Torna su ilLibraio.it la rubrica #LettureIndimenticabili. Lo scrittore e libraio Marino Buzzi ci parla di "Ragazzi che amano ragazzi" di Piergiorgio Paterlini: "Ogni volta che qualcuno mi offendeva rileggevo quelle pagine piene di miei simili, ragazzi che, come me, erano alla ricerca di un posto nel mondo. Le quindici storie narrate erano, in un certo senso, la mia storia..."

Aveva già capito tutto di me, la ragazza con i capelli miele e gli occhi color cielo, si muoveva in punta di piedi per non farsi notare dal resto del mondo, eppure il suo sguardo aveva già attraversato la mia anima, aveva rubato il mio segreto, capito che non ero come tutti gli altri. Mi parlava di Pasolini e di Tondelli, di Peter Greenaway e di Lynch, di mondi che non conoscevo e che mi spaventavano. Elena era già una parte di me, eravamo due entità astratte in cerca di un posto sicuro.

Nascosi il libro che mi aveva regalato nello zaino, sotto i libri di scuola, terrorizzato all’idea che qualcuno potesse leggere il titolo, che mia madre lo trovasse e mi facesse domande, temevo il suo sguardo più di ogni altra cosa, mi spaventava l’idea che potesse accorgersi che il figlio che amava non era quello che si aspettava.

L'ultima volta che ho avuto sedici anni - buzzi

Quel giorno mangiai in fretta e poi mi chiusi nella stanza dove trascorrevo pomeriggi eterni fatti di musica e libri, pensieri tristi e sogni più grandi di me. Non riuscivo a staccare lo sguardo da quella copertina, due maglie abbracciate l’una all’altra, il titolo esplicito mi solleticava la pancia, Ragazzi che amano ragazzi, allora esisteva qualcuno come me, non ero quel marziano che avevo pensato di essere. C’era un mondo fuori dalla mia stanza, c’erano ragazzi che amavano, desideravano altri ragazzi e non c’era nulla di sbagliato nel loro modo di amare. Io, sedicenne fragile e impaurito, che cercava conforto in sguardi distratti, che si innamorava di chiunque avesse per lui attenzioni o parole, che lottava contro quel desiderio che sentiva crescere dentro, quel fuoco che divampava facendolo impazzire di solitudine, quel bisogno di vita al quale non poteva opporsi.

Al quale non volevo oppormi.

Tornavo da quel campo di battaglia che era per me la scuola come un soldato che aveva schivato pallottole fatte di parole come “frocio” o “urachion”, che nel dialetto del mio paese faceva sembrare quella parola ancora più violenta e odiosa. Sentivo la rabbia degli altri ragazzi, non ero omologato, non ero come loro. Eppure, crescendo, ho scoperto che alcuni di quei ragazzi cercavano solo di nascondersi, ero il tiro al bersaglio di ragazzi che non sapevano cosa fare di quei sentimenti che li stavano logorando. Mi rovesciavano addosso, distruggendomi, tutte le loro paure e le loro frustrazioni. Quando mi sentivo al limite prendevo la scatola sopra l’armadio, quella dove tenevo le fotografie e le cassette con la mia voce registrata, il mio diario segreto scritto con una calligrafia talmente illeggibile che nessuno avrebbe potuto capire, ogni tanto strappavo qualche pagina e la facevo in mille pezzi, sul fondo di quella scatola c’era il libro di Piergiorgio Paterlini, il solo tenerlo fra le mani mi dava conforto.

Confessioni di un ragazzo perbene

Ogni volta che qualcuno mi offendeva rileggevo quelle pagine piene di miei simili, ragazzi che, come me, erano alla ricerca di un posto nel mondo. Si muovevano fra strade che non conoscevo, in città che mi sembravano irraggiungibili, erano più svegli di me, si spingevano verso confini che io potevo solo sognare.

Le quindici storie narrate erano, in un certo senso, la mia storia.

E ripensando oggi a quei ragazzi e a quel libro, allo spettro che ero e all’uomo che sono diventato, mi rendo conto di quanta strada abbiamo fatto e di quanta ce n’è ancora da fare, capisco che quella raccontata da Paterlini era anche la mia storia, era ed è la storia dei ragazzi che amano ragazzi e delle ragazze che amano ragazze, e dei loro affetti, delle loro famiglie, delle loro amiche e dei loro amici. E oggi so quanto devo a quel libro, oggi so che quelle pagine mi hanno strappato da un baratro di solitudine e mi hanno, con molta probabilità, salvato.

ragazzi che amano ragazzi

LA RUBRICA – Letture impossibili da dimenticare, rivelatrici, appassionanti.Libri che giocano un ruolo importante nelle nostre vite, letti durante l’adolescenza, o da adulti. Romanzi, saggi, raccolte di poesie, classici, anche testi poco conosciuti, in cui ci si è imbattuti a un certo punto dell’esistenza, magari per caso. Letture che, perché no, ci hanno fatto scoprire un’autrice o un autore, di ieri o di oggi.
Ispirandoci a una rubrica estiva del Guardian, A book that changed me, rifacendosi anche al volume curato da Romano Montroni per Longanesi, I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori, abbiamo pensato di proporre a scrittori, saggisti, editori, editor, traduttori, librai, bibliotecari, critici letterari, ma anche a personaggi della cultura, della scienza, dello spettacolo, dell’arte, dell’economia, della scuola, di raccontare un libro a cui sono particolarmente legati. Un’occasione per condividere con altri lettori un momento speciale.

L'uomo che cade

L’AUTORE – Marino Buzzi, classe 1976, libraio e blogger (suo Cronache dalla libreria), è autore di Confessioni di un ragazzo perbene (2011), Un altro bestseller e siamo rovinati (2011) e L’ultima volta che ho avuto sedici anni (2015). Del 2016 è il suo ultimo romanzo, L’uomo che cade (Ugo Mursia Editore), una storia che parla d’amore, di morte e di rinascita. Protagonista è Marco, uomo schivo e pieno di fobie. Sulla sua strada incontra Federico – brillante, ambizioso e peno di vita. Ma il destino si sa, è beffardo: quando Federico scompare, Marco resta solo e tutto quello che riesce a fare è aggrapparsi al ricordo del passato e agli amici. Ma piano piano la sua vita prende ad andare a rotoli e anche i ricordi lo tradiscono, il passato gli si sbriciola tra le mani. E allora non gli resta che percorrere a ritroso i dolori e le gioie di una storia d’amore che assomiglia sempre di più a una grossa bugia. E quando tutto è compiuto, tutto è rivelato, il destino lo sorprende di nuovo mettendo sulla sua strada Sara…

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