 2, dedicati a tutte le giovani lettrici che sognano di diventare scrittrici.

Gramantieri_La scrittrice più famosa del mondo

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Gramantieri_La scrittrice più famosa del mondo

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