Nel suo nuovo romanzo Daniele Zito dà voce agli invisibili, che meritano la nostra attenzione perché colorano il mondo con pensieri liberi da schemi razionali abusati... - di Maria Anna Patti (CasaLettori)

“A volte è un licenziamento, altre la fine di un contratto, altre la semplice depressione; le cause, in fondo, si somigliano tutte, come del resto le cadute”. Robledo di Daniele Zito (Fazi) è un libro indispensabile per comprendere il tempo in cui viviamo. A condurci attraverso un percorso a ostacoli rappresentato da pagine irreali e divertenti è Michele. Scopriremo un’organizzazione chiamata “Lavoro per il lavoro”, ascolteremo le voci di coloro che ne fanno parte. Capiremo cosa significa perdere l’identità, essere nessuno in una società che ci vuole macchine produttrici.

robledo

Lo scrittore compone un metaromanzo con la stessa ironia che avevamo apprezzato ne La solitudine di un riporto, edito da Hacca. Ci si chiede leggendo il testo quanto siamo “spettri” e quanta emarginazione ci circonda. Un romanzo liberatorio per imparare a sorridere degli inciampi, essere attori di storie forse inverosimili ma utili ad interrogarsi, non “abitare ai bordi della vita”. Cari lettori, attenti, perché il tempo rischia di passarvi accanto senza incontrarvi. Difficile dimenticare Robledo, con le sue ossessioni, i paradossi, la voce “distorta, confusa, disturbata”, quella degli invisibili che meritano la nostra attenzione perché colorano il mondo con pensieri liberi da schemi razionali abusati.

L’AUTRICE – Maria Anna Patti, appassionata lettrice siciliana, è l’ideatrice di @CasaLettori, punto di riferimento su Twitter per chi ama i libri. Qui la nostra intervista.

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