Enrico Galiano, insegnante amato dai suoi studenti e molto seguito sui social, su ilLibraio.it descrive, con il suo consueto stile, cosa avviene agli studenti a maggio: e così, c'è chi è tranquillo, chi potrebbe esserlo ma è agitato lo stesso, chi ha "puntato" tutto proprio su maggio, chi invece aspetta giugno e chi...

Purtroppo qua non siamo come in certi Paesi tipo la Germania dove, astutamente, a maggio si prendono due settimane di ferie per darsi la carica, in vista dello spaventoso sprint finale che attende tutti. E così i poveri studenti si ritrovano puntualmente sull’orlo di una crisi nervosa che non di rado sconfina nella follia pura. Una volta entrato in classe nel mese di maggio, specie negli ultimi giorni, respiri un’aria densa di ansie, tremori, incubi e istinti omicidi. Ogni studente convive con un mix di emozioni contrastanti, in particolare due: il rimorso per non aver fatto una fava nei mesi precedenti, e l’angoscia al pensiero di quel momento cruciale in cui qualcuno lo piazzerà davanti ai tabelloni coi risultati finali.

Ecco quindi che in base al carattere e soprattutto a quello che si è fatto nei mesi precedenti, possiamo distinguere questi diversi tipi di studenti nel mese fatidico:

1. Quello tranquillo

Sa di aver fatto tutto bene, di essere a posto con le medie, di non avere interrogazioni di recupero all’orizzonte. Si gode insomma i primi caldi e passa i pomeriggi in relax. Peccato solo che tale categoria sia data ormai per estinta e che l’ultimo studente appartenente a questa categoria registrato dagli scienziati risalga al maggio ’51.

2. Quello che potrebbe essere tranquillo ma è agitato lo stesso

I voti sono ok ma lui no. Il dubbio si insinua, il timore di verifiche a sorpresa, o di improvvisi voltagabbana dei prof che gli avevano promesso l’otto lo costringono a un tour de force di preoccupazioni e lavatacce-studio. Alla fine, fra tutti, è quello che sta peggio.

3. Quello che ha puntato tutto su maggio

Da settembre ad aprile ha cazzeggiato, pensato all’amore, al calcio, al suo gruppo musicale, a fifa: tutto pur di non avvicinarsi ad alcun oggetto cartaceo comunemente detto libro. Il suo mantra, per tutto questo tempo, è stato: ci penserò a maggio. Ora maggio è arrivato e il suo intento è di portare a termine la titanica impresa di recuperare nove materie su nove. Abbandona ogni barlume di vita sociale, diventa caffeina-dipendente e accumula più scibile umano in questi 31 giorni che Diodoro Siculo in tuta la sua vita. Forse non riuscirà a farsi promuovere, ma almeno avrà imparato un sacco di metodi di studio alternativi.

4. Quello che punta tutto su giugno

Il suo secondo nome è Utopia. Sa che a giugno i prof infilano più compiti e verifiche che le nonne grassi saturi ai pranzi di Natale, e per questo spera di risolvere un’annata pessima in soli dieci giorni. Ha una probabilità di farcela inferiore allo 0.0001 % ma lui ci prova, arcisicuro che ce la farà. Ancora non sa che i suoi prof hanno già deciso il suo destino, ma non roviniamogli la sorpresa.

5. Quello che sa già di essere spacciato

Sa che non c’è speranza, e per questo almeno trascorre questo mese a fare due cose: a) quel che più lo rende felice (il che stranamente spesso coincide con il farlo al di fuori delle mura scolastiche, insomma a scuola manco ci viene), e b) pensare a come dirlo ai sui genitori.

In ogni caso, una frase accomuna tutti gli studenti, ma proprio tutti, e la ripetono ogni santo giorno davanti allo specchio di questo bel mese di quasi estate, e cioè: “Il prossimo anno non mi ridurrò all’ultimo come quest’anno!”.

L’AUTORE E IL LIBROEnrico Galiano è insegnante e autore della webserie Cose da prof, un successo su Facebook; il suo motto del buon insegnate è: “Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti”.  Eppure cadiamo felici (Garzanti) è il suo romanzo d’esordio, la storia di una ragazza di nome Gioia che colleziona parole intraducibili e si innamora di Lo che, nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. Quando i due giovani si innamorano, Lo sparisce nel nulla e starà a Gioia scoprire cosa è successo.

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