Su IlLibraio.it un estratto da "Un paese non è un’azienda", il nuovo saggio di Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia

Torna nelle librerie, Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia e già autore di Fuori da questa crisi, adesso! Ora esce per Garzanti una sua breve, significativa riflessione, Un paese non è un’azienda. La tesi del libro? Molti sono convinti che un bravo manager o imprenditore, in virtù dei successi ottenuti dalle sue aziende, sia automaticamente un attendibile consigliere economico o addirittura un ottimo politico a cui affidare senza indugio le sorti di una nazione. È una falsità che continuamente si alimenta nonostante la storia recente in tutto il mondo, Italia compresa, ne abbia mostrato l’inconsistenza. Krugman smonta questo grande mito contemporaneo, dimostrando le enormi differenze tra il mondo aperto e aggressivo delle strategie imprenditoriali e quello chiuso delle grandi politiche nazionali.

 

Su IlLibraio.it un estratto dal volume, pubblicato per gentile concessione di Garzanti

In una società che rispetta il successo commerciale, i leader politici chiederanno inevitabilmente – e con buona ragione – il consiglio dei leader aziendali su svariati problemi, inclusi quelli finanziari. Possiamo solo augurarci che sia i consiglieri sia i consigliati abbiano le idee chiare su ciò che insegna e non insegna il successo commerciale ai fini dell’economia politica.
Nel 1930, quando il mondo stava entrando in depressione, John Maynard Keynes invocò una forte espansione monetaria per alleviare la crisi e suggerì l’adozione di una politica basata sull’analisi economica anziché sui consigli di banchieri legati al gold standard o di industriali che volevano alzare i prezzi riducendo la produzione. «Perché – anche se nessuno ci crederà – l’economia è una materia tecnica e difficile.»

Se i suoi consigli fossero stati seguiti, si sarebbero potute evitare le peggiori devastazioni della Grande Depressione.
Keynes aveva ragione: l’economia è una materia tecnica e difficile. Essere un bravo economista non è più difficile che essere un bravo manager aziendale. (Anzi, probabilmente è più facile, perché la concorrenza è meno forte.) Ma l’economia e il business non sono la stessa cosa, e la padronanza dell’una non assicura la comprensione, e tantomeno la padronanza, dell’altra. Un leader aziendale di successo non è necessariamente più esperto di economia che, per dire, di strategia militare.
La prossima volta che sentirete dei manager esprimere delle opinioni sull’economia, domandatevi: «Si sono presi il tempo che occorre per studiare a fondo questo argomento? Hanno letto quello che scrivono gli esperti?». Se non l’hanno fatto, non tenete conto del successo che hanno avuto negli affari. Ignorateli, perché probabilmente non sanno nemmeno di cosa stanno parlando.

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