Secondo un sondaggio americano, gli studenti delle scuole medie e superiori che hanno tempo per leggere libri scelti autonomamente, durante la giornata scolastica hanno più probabilità di leggere di più per piacere personale. E si apre il dibattito...

Il tema della promozione della lettura nelle scuole tende a dividere insegnanti, esperti e addetti ai lavori del mondo del libro. La sola certezza è che i dati sulla lettura, in Italia in particolare, non sono confortanti. E che, di conseguenza, diventa sempre più urgente lavorare (e investire) per far innamorare i più piccoli dei libri, cartacei o digitali che siano.

Stando all’ultimo rapporto Istat sulla “produzione e la lettura di libri in Italia”, tra l’altro, leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. La propensione alla lettura è dunque fortemente condizionata dall’ambiente familiare.

Non solo: stando allo stesso rapporto, il principale fattore che limita la diffusione dei libri in Italia, per un editore su due (49,9%),è  la mancanza di un’efficace educazione alla lettura.

E veniamo così al tema di un discusso sondaggio di un’importante casa editrice americana di libri per bambini e ragazzi, Scholastic, secondo cui, come riporta anche IlPost.it, gli studenti delle scuole medie e superiori che hanno tempo per leggere libri scelti autonomamente, durante la giornata scolastica hanno più probabilità di leggere di più per piacere personale.

Al sondaggio ha dedicato un lungo articolo anche il New York TimesKyle Good, portavoce della casa editrice, ha spiegato che, stando a quest’indagine, “quando lasci scegliere ai ragazzi i libri che vogliono leggere, diventeranno lettori voraci”.

Sempre stando al sondaggio americano, oggi i ragazzi leggerebbero meno per divertimento rispetto al passato. “Il 31 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni dice di leggere per piacere personale almeno cinque giorni a settimana: nel 2010 questa percentuale era del 37 per cento”.

Forse varrebbe la pena smettere di “imporre” letture e riflettere sull’inserimento di un’ora al giorno di lettura a piacere nelle scuole? 

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