Quante sono le trame alla base di libri che leggiamo? Secondo uno studio americano si possono ridurre a sole sei linee narrative. Queste...

Le trame dei libri sono lo scheletro cui ogni scrittore costruisce attorno la storia vera e propria. Alcune si somigliano tra loro, altre non potrebbero essere più spiazzanti e innovative.

Ma quante sono le trame dei libri inventate fino a oggi?

Si potrebbe pensare siano un numero vastissimo, ognuna per ogni libro scritto nella storia dell’umanità: invece un gruppo di ricercatori dell’Università del Vermont ritiene esistano solo sei trame nella letteratura inglese. Lo studio, recentemente riportato da Bustle, è stato svolto lo scorso agosto e, tramite un algoritmo che filtra i testi in base alle parole che li compongono, ha confrontato 1700 classici della letteratura anglosassone.

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I filtri utilizzati per sondare le storie sono tre: il primo, tramite l’analisi e il rilevamento di alcune parole, è in grado di definire la direzione emotiva del testo. Ad esempio se la scena analizzata è drammatica, comica, oppure felice. Il secondo filtro permette di distinguere tra loro le scene simili. Infine la storia vera e propria viene estrapolata, privata dai “rumori di sottofondo”, dal terzo filtro.

In questo modo i ricercatori si sono trovati con i sei modelli di trama, riassumibili in questo modo: storia ascendente, storia discendente. Due strutture più complesse sono: caduta e ascesa e il suo contrario, ossia ascesa con ricaduta. Vi è poi la struttura della fiaba, a suo tempo analizzata e schematizzata da Propp: ascesa –  caduta – risalita. E lo scheletro delle tragedie classiche e shakespeariane: caduta, ascesa e ricaduta.

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Lo studio si è ispirato a una teoria sviluppata dall’autore Kurt Vonnegut che, ai tempi della sua laurea all’Università di Chicago, aveva proposto una tesi secondo cui alla base della letteratura esistono solo un numero limitato di storie. Allora la sua teoria venne rifiutata e ancora oggi la ricerca dell’Università del Vermont suscita qualche perplessità.

A partire da alcuni limiti dello studio. Per prima cosa, i testi presi in considerazione provengono tutti dal Progetto Gutenberg, un catalogo fruibile online di testi i cui diritti sono ormai decaduti. Inoltre tutti i libri analizzati sono opere della letteratura inglese. Che in futuro lo studio si apra anche ad altri testi provenienti da diverse letterature?

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