Le ragazze hanno una maggiore attitudine alla lettura rispetto ai ragazzi e, forse per questo, sono più brave a scuola in molte materie. Lo studio dell'OECD, che ha coinvolto ben 64 paesi

L’OECD (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha recentemente pubblicato uno studio, riportato dall’Economist, secondo il quale le ragazze, intorno ai 15 anni, sarebbero notevolmente più portate per la lettura rispetto ai ragazzi: risultano essere l’equivalente di un anno scolastico avanti rispetto ai compagni maschi, in ben 64 paesi.

Lo studio ha dato una grande importanza alla capacità di leggere, intesa come alfabetizzazione e comprensione, e all’attitudine degli studenti per la lettura; la scelta è dovuta al fatto che leggere è un requisito di base per l’acquisizione di ulteriori conoscenze in tutte le materie e per tanto diventa il trampolino di lancio dell’istruzione. Proprio per questo motivo il divario tra maschi e femmine nelle capacità di lettura sembra più grave, sebbene i ragazzi si mantengano più forti delle ragazze in matematica e scienze sia una materia in cui i due sessi si trovano alla pari.

Per capire dove abbia origine una simile differenza si può guardare come spendono il tempo gli studenti al di fuori delle mura scolastiche: in media una ragazza di 15 anni passa circa cinque ore e mezzo alla settimana a fare i compiti, un’ora in più rispetto alla media maschile che, invece, passa molto più tempo a giocare al computer; dove tre quarti delle ragazze di 15 anni legge per interesse personale, solo la metà dei ragazzi condivide l’interesse per i libri al di fuori delle mura scolastiche.

È anche interessante registrare un dato dello studio dell’OECD riguardo l’importanza delle capacità di lettura nell’apprendimento: se si prendono in esame i ragazzi che passano tanto tempo quanto le ragazze a leggere e studiare. allora la differenza di preparazione tra i due sessi si riduce notevolmente.

Tuttavia la differenza c’è, anche se fino a pochi decenni fa sarebbe sembrato incredibile: negli anni ’60 i ragazzi frequentavano la scuola più a lungo, studiavano di più e avevano più probabilità di laurearsi; oggi, sia nei paesi più ricchi sia in buona parte di quelli in via di sviluppo, la tendenza è diametralmente opposta e sono le ragazze a impegnarsi di più, con migliori risultati, sui banchi di scuola.

Lo studio presenta anche altri spunti interessanti, come il fatto che i ragazzi incontrano più difficoltà nel mantenere una buona condotta, da cui l’ipotesi che ricevano voti più bassi non perché siano meno preparati, ma per via del loro comportamento, che influenza il giudizio degli insegnati, prevalentemente donne.

Altrettanto interessante è la riflessione sui motivi sociali che hanno influenzato questo cambiamento, forse più ancora delle politiche mirate dei diversi paesi; infine, la riflessione su quali possano essere le conseguenze, non solo nel mondo del lavoro, ma anche nel campo dei rapporti umani, merita attenzione.

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