Attraverso romanzi, favole, saggi e poesie, Paola Mastrocola racconta il mondo dei ragazzi e riflette su cosa sia la scuola, cosa voglia dire insegnare e cosa significhi studiare nella società di oggi

Paola Mastrocola, classe 1956, scrittrice e insegnante di italiano, autrice di libri per ragazzi, romanzi, saggi e raccolte di poesia, ha messo al centro della sua scrittura il mondo dei ragazzi e quello della scuola. Inoltre, protagonisti dei suoi romanzi e delle sue favole sono spesso gli animali. Il racconto di cosa sia oggi la scuola e la riflessione su cosa significhi insegnare e studiare, sono poi al centro di saggi che intrecciano la narrazione, l’impegno civile, e la battaglia per il cambiamento.

togliamo il disturbo paola mastrocola

Paola Mastrocola denuncia la deriva a cui è andata incontro la scuola, lo smarrimento che investe la figura dell’insegnante, le pressioni sociali sbagliate di cui sono oggetto i giovani e la perdita dell’abitudine e della capacità di studiare. Nel saggio Togliamo il disturbo rivendica per i giovani la libertà di scegliere se studiare, e scrive: “Questo libro è una battaglia, perché la cultura non abbandoni la nostra vita e prima di ogni altro luogo la nostra scuola, rendendo il futuro di tutti noi un deserto. È anche un atto di accusa alla mia generazione, che ha compiuto alcune scelte disastrose e non manifesta oggi il minimo pentimento. Infine, è la mia personale preghiera ai giovani, perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno, ignorando ogni pressione, sociale e soprattutto familiare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce, e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che da almeno quarant’anni ci governano e ci opprimono.”

la scuola raccontata al mio cane paola mastrocola

Che cosa può ancora fare un’insegnante che ama il suo lavoro? Quali sono le prospettive di un mestiere che non sa nemmeno più riconoscere se stesso? Un racconto-riflessione, amaro e divertito, sulla nuova scuola italiana, le sue follie e il suo declino che pare inarrestabile. Tra aneddoti, curiosità e stridenti effetti comici, La scuola raccontata al mio cane di Paola Mastrocola è il ritratto di un mestiere che davvero “non c’è più”, perché è stato strozzato e fatto a pezzi da insensate “parole d’ordine”, ingabbiato in un labirinto di “progetti”, “strategie educative” e “recuperi”, lasciando i suoi protagonisti, insegnanti ma anche studenti, spaesati e delusi, forse anche nostalgici di un mondo in cui le parole “insegnare” e “studiare” non significavano altro che se stesse.

la gallina volante paola mastrocola

Alla scrittura di saggi Paola Mastrocola ha affiancato quella di libri per ragazzi, spesso scritti come delle favole, e successivamente di romanzi rivolti anche agli adulti. Il suo primo romanzo è La gallina volante, storia di Carla, quarantenne insegnante di lettere in un liceo di Torino, attraverso l’arco di un anno scolastico. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui la protagonista deve confrontarsi, ma soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni, una ragazzina con alle spalle una situazione familiare molto difficile. In lei riconosce alcune situazione della sua adolescenza e solo con lei condividerà il suo folle progetto: far volare le galline che alleva nel giardino di casa.

palline di pane paola mastrocola

Con il romanzo Palline di Pane, Paola Mastrocola è stata finalista al Premio Strega. Emilia, fotografa quarantenne, parte per le vacanze in Sardegna. Un marito in India per lavoro, una bambina di sei mesi che patisce il mare, un figlio undicenne che, fortemente determinato a isolarsi dall'”umanità coetanea” per rivendicare il diritto a una felicità tutta sua, passa il tempo a pescare e fabbricarsi le esche impastando palline di pane. L’unico aiuto potrebbe essere la nuova baby-sitter: ma è un’enigmatica ragazza portoghese che non sa una parola di italiano e si porta dietro un’inverosimile macchina da cucire a pedali. La vacanza inizia e dà vita a una serie di situazioni buffe e di reazioni imprevedibili, che s’insinuano tra le chiacchiere in spiaggia e scardinano certezze e opinioni comuni e conformiste.

una barca in mezzo al bosco paola mastrocola

Una barca nel bosco è valso a Paola Mastrocola il Premio Campiello. È la storia di Gaspare Torrente, figlio di pescatore e aspirante latinista, approdato a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzo come lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volare alto, deve fare il liceo e dimenticare il piccolo mondo senza tempo dell’isola. E allora eccolo entrare al liceo, dove non trova grandi maestri ma insegnanti impegnati a imbastire compresenze, eccolo accanto ai compagni, con le scarpe sbagliate e la felpa senza cappuccio. È fuori moda, fuori tempo, fuori posto: un pesce fuori dalla sua acqua, una barca in un bosco. E così, come in una specie di mondo alla rovescia, Gaspare deve giocare alla Play Station, deve …

che animale sei paola mastrocola

Che animale sei? è un romanzo e una favola, da cui è stata tratta anche una graphic novel. Racconta la vicenda di un’anatra che non sa di essere un’anatra. Quando uno nasce, non sa chi è. E se non c’è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era, perché quando era nata, la notte di Natale, rotolando giù dal camion di Jack il camionista, si era ritrovata completamente sola e aveva scambiato per sua madre una pantofola di pelo. E tutto sarebbe rimasto per sempre così, se non avesse avuto il desiderio di conoscere il mondo e sulla sua strada non avesse continuamente incontrato qualcuno che le chiedeva: “Che animale sei?“…

la felicita del galleggiante paola mastrocola

La felicità del galleggiante è una raccolta di poesie, qui Paola Mastrocola ha modo di spingersi oltre le tematiche toccate nelle opere di narrativa e saggistica. In queste pagine si trovano liriche d’amore e di meditazione, di nostalgia e di esortazione, in un dettato attento alla grande lezione di Orazio. È l’idea di una vita contemplativa che provocatoriamente, alla maniera dell’otium degli antichi, osi contrapporsi al caotico e molteplice dell’oggi, e imprevedibilmente lo vinca. È la continua, pervasiva e anche un po’ ribelle tentazione a lasciar cadere, stare a guardare, non fare. Un caparbio tenersi in disparte e percorrere “viottoli” anziché autostrade. Meta privilegiata è l’isola, che si fa di volta in volta biblioteca, mare, ufficio, “biro in tasca”, “sasso giusto”, o anche solo la “posizione di una virgola”: il variegato appartarsi in luoghi dove, per fortuna, non ci sia “partita, pubblico e punteggio”.

non so niente di te paola mastrocola

Non so niente di te è una commedia degli equivoci. Fil non è dove dovrebbe essere e non fa quel che dovrebbe fare. Nessuno lo trova, ma lui non s’è perso: sta solo provando ad inventarsi, nell’ombra, un’esistenza diversa. È un mattino di novembre, nella sala di uno dei più prestigiosi college di Oxford, centinaia di persone aspettano l’inizio di una conferenza. Dopo qualche minuto entrano – nel silenzio generale – decine e decine di pecore. Bianche, lanose, ordinate, moderatamente belanti. Le guida Filippo Cantirami, giovane economista italiano, che come nulla fosse comincia il suo intervento sulla crisi dei mercati. L’invasione di pecore getta nel caos i genitori Cantirami, che erano convinti che il figlio modello fosse a Stanford a finire un dottorato. Cosa combina Fil, dov’è finito, chi è veramente? Tutti a cercare una risposta: ognuno seguendo una sua pista, viaggiando da un continente all’altro o dentro di sé, fino a scoprire che, a dispetto dei sentimenti più profondi che legano le persone tra di loro, sappiamo ben poco gli uni degli altri.

l'anno che non acddero le foglie paola mastrocola

L’anno che non caddero le foglie è un libro per bambini, una favola che ha per protagonisti il vento, le foglie, e gli scoiattoli. Una storia di timidezza e coraggio, di ribellione e saggezza, in cui alle parole Paola Matrocola affianca il disegno. In uno strano autunno in cui le foglie si rifiutano di cadere, tutti si domandano perché, specialmente i bambini, che sanno guardare, e una scoiattola inquieta che ha bisogno di sapere. Mentre tutti – umani e animali – cercano di fronteggiare la nuova vita nel Paese in cui non cadono le foglie, la scoiattolina si avventura in un’indagine che finirà per sollevare interrogativi importanti sulla felicità e sulle leggi della natura. Intorno a queste domande soffia il vento, che conosce le storie di tutti, ed è il vento, in questa favola leggera come l’aria, a incrociare i destini, cambiare gli animi e decidere le sorti.

paola mastrocola la passione ribelle

La passione ribelle (Laterza) è un pamphlet con al centro una tesi forte: lo studio è morto, è sparito dalle nostre vite, nessuno studia più. Studiare significa stare seduti in un luogo appartato, con un libro, scollegati da tutto, indugiando sulle parole fino ad assorbire quel che c’è scritto, senza uno scopo immediato. Oggi, denuncia Paola Mastrocola, nessuno trova il tempo o la voglia, o è più capace di studiare. Una volta era diverso, credevamo nell’immortalità, c’erano progetti lunghi e non avevamo fretta. Scrivevamo canzonieri lunghi una vita, dedicandoli a donne morte da un pezzo. E trattati, che radunavano in sé, e ordinavano, tutto lo scibile su un dato argomento. Scrivevamo a mano e quella lentezza ci aiutava a pensare in modo più profondo.

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