L'editoriale di Stefano Mauri dal nuovo numero della rivista Il Libraio - Scaricalo gratis

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A Tempo di Libri, la fiera dell’editoria italiana che si svolgerà per la prima volta a partire dal 19 aprile a Milano, vicina ai 5 milioni di lettori lombardi e anche facile da raggiungere per gli altri 20 milioni di lettori italiani, in una città che ha visto aumentare vertiginosamente il turismo internazionale negli ultimi anni, potrete incontrare molti autori di questo numero: Luis Sepúlveda, Federico Moccia, Wulf Dorn, Mauro Corona, Jean-Michel Guenassia, Javier Cercas e Mirko Zilahy, Achille Mauri. Ma anche autori dei numeri precedenti come Andrea Vitali, Alessia Gazzola, Clara Sánchez, Chiara Gamberale e Ildefonso Falcones.

Al Salone di Torino, completamente rinnovato, ci saremo ancora con Luis Sepúlveda, Chiara Gamberale, Cristina Chiperi, Elsa Osorio, Jim Al Kahlili.

Ci sarebbe piaciuto portare anche Wilbur Smith a Milano o a Torino, ma è accaduta una cosa incredibile. Wilbur Smith, un uomo che ha vissuto a lungo in una terra dura come può essere solo l’Africa, un uomo che in gioventù cacciava con il padre bestie feroci, pescava gli squali nell’oceano Indiano, un uomo al quale è toccato affrontare, oltre ai leoni, consulenti finanziari, avvocati divorzisti, ispettori delle tasse, agenti letterari e persino editori, è finito in trappola. Prigioniero dei suoi personaggi. Lo hanno rapito. Non lo lasciano più. Non può incontrare i suoi lettori in tutto il mondo perché i Ballantine, i Courtney e gli Egizi gli chiedono di continuare le loro storie. E di farlo restando in Africa! Non si sogni nemmeno di prendersi tutte le distrazioni alle quali si è abituato: le comodità, i piaceri e i club di Londra, la pesca del salmone con la mosca in Alaska, i safari nella foresta, la pesca d’altura. Se lo scordi. Le storie che ha in testa sono ancora tante e il tempo è tiranno. Le conosce con tale precisione che è come se le avesse vissute e ne è l’unico testimone. Per questo negli ultimi anni ha scritto molto di più. Il personaggio che più gli è vicino, Taita, il ‘Warlock’, è quello al quale vuole dedicare più tempo. Guai a chi glielo tocca e si capisce perché.

Chi conosce bene Wilbur avverte la speciale somiglianza tra lo scrittore e il suo personaggio. Taita è vecchio ma ancora potente, intelligente, vanitoso, colto, saggio, autoironico, sensibile, grande osservatore e paziente esploratore dell’universo femminile ma anche straordinario stratega militare.

L’ultimo faraone è uno dei migliori romanzi che Wilbur Smith abbia scritto: un po’ storico e un po’ fantastico, pieno di invenzioni, un ritmo che non dà tregua e dopo 37 anni di connubio con la casa editrice Longanesi e i suoi lettori merita anche l’attenzione degli altri lettori perché questo libro scritto a 83 anni ha l’energia di un grande narratore. E questa volta è successo qualcosa di straordinario.Da quella penna è scaturito un personaggio destinato a superare e surclassare Taita. Una donna. Nata a Sparta… e anche lei non gli darà tregua.

Se vi piace quando un libro vi rapisce e appena lo toccate dimenticate la vostra vita vera, se vi piace viaggiare nel tempo e nello spazio, questo è il racconto che fa per voi. Perdonatelo se non ci viene a trovare questa volta, nonostante il suo particolare affetto per i lettori italiani. Però ormai lo vogliono in tutto il mondo e lui è prigioniero dei suoi personaggi nella sua bella villa a Cape Town.

il libraio

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