In libreria una nuova traduzione di "Lettera al padre" di Franz Kafka. Per Claudio Magris "i grandi capolavori devono essere tradotti pressoché a ogni generazione, perché contengono delle potenzialità nascoste..."

Nel suo Elzeviro sul Corriere della Sera, lo scrittore e critico Claudio Magris affronta il tema della traduzione dei classici della letteratura, prendendo spunto dalla nuova edizione di Lettera al padre di Franz Kafka. La casa editrice Garzanti ha affidato la traduzione a Nicoletta Giacon, “un’agguerrita e valente germanista”, come la definisce Magris, secondo cui “i grandi capolavori devono essere tradotti pressoché a ogni generazione, perché contengono delle potenzialità nascoste, che la Storia via via estrae dal loro nucleo e dalla loro forma; contengono delle risposte brucianti a domande dell’epoca non ancora esplicitamente formulate e che essi esprimono con una forza che investe i lettori e continua a investire le generazioni che si succedono nel tempo”.

Per l’autore triestino classe ’39, che ha apprezzato il lavoro di Nicoletta Giacon, “nessuna traduzione, anche eccellente, di una grande opera è definitiva”.

“Carissimo padre, recentemente mi hai chiesto per quale motivo sostengo di avere paura di te. Come al solito, non ho saputo darti una risposta…”. Con queste parole si apre la celebre lettera che il giovane Kafka scrisse a suo padre, Hermann Kafka, nel novembre del 1919. La lettera fu pubblicata postuma, nel 1952.

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